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domenica 3 febbraio 2013

Politiche 2013, avanza il partito dei disillusi.

 
La satira politica in genere prende spunto dalla realtà e porta all'eccesso determinati comportamenti, cercando in questo modo di evidenziarne gli aspetti più ridicoli. Anche il titolo de "il Vernacoliere", foglio satirico livornese, rispetta questa regola riferendosi all'attuale campagna elettorale, che vede una scena politica quanto mai confusa e frammentaria.
La frammentarietà è dovuta al proliferare di liste e listarelle che malgrado la "sforbiciata" della Cassazione sono ben 158. Alcune di queste appoggiano i candidati premier dei maggiori partiti, altre ne presentano uno proprio. Tanto per fare degli esempi, c'è la lista del Magistrato Antonio Ingroia (Rivoluzione Civile), quella del giornalista Oscar Giannino (Fare per Fermare il Declino), quella del deputato europeo Mogdi Allam (Io Amo l'Italia), quella dell'ex pornodiva Ilona Staller (Democrazia, Natura, Amore).
Beninteso, non si vuole qui criticare un diritto sancito dalla costituzione, nè discutere delle buone intenzioni delle persone, ma in un momento in cui, per uscire da una situazione  di crisi economica  e di disagio sociale, occorrerebbe unità d'intenti programmatici, mi chiedo a cosa serva questa tendenza individualista a ricercare ognuno la propria soluzione. E' indubbio che tutto ciò ingeneri nell'elettorato, confusione  e disamore per la politica da cui deriva un diffuso qualunquismo e una massimizzazione dei soggetti politici. 
Non si sottraggono a tale tendenza nemmeno i leader degli schieramenti politici tradizionali,. molto più occupati nell'additare all'altrui ambiguità che ad esporre i propri programmi di governo. Per cui, sul piano prettamente politico, non si nota una volontà  ben definita di progettare qualcosa di nuovo. Come già scritto, in un post precedente, malgrado il successo delle Primarie del Pd, l'elezione di Bersani a candidato premier non ha portato una maggiore aggregazione delle forze a sinistra. Dall'altra parte, Berlusconi, riuscito in extremis a raggiungere un accordo peraltro ambiguo, con quel che resta della Lega,  continua nei suoi soliti e populistici proclami.  Anche l'ingresso di Mario Monti, nella politica attiva  salutata da molti osservatori come una piacevole novità, non ha prodotto granchè di positivo, dato che l'ex presidente del consiglio, invece di mettere la sua competenza al servizio dello stato, cercando magari delle intese, insegue una solitaria e improbabile "occupazione" dello spazio politico di centro-destra. Infine la "novità" del M5S di Beppe Grillo, movimento d'opinione che ha senz'altro portato una ventata d'aria fresca in politica, lascia un po' perplessi poichè, sul piano della democrazia interna, date le note recenti vicissitudini, finisce per rappresentare soltanto l'opinione del fondatore.
Insomma è evidente che, ancora una volta,  la classe politica italiana ha  perso una buona occasione per fare un salto di qualità, anteponendo i soliti interessi "di bottega" ad una proposta politica seria e, soprattutto, al servizio dei cittadini.
Andrò a votare il 24 febbraio, (il mio senso civico è talmente radicato da poter essere considerato addirittura fobico), ma potenzialmente potrei far parte della folta schiera del partito dei disillusi, quello che accetterebbe di buon grado il provocatorio invito della vignetta del "Vernacoliere" o che, più concretamente, al seggio elettorale preferirà la classica gita fuori porta.

 

martedì 11 dicembre 2012

Risolvere la disambiguità del Pd per un futuro governo stabile.

http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2012/09/staino_pd.jpg
Con la netta vittoria di Bersani al ballottaggio (61% contro il 39 di Renzi), è finalmente finita la bagarre tra i due contendenti principali ed il centro sinistra ha ora il suo candidato premier, per le prossime elezioni. A questo punto ci si potrebbe aspettare un periodo calmo e disteso attorno a Bersani, ma non credo ciò avverrà. Non avverrà perchè, a parte Vendola che pur correndo nelle primarie, non fa parte del Pd, Renzi pur essendo parte integrante e importante del partito, incarna posizioni differenti e in taluni settori addirittura opposte a quelle del segretario del Pd. Tuttavia non c'è da gridare allo scandalo per questo, poichè è bene ricordare che l'attuale partito democratico, nasce dalla fusione tra il vecchio Pci e buona parte della Vecchia Dc, per cui è normale che esistano anime politiche diverse al suo interno e credo che dovranno passare molti anni prima che il ricambio generazionale colmi il gap esistente tra di esse. Nel frattempo il vero problema è la ricerca della disambiguità del partito,  che possa fornire un preciso significato politico ovvero una comune identità che permetta di arrivare uniti alla prossima scadenza elettorale. Ciò può essere realizzato solo attraverso la condivisione di una valida linea politica, la cui esternazione è, senza ombra di dubbio, il programma da portare all'attenzione degli elettori.
Dovrebbe essere questo il primo compito di Bersani, Renzi e di tutte le altre componenti del partito, anche prendendo spunto da quanto fatto da Laura Puppato che, nella corsa verso le primarie,  ha stilato un programma politico chiaro ed esauriente, trovando anche il modo di rispondere(unica tra i candidati) al test-provocazione elaborato da GreenPeace.
Al momento, invece, si parla solo di alleanze e non credo sia la cosa più opportuna da fare, poichè ciò può dar luogo ai soliti veti pregiudizievoli e ideologici.
E' incredibile come si continui a non voler capire che le necessarie e possibili alleanze debbano trovarsi solo davanti ad un programma chiaro e condiviso e soprattutto rispettoso delle giuste aspettative dei cittadini. Viceversa, nell'ipotesi di una vittoria elettorale, ci si ritroverà, come in passato, in fragili coalizioni di governo che rischiano di dissolversi davanti al primo ostacolo.

