venerdì 22 aprile 2016

UN REFERENDUM DA BUTTARE...

martedì 10 marzo 2015

8 MARZO, FESTA DELLA DONNA O SAGRA DEL PISELLO?


https://abbattoimuri.files.wordpress.com/
Ci ho pensato molto domenica 8 marzo, a questa cosiddetta Festa della Donna. Del resto come fai a non pensarci, se ad ogni angolo di strada c’è qualcuno che vuole venderti un non ben identificato mazzo di erba gialla? Come fai a non pensarci se ogni negozio, supermercato, parrucchiere o ciabattino, è pieno di tante cazzate con su scritto 8 marzo, festa delle donne, ecco la tua mimosa etc. etc? 
Non sono tanto sicuro che quella dell’8 marzo sia una vera festa del genere femminile, poiché l’impressione è che assomigli di più a una delle tante “sagre” paesane tipo che so, l’anguria, la trippa o il pisello fresco, che poi traslate in ambito nazionale diventano le varie feste degli innamorati, del papà, mamma, nonni o dei morti che camminano, nella notte di Ognissanti. E come tali sagre o feste anche quella della donna ha vita breve e l’indomani tutto è come prima, tranne forse qualche postumo da indigestione. Inoltre io non saprei omogeneizzare sotto la voce “donna” l’intero universo femminile. Non saprei mettere insieme il ricordo di tutte quelle donne che hanno pagato con la vita il prezzo della loro libertà, rappresentato simbolicamente dalle operaie morte nell'incendio di una fabbrica americana, con altre donne che proprio l’8 marzo festeggiano davanti