lunedì 29 ottobre 2012

Il re è nudo!

http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/11_berlusconi_silvio/berlusconi190310g_adn--400x300.jpg
 
Faccio sempre fatica a leggere o ad ascoltare i messaggi mediatici di Berlusconi e non perchè mi faccia trasportare da una sorta di razzismo politico che in realtà non mi appartiene, piuttosto perchè mi trovo davvero a disagio di fronte alle sue esibizioni. Infatti, sebbene esse abbiano lo scopo di apparire come una prova di forza verso un ormai fantomatico nemico, a mio modo di vedere, finiscono per evidenziarne tutte le debolezze.
Anche nell'ultima performance mediatica del Cavaliere ciò avviene in modo eclatante.
In primis appare deleteria la sua  affermazione di voler comunque rimanere sulla scena politica, pur non candidandosi nuovamente come premier. Una siffatta decisone, delegittimando implicitamente l'attuale segretario Alfano, ha creato una situazione di caos all'interno del Pdl ed ha infastidito non poco anche  gli eventuali futuri alleati.
Incredibile poi la sua arrogante e pretestuosa minaccia di togliere l'appoggio al governo, che oltre a provocare malumore all'interno della compagine governativa e delle istituzioni, ha messo in imbarazzo i vertici del partito, dando altresì l'ennesima prova di una concezione egemonica, nella gestione dello stesso Pdl.
Tuttavia tralasciando la motivazione  politica che, come evidenziato, sembra essere più nociva che utile per la parte politica che egli rappresenta, non resta  che riportare la decisione di Berlusconi di non lasciare la politica attiva, a motivi di carattere personale.
Ed è qui che, secondo me, si raggiunge davvero un livello grottesco. L'ex Premier infatti, riferendosi alla recente condanna per frode fiscale, dichiara: "mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia ed evitare che ad altri cittadini possano capitare queste cose...".  
In verità osservare  la sua faccia inceronata di uomo tra i più potenti del mondo, mentre pretende di far parte della schiera degli oppressi, non può che rappresentare una scena veramente ridicola.
Non vorrei mai dubitare della buona fede delle persone e non lo farò nemmeno con il Cavaliere, ma la sensazione è che  sia ancora peggio.  Vorrebbe dire che per anni siamo stati governati da un pazzo visionario, da una sorta di "Re nudo" circondato da cortigiani che si premuravano di compiacerlo e che si  guardavano bene dal metterlo di fronte alla realtà, un sovrano  acclamato e festeggiato anche dal popolo, incapace di riconoscerne la pur evidente nudità.
Se nella favola da cui trae origine il titolo di questo post,  l'incantesimo è spezzato da un bimbo che, sgranando gli occhi, grida: "Ma il re non ha niente addosso!", nella realtà  la speranza è che anche il popolo italiano trovi il coraggio di sgranare, definitivamente, i propri occhi.
 

giovedì 10 maggio 2012

In memoria del figlio del barbiere.

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Si è suicidato l'altra sera, gettandosi dal terrazzo della torre che ospita l'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna, Maurizio Cevenini.
Esponente di spicco del Pd bolognese, aveva da tempo problemi di salute, non ultimo un attacco ischemico che nel 2010 gli aveva impedito di coronare "il sogno di una vita", cioè diventare sindaco della sua città. A Bologna era popolarissimo e come consigliere regionale è stato il più votato in assoluto. Recordman per le celebrazioni di matrimoni civili non mancava di essere presente in tutte le manifestazioni popolari. Famoso anche il suo attaccamento al Bologna Calcio che gli era valso  l'appellativo di "sindaco da stadio". Ha voluto sempre essere un ponte tra i cittadini e le istituzioni: sempre popolare, mai populista, sapeva connettere la città e il palazzo, in una Bologna che ha sempre visto nel Comune un punto di riferimento, anche negli anni più bui.

mercoledì 9 novembre 2011

Lo strano destino della democrazia italiana.

http://www.tgcom.mediaset.it/
Il voto espresso alla Camera ha dato il via libera al Rendiconto dello stato con 308 voti a favore. Il dato certifica che il rendiconto presentato dal governo viene approvato, ma dal punto di vista politico rivela che all'appello mancano 8 voti,ovviamente non conferiti da esponenti della stessa maggioranza che sostiene la compagine governativa. Un fatto grave che ha molto amareggiato Berlusconi che sembra aver commentato l'accaduto, scrivendo una nota del tipo "308 voti -8 traditori" dichiarando successivamente: ''E' chiaro ed evidente che c'è un problema di numeri, ora serve subito una riflessione per decidere sul da farsi", Recatosi poi dal Presidente Napolitano per riferire sull'esito del voto, ha infine comunicato la sua intenzione di farsi da parte dopo l'approvazione della Legge di Stabilità.
E' chiaro ormai a tutti che questo voto rappresenta l'apice della crisi profonda

mercoledì 20 aprile 2011

Una democrazia bloccata

informarexresistere.fr
Non passa giorno che Berlusconi non trovi il modo per lanciare un attacco alla magistratura. Sembra proprio che il suo primo pensiero, la sua prima preoccupazione, siano quelle di liberarsi dal pesante fardello costituito dai tanti procedimenti penali e civili in cui è implicato. Beninteso si può condividere l'impressione che ci siano un paio di magistrati che hanno un po' la fissa verso i casi riguardanti il premier e continuino ad aprire fascicoli a suo riguardo (fascicoli che tuttavia hanno sempre un riscontro oggettivo), ciò nonostante non si comprende perchè l'agenda politica della seconda carica dello stato, senz'altro quella più decisiva in fatto di governo del paese, sia piena di fatti e fatterelli riguardanti i suoi rapporti con i magistrati.
Detta tendenza è talmente forte che anche gran parte dell'entourage governativo

domenica 6 febbraio 2011

Vira a tribordo la nave governativa.


E' di qualche giorno la notizia che Berlusconi voglia fare un rimpasto del suo governo,  allo scopo di rinforzarlo e poter così andare avanti nella legislatura, incalzato com'è dalla Lega, dopo gli ultimi accadimenti in bicamerale in materia di federalismo.
Il rimpasto riguarda niente meno che Francesco Storace, leader di "La destra" formazione politica che aveva sempre ostentato la sua indipendenza da Berlusconi, fino ad arrivare ad una scissione da cui era nata "La destra-fiamma tricolore" capeggiata da Daniela Santanchè, che invece definiva il proprio partito «la destra leale a Berlusconi» e da cui è stata poi chiamata al governo (sottosegretario alla presidenza del consiglio) pur non essendo stata eletta nel 2008.
Insomma ancora trasformismo politico, che ormai va avanti da quando i "futuristi" hanno abbandonato il Pdl, ma si può dire che Berlusconi ormai gratti il fondo del barile perchè l'apertura a "La destra" seppure in gestazione già dall'intervento di Berlusconi, al congresso di quel partito dello scorso settembre, concluso dal "salutino" romano di berlusconi e dal bacio tra i due leader, sembra comunque un escamotage tanto discutibile quanto inutile.
Non si capisce infatti cosa possa offrire di positivo il partito di Storace che di destra ha solo il nome e poco più. Vero che cavalca alcune idee care ai liberali come la sicurezza, ma fondamentalmente si richiama ai valori del vecchio Msi post-fascista e filorepubblichino che ha sempre guardato con sospetto al sistema capitalista e mantiene una vecchia serie di pregiudizi sull’atlantismo, il ruolo dell’America, la questione israelo-palestinese eccetera. Senza dimenticare le parole di Storace contro il Lodo Alfano  o quelle con cui denunciò,quando Fini nel 2007 si presentò insieme a Berlusconi nell'allora federazione del PDL, "lo scandalo per cui avremmo dovuto accontentarci del rancio che ci veniva offerto, buttando a mare la nostra storia e la nostra gente. Ma noi siamo usciti da An perche' non volevamo entrare nel Ppe, non vedo perche' dovremmo entrarci con Berlusconi". O ancora nel 2008, a proposito della vicenda dei sondaggi falsi al Tg1, quando dichiarò:: "Berlusconi è un fuorilegge. L'unica risposta è in sede penale e soprattutto civile. L'ultima sconcertante esibizione sui sondaggi falsi, al Tg1, denota uno straordinario sprezzo delle regole."
Anche la base de "La destra", almeno dai primi commenti che si leggono su internet, sembra non gradire troppo questo coinvolgimento nel governo e rivolge a Storace la stessa accusa che lui ha rivolto a Fini, quando si alleò con Berlusconi e cioè di essere un traditore.
Già, il nome di Gianfranco Fini torna sempre e l'avversione verso l'ex leader di alleanza nazionale  sembra essere l'unico aspetto che accomuna questa nuova alleanza, l'ultimo  carburante del cabotaggio della nave governativa.

giovedì 13 gennaio 2011

Quello che Bersani dovrebbe fare.

Trenta anni fa Berlinguer andò a Mirafiori a manifestare l'appoggio dell'allora Partito Comunista ai lavoratori Fiat che, sotto la minaccia di ben 14.000 licenziamenti, da 35 giorni bloccavano i cancelli della fabbrica, ma malgrado la sua ricerca di una soluzione dignitosa per i lavoratori, la famosa manifestazione dei 40.000 colletti bianchi, sottovalutata dal sindacato di allora, portò lo stesso sindacato ad una clamorosa sconfitta nei confronti del padronato, rappresentato all'epoca, da Cesare Romiti.
Per evitare che la storia si ripeta, Bersani, più che a Mirafiori, dovrebbe andare da Berlusconi, magari  per manifestargli personalmente il suo dissenso circa le ultime dichiarazioni sul referendum, ma  soprattutto per cercare, insieme al capo del governo, una soluzione che possa essere accettata da Fiom e azienda, una soluzione appoggiata da entrambi.
La bagarre politica, le questioni personali, le leadership di partito possono aspettare, i lavoratori e il popolo italiano no!
E' interesse di tutti, che la "politica" non perda questo treno.

mercoledì 12 gennaio 2011

Poche parole sul caso "Mirafiori"

Come uomo di sinistra mi rifaccio alle parole di Berlinguer, che in un'analoga situazione, (quella volta c'era Romiti al posto di Marchionne, che aveva annunciato 14000 licenziamenti) andando in visita a Mirafiori, nel corso dei 35 giorni di blocco ai cancelli FIAT, in risposta alla domanda di un delegato FIM, su cosa sarebbe stato disposto a fare il Partito Comunista, se gli operai avessero occupato la fabbrica, rispose che il suo posto sarebbe stato accanto agli operai.
Anch'io voglio stare accanto agli operai, ma la domanda odierna è:
dove vogliono stare gli operai?
Spero ce lo dica il referendum, il cui risultato dovrà essere rispettato da tutti, Marchionne  e Landini compresi.

giovedì 30 dicembre 2010

Berlusconi, i furbi e i fessi.

E' un fatto che l'opinione pubblica, in genere,  tenda a schierarsi in funzione delle alleanze politiche che di volta in volta si vanno formando. 
In Italia tale tendenza ha da sempre assunto una collocazione radicale, nel senso che le alleanze o i partiti in cui ci si riconosceva, venivano seguiti e difesi con un certo "tifo da stadio". Se nella prima repubblica le contrapposizioni erano soprattutto ideologiche, (dc-pci, piuttosto che  msi o centristi che andavano dal psi al pli) negli ultimi anni, la scomparsa dei partiti storici, ha fatto si che il confronto o lo scontro si avesse soprattutto tra il centrodestra e il centrosinistra.
Mattatore del centrodestra, sin dal 1994, è stato sicuramente Silvio Berlusconi, cui sono principalmente dovuti i successi elettorali che hanno permesso a lui ed alle alleanze che ha, via via formato, di governare l'Italia per lungo tempo e che lo vedono ancora a capo di un governo.
Berlusconi è senz'altro il simbolo della collocazione di cui si accennava, essendo entrato in politica "per non lasciare il paese in mano ai comunisti", per cui la contrapposizione che negli ultimi anni si è venuta a creare, è soprattutto tra i "pro" e gli "anti" Berlusconi.
Il centrosinistra ha opposto vari leader, tra cui il solo Romano Prodi è riuscito a battere il Cavaliere in due occasioni, anche se poi i due governi omonimi hanno avuto vita breve.
Certo è che se Berlusconi ha governato tanto e ancora siede sulla poltrona di presidente del consiglio qualche ragione ci deve pur essere. Il centrosinistra o anche parte della sinistra storica, invece che cercare tali ragioni hanno, più che altro, cercato di intercettare il consenso che il leader antagonista andava man mano ottenendo, finendo per ricalcare grossolanamente i suoi programmi, dando spesso l'impressione che il luogo comune qualunquistico del "sono tutti uguali" fosse veritiero.
Prendendo spunto dall'ultimo libro di Beppe Severgnini, La Pancia degli Italiani si può dire che la ragione predominante del successo Berlusconiano derivi dalla sua faccia. Si, proprio la sua faccia con questo eterno e visibilmente artificioso sorriso, ma poco importa, tanti italiani lo percepiscono come un segnale di benessere, come il meritato premio alla loro vita fatta anche di stenti, come il segno della fiducia nel futuro, insomma per dirla come Severgnini: Berlusconi "assolve" tutti. Poco importa che i suoi governi abbiano oggettivamente combinato poco e che "soggettivamente" quel poco che hanno fatto sia stato addirittura deleterio per il paese, il suo consenso è sempre vasto perchè i suoi "tifosi" guardano  e credono in "lui".
Vorrei dire, da uomo di sinistra, che sarebbe ora di finirla di scimmiottare il leader di Arcore e cercare, proprio da sinistra, di dare vita ad una valida alternativa culturale e politica, ma non è semplice viste le attuali divisioni di schieramento e ne riparleremo più opportunamente in un prossimo post. Per il momento mi viene solo in mente ciò che scriveva Giuseppe Prezzolini nel Codice della vita italiana: "i cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi".
In genere, a me non piacciono le categorie, ma lascio facoltà ad ognuno, di stabilire a quale delle due ritiene di  poter appartenere.

martedì 14 dicembre 2010

Termodinamica politica

Nella termodinamica statistica l'energia totale di un sistema si distribuisce con uguale probabilità in tutte le suddivisioni possibili ed è importante realizzare che le tipiche grandezze macroscopiche che caratterizzano un sistema, sono espressione dei comportamenti medi dei componenti microscopici e quando lo stato complessivo del sistema varia si è operata una trasformazione termodinamica.
Se ci si riflette tutto ciò può essere traslato e non me ne vogliano i fisici, alla cronaca politica odierna in cui i comportamenti di alcuni componenti microscopici, relativamente all'intero sistema politico, hanno determinato una variazione del sistema stesso e quindi una sua trasformazione.
Traducendo: Scilipoti, Razzi etc. cambiando repentinamente schieramento, tipico esempio di "trasformismo politico"  hanno consentito al governo Berlusconi di avere la maggioranza anche alla camera.
Tuttavia, rientrando nel solco dell'analisi storico politica, la faccenda delle alleanze e del cambio di schieramento da parte di deputati e senatori è vecchia quanto lo stato italiano.
Agostino Depretis, leader storico della sinistra italiana di fine 800 fu uno dei primi ad utilizzare la metodologia politica del Trasformismo.
Alcuni giustificarono il "tradimento" causato dall'allenza coi conservatori, perchè Depretis riuscì, in quel modo, a far approvare riforme importanti per la parte che rappresentava, ma resta comunque il dubbio machiavellico sul "fine".
Detto trasformismo politico in senso stretto, sfocia poi in un'accezione più larga come l'incoerenza che oggi sembra essere una caratteristica di buona parte dei politici ed anzi pare chiaro che esistano veri e propri professionisti del "passaggio" che ben sfruttano i momenti critici del sistema ed anche in questo caso ciò che conta è il "fine".
Che poi esso sia personale e non di schieramento, sta solo a significare il decadimento della politica.

martedì 30 novembre 2010

Wikileaks, libertà d'espressione o destabilizzazione globale?

Wikileaks, (da leak, " perdita", "fuga [di notizie]" in inglese) è un'organizzazione internazionale che riceve in modo anonimo, grazie a una "drop box" protetta da un potente sistema di criptaggio, documenti coperti da segreto e poi li mette in rete sul proprio sito web. WikiLeaks riceve, in genere, documenti di carattere governativo o aziendale da fonti coperte dall'anonimato. L'organizzazione con a capo  Julian Assange,  si occupa di verificare l'autenticità del materiale che poi pubblica tramite i propri server dislocati in Svezia e Belgio, due Paesi con leggi che proteggono tale attività, preservando l'anonimato degli informatori e di tutti coloro che sono implicati nella "fuga di notizie".(wikipedia)
Gli 'scoop' di Wikileaks hanno preso il via nel 2006 con la pubblicazione di un complotto per assassinare, i membri del governo somalo firmato dallo sceicco Hassan Dahir Aweys. Proseguono nel 2007 con la pubblicazione di documenti che vanno dal materiale di equipaggiamento nella guerra in Afghanistan alle rivelazioni sulla corruzione in Kenya. In quell'occasione viene anche fuori l'orrore del campo di Guantanamo. Nel 2010 Wikileaks svela a New York Times, Der Spiegel e The Guardian aspetti nascosti della guerra in Afghanistan  e pubblica quasi 400.000 file militari riservati sulla guerra svoltasi in Iraq fra il 2004 e il 2009.
Oggi però la diplomazia internazione è in agitazione, poichè si annuncia la pubblicazione di notizie riguardanti i rapporti tra gli Stati Uniti e quasi tutto il resto dei paesi nel mondo, Europa e Italia compresi.
Una mole di circa 250.000 tra cablogrammi, messaggi etc. di ambasciatori, addetti esteri, funzionari contenenti giudizi, pareri, consigli riguardo il paese o l'organizzazione  che di volta in volta venivano testati dal governo americano.
Lo scopo di questo post non è quello di commentare i contenuti, nè tantomeno verificarne la vericidità, bensi chiedersi, in primis, se sia giusto il principio secondo cui tutti debbano conoscere ciò che si nasconde dietro la diplomazia "di facciata", se sia giusto che tutti conoscano come, attraverso intrighi internazionali di vario genere, si decidano a volte le sorti di governi, di strategie politiche, finanziarie e quant'altro.
Leggo da varie fonti che ciò rappresenterebbe addirittura una sorta di nuovo terrorismo, ponendo in atto una destabilizzazione della sicurezza globale, partendo dal presupposto che il semplice cittadino non è in grado di valutare con maturità ed equilibrio la verità sulle azioni succitate.
Sull'altro versante ed anche sulla falsariga delle precedenti rivelazioni di documenti, primo fra tutti il caso Guantanamo, si afferma che il conoscere la verità da parte di tutti, può contribuire ad una assunzione di responsabilità dei governi, tale da modificare la loro azione in tal senso.
Seconda domanda: trattandosi non di problemi inerenti all'organizzazione militare o governativa interna agli States, ma come già detto delle relazioni tra essi e quasi tutti i paesi del resto del mondo, se la pubblicazione di documenti riservati, segreti o confidenziali possa effettivamente portare ad un miglioramento delle stesse relazioni o non, piuttosto,  ad un loro inasprimento.
Fonti governative statunitensi e inglesi fanno sapere che la diiffusione di dette notizie, potrebbe portare addirittura alla perdita di molte vite umane, mentre nell'idea di Assange e dei suoi collaboratori, ciò dovrebbe rompere per sempre, l'egemonia degli Usa nel mondo ed abbattere il loro modo di intromettersi negli affari politici ed ecomici degli stati contemporanei.
A mio modo di vedere un rischio c'è ed è quello di vedere qui applicato lo stesso principio machiavellico che fa nascere la "ragione di stato" nelle vicende nazionali ed internazionali e che ha portato, tante volte,  ad uccidere  in nome  dello stato, piuttosto che della giustizia, di un ideale o di un credo religioso, lasciando poi alla storia, il compito di dimostrare quante di quelle uccisioni, siano state almeno utili all'umanità, giacchè, io penso, che nessuna di esse sia lecita.
La futura pubblicazione dei documenti che ovviamente non sono pallottole, potrebbe comunque avere effetti dirompenti, se non sul piano prettamente diplomatico dove. si sa, le apparenze contano molto più della realtà, sulla finanza globale già in crisi (se,come si annuncia, saranno pubblicati anche  documenti riguardanti banche importanti) e sicuramente sulla credibiltà dei governi, primo fra tutti quello statunitense, nei confronti dei rispettivi cittadini.
Anche in questo caso sarà la storia a dirci se ne sarà valsa la pena, pur restando valido, a mio modo di vedere, il vecchio aforisma che recita:
"Se non vuoi che si sappia in giro che tradisci tua moglie, l'unico modo è...non tradirla!

wiska...chi lotta vive!

giovedì 18 novembre 2010

Destra e Sinistra

Nella trasmissione di Fazio e Saviano di lunedì scorso, il segretario del PD Bersani e il Presidente della Camera Fini hanno letto due elenchi che, a loro parere, rappresentano rispettivamente i i valori di Sinistra e Destra. Può apparire singolare la scelta dell'ex esponente di An, data la sua attuale situazione politica,  ma rimane pur sempre un personaggio di spicco, forse il più importante nella storia della destra italiana.
Tuttavia esponenti del governo e dei media che lo sostengono, oltre a criticare tale scelta hanno accusato i due oratori di aver detto cose ovvie e abbastanza banali secondo quella logica del Berlusconismo per la quale le idee degli avversari politici (Bersani da sempre o Fini da poco)se non vengono demonizzate, vengono banalizzate e rese ridicole.
Forse, come già diceva Giorgio Gaber in una delle sue ultime canzoni, la differenza tra le due parti non è più così netta e la modernità esprime temi che le investono trasversalmente, ma si tratta pur sempre di "valori" e non credo sia stata una perdita di tempo enunciarli in una trasmissione televisiva del servizio pubblico.
Ripeto trattandosi di "Valori" non è mai ovvio e banale enunciarli, ma fa anche bene ascoltarli come fa sempre bene tra genitori e figli, piuttosto che in un rapporto di coppia dirsi "ti voglio bene", non pensando mai che ciò sia ovvio o scontato.
Tuttavia anche nella sostanza dei due elenchi ci sono, a mio parere, elementi tutt'altro che retorici  e vorrei puntare l'attenzione su alcuni di essi:

Bersani: "Abbiamo la più bella Costituzione del mondo. La si difende ogni giorno e il 25 aprile si fa festa..." -  non mi sembra sia tanto scontata questa idea, visti gli ultimi discorsi di Berlusconi sull'argomento.
Bersani: " Ci vuole un mercato che funzioni, senza monopoli, corporazioni e posizioni di dominio, ma ci sono beni che non si possono affidare al mercato: la salute, l'istruzione, la sicurezza" - viste le ultime tendenze del Governo sulla gestione di Scuola Pubblica e  Sanità, anche questa affermazione è tutt'altro che ovvia.
Bersani: "Davanti a un problema serio di salute non ci può essere né povero né ricco, né calabrese né lombardo né marocchino..." non credo che ciò sia scontato per Calderoli e i suoi amici della Lega.
Bersani: " Se devo morire attaccato per mesi a mille tubi, non può deciderlo il Parlamento..." - anche questa affermazione non mi pare scontata, visto il caso Englaro e la Posizione della Chiesa  di Roma.
Fini: "La destra ritiene solidali e quindi meritevoli di apprezzamento le imprese e le famiglie che danno lavoro agli immigrati onesti, i cui figli domani saranno anch'essi cittadini italiani perché la patria non è più solo terra dei padri" - non sembra banale nè ovvio, specie per Lega Nord e PdL.
Fini: "per la destra solo lo Stato deve garantire che legge è uguale per tutti, che deve combattere gli abusi e il malcostume, deve valorizzare l'esempio degli italiani migliori. Per questo bisognerebbe insegnare fin dalla scuola che due magistrati come Falcone e Borsellino  sono davvero eroi..." - anche qui mi sembra un'inversione di tendenza rispetto alla centralità individualista del Berlusconismo.
Fini: "Per la destra l'uguaglianza tra i cittadini va garantita nel punto di partenza, al Nord come al Sud, a uomini e donne, ai figli degli imprenditori, degli impiegati e degli operai...." - non sembra un'ovvietà, una Destra che parla di uguaglianza, che è un ideale storico  della Sinistra.

Per concludere, le accuse addotte dai detrattori di Fini e Bersani appaiono più lo scomposto scalciare di un "muscolarismo berlusconiano" in piena difficoltà, che una critica basata sui contenuti espressi.

wiska...chi lotta vive!

lunedì 15 novembre 2010

Governo a pezzi?..Pezzi di governo!

Il governo Berlusconi sembra ormai giunto al capolinea della sua attività politica. Partito con proclami enfatici circa la sicura e duratura azione di governo, avendone del resto tutti i numeri (quasi 100 parlamentari in più rispetto all'opposizione), ha ben presto dimostrato limiti di coesione tra i componenti della coalizione, manifestatisi già alla vigilia delle Elezioni Amministrative, causa le disfunzioni organizzative in quasi tutto il territorio nazionale, con punte clamorose nei famosi casi della presentazione delle liste a Roma e in Lombardia. Poi è stato soprattutto il Presidente della Camera Gianfranco Fini a minarne la consistenza, sottolineando i vari "scivoloni" personali e non del Premier e soprattutto le non condivise scelte operate dal governo in materia di Etica (caso Englaro, coppie di fatto etc.), sull'immigrazione (tentativo di obbligare i medici alla denuncia degli "irregolari" e la polemica con la Lega circa il respingimento dei clandestini) e sul Ddl sulle intercettazioni, tanto caro a Berlusconi.
 Ultimamente la differenzazione di Fini si è spostata,in materia economico-finanziaria, anche sui tagli lineari operati dal ministro Tremonti, per non parlare dei molti dubbi palesati sulla bozza di riforma della giustizia presentata dal ministro Alfano culminando il tutto con la perentoria richiesta delle dimissioni del Premier.
Per cui tutto ciò farebbe pensare che ormai non ci sia nessun ulteriore spazio di manovra per il Governo Berlusconi IV, tranne forse l'approvare il piano di stabilità e bilancio dello stato, anche su invito del presidente Napolitano.
Invece alcuni  pezzi di questo ex governo sembrano  e navigare verso nuove alleanze  e guarda caso, sono proprio quelli che hanno contriibuito ad affondarlo, cioè i finiani, che s'incontrano con il Ccd di Casini e l'Api di Rutelli per pianificare una strategia parlamentare comune, in attesa di una futura nuova coalizione di Centro, non disdicendo nemmeno occhiate accondiscenti al resto dell'opposizione per la formazione di un ipotetico governo tecnico-parlamentare volto a cambiare l'attuale legge elettorale.
Fuori da questo "teatrino" della politica c'è il popolo italiano con tutti i grandi problemi del momento che sta lì ad aspettare che la politica, incapace di risolvere i problemi reali,  dia almeno un esempio di responsabilità e rispetto nei confronti di tutti i cittadini.

martedì 9 novembre 2010

"Mina la petra e scunni la manu!" Fini a Bastia Umbra

L'intervento di Fini nell'incontro di  Bastia Umbra, a cui hanno partecipato circa seimila  fedelissimi, ha dato il via politico a Futuro e Libertà, il movimento nato dalla scissione dal PdL, che a gennaio diverrà Partito vero e proprio.
Nulla da eccepire al discorso di Fini sotto il profilo analitico della sua esperienza nel Pdl, di cui ha tracciato una severa e arguta ricusazione e nulla da eccepire nemmeno sotto il profilo dell'analisi storica della prima repubblica, in cui ha auspicato un ritorno, che anch'io condivido, a una politica più sobria e soprattutto più attenta ai contenuti. A tal proposito ha citato,con un parallelo veramente ardito, che magari sarà oggetto di un altro post, personaggi politici come Almirante, La Malfa, Moro e Berlinguer. Anche i riferimenti ai valori etico-sociali sono sembrati coerenti con la modernità insistente sulla nostra società e sul pensiero che da sempre ha animato l'azione politica dell'ex leader di AN.
Ciò che invece mi ha lasciato perplesso è stato il lato della proposta politica in cui, a mio parere,  Fini ha detto tutto e il contrario di tutto: come il chiedere a Berlusconi di dare le dimissioni, per poi investirlo nuovamente, malgrado la succitata constatazione dell'attuale fallimento politico, della carica di capo di un nuovo governo (magari con qualche ministro futurista in più?), oppure criticare duramente la politica della Lega Nord e  il pesante condizionamento politico operato nei confronti del Premier, per poi addolcire la pillola chiedendo l'attuazione del "Senato delle Regioni", che è una vecchia proposta del Carroccio, dando l'impressione che, in ogni momento, la situazione politica possa scomporsi o ricomporsi e che in realtà la proposta dei Finiani, al momento, varia al variare dell'atteggiamento di Berlusconi e Bossi.
Insomma il Presidente della Camera fa clamore lanciando il sasso nello stagno, ma  rivisitando il proverbio salentino "Mina la petra e scunni la manu", dopo il lancio, nasconde subito la mano!

wiska...chi lotta vive!

mercoledì 3 novembre 2010

A proposito di Ruby e il presidente..

Come mai nessuno esponente della Lega Nord è insorto a proposito della "solidarietà" di Berlusconi verso la diciassettenne marocchina, pur sapendo che la stessa è un'immigrata irregolare? Eppure proprio Bossi, Maroni etc. sono stati i più accaniti sostenitori dell'introduzione del reato di clandestinità nel DdlSicurezza 2009 Insomma anche per il Carroccio non tutti i clandestini, o meglio le clandestine, sono uguali.

wiska...chi lotta vive!

sabato 30 ottobre 2010

Ruby e il Presidente.

Nell'ultimo Post avevo scritto che Berlusconi spesso si è trovato al centro di situazioni imbarazzanti riguardanti la sua vita privata ed ecco che quasi immediatamente, i media mettano in risalto la storia di una diciassettenne marocchina, che nuovamente tira in ballo il Presidente del Consiglio.
Praticamente la diciassettenne Ruby viene portata in questura, perchè denunciata per furto  da una sua amica e, secondo le indiscrezioni, giunge al questore di Milano una telefonata da un uomo della scorta di Berlusconi che dice di rilasciare la ragazza poichè sarebbe la nipote del presidente egiziano Mubarak, poi è Berlusconi stesso a raccomandare al funzionario di affidare Ruby ad una persona di sua fiducia che l'aspetta fuori dalla questura, Nicole Minetti, igenista dentale del Presidente del Consiglio, nonchè consigliere regionale di Forza Italia. La ragazza viene effettivamente rilasciata e affidata alla Minetti invece che a una comunità protetta, come forse sarebbe stato più opportuno.
Belusconi si difende dicendo che ha solo cercato di dare una mano a una persona in difficoltà, ma le notizie di stampa riferiscono che la ragazza invece faceva parte di quel gruppo di graziose e giovanissime intrattenitrici che animano le feste milanesi del presidente, procurate a quanto pare dal solito Lele Mora che tra l'altro risulta indagato per favoreggiamento della prostituzione, insieme a Emilio Fede e la stessa Nicole Minetti.
Non mi dilungo di più sulla miriade di notizie che man mano si susseguono, nè mi interessa dare un giudizio sulla vita privata del premier, ma se la telefonata in questura si rivelasse vera, allora si tratterebbe di una sorta di  abuso di potere e quindi  riguarderebbe la sua sfera pubblica, con tutte le conseguenze morali e politiche che ne deriverebbero.
Insomma il Berlusconi che dice: "amo la vita e le donne" se veramente vuole essere ricordato come uno statista, dovrebbe assumere dei comportamenti un pochino più sobri e più consoni alla sua età e soprattutto alla carica che ha l'onore di ricoprire.
Come uomo di sinistra vorrei che Berlusconi uscisse di scena per il suo fallimento politico, non per una squallida storia come questa.

wiska...chi lotta vive!

mercoledì 27 ottobre 2010

Il Berlusconismo.

Nei primi anni '90 Silvio Berlusconi fondava Forza Italia, un movimento che seppure verticista e centralista,  esprimeva tuttavia  la volontà di una certa parte degli elettori italiani, di opporsi a una Sinistra che sembrava potesse andare al governo. Il movimento di Forza Italia nato all'indomani della disgregazione della Democrazia Cristiana e del PSI, vinse le elezioni del 1994 anche a causa del declino della ideologia di sinistra del PCI di allora , che poi nel corso degli anni a venire, a colpi di secessioni interne e cambi di denominazione, finì per buttare via "l'acqua sporca insieme al bambino", lasciando irrisolte tutte le questioni politico-sociali, su cui l'ideologia stessa era fondata.
Forza Italia e soprattutto Berlusconi inizia a governare nel maggio del 1994 e, tranne la parentesi dei  due governi di tipo tecnico parlamentare (Dini e D'alema) e dei  due governi Prodi , la sua azione di governo si esplicita per quasi 9 anni, arrivando sino ai giorni nostri. Man mano però le cose cambiano: Forza Italia diventa "Casa delle Libertà" e assume l'aspetto di un vero e proprio partito, Berlusconi, forte del suo carisma e del consenso popolare, aumenta sempre di più il suo potere personale all'interno della coalizione,  inducendo i vari governi a formulare leggi "ad personam" ed instaurando una sorta di delegittimazione della parte avversa e di varie istituzioni dello stato, che porterà ad una forte contrapposizione tra gli schieramenti, in cui, più che la politica, prevarrà lo scontro personale.
L'ultimo capitolo è, all'indomani della nascita del Partito Democratico di Veltroni, la fondazione del Popolo Delle Libertà, con l'annessione quasi forzata di Alleanza Nazionale di Fini.
Insieme alla Lega, il PdL vince le elezioni del 2008 e si avvia a governare fino al 2013.
Ma se a livello elettorale il carisma berlusconiano certamente aiuta, a livello dell'azione di governo può diventare un problema, poichè Berlusconi tende più a far accettare le sue idee personali, che a valorizzare la collegialità dell'esecutivo. (E' nota una sua frase "al mattino mi sveglio con tante belle idee, poi vado in Consiglio dei Ministri e non riesco a fare niente..)  inoltre, dati i suoi palesi conflitti d'interesse, si trova spesso raggiunto da avvisi di garanzia o coinvolto in processi o invischiato in situazioni scabrose, quali la sua partecipazione al compleanno della diciottenne di Casoria, che lo porterà addirittura al divorzio con la moglie o la famosa vicenda delle "escort"  e allora, di nuovo, induce il governo a varare leggi ad oc (Lodo Alfano, legge sulle intercettazioni etc.)e nasce così il Berlusconismo, una vera e propria ideologia che mette al centro dell'azione e del pensiero politico, un individualismo esasperato,che segue la logica del "ghe pensi mi!" o del "ognuno s'arrangi da sè", dove anche lo Stato Sociale appare uno spreco,  in cui tutto s'aggiusta semplicemente spendendo più soldi , costruendo più case, investendo di più,  Un'idelogia basata sul profitto e gli interessi personali,  in cui  il sistema fiscale è visto come uno spauracchio, da cui bisogna scappare.. da qui l'affermazione: "gli evasori fiscali non sono ladri, sono solo furbi". 
Berlusconi quindi si muove nella sua azione di governo con alle spalle, non il più il movimento delle origini, ma questa ideologia creata a sua immagine e somiglianza e  lo stato, le regole democratiche, la costituzione, il parlamento, vengono viste come istituzioni vetuste che rappresentano soltanto un impaccio per la realizzazione del suo fine ultimo, che è quello di  impersonificarsi con lo stato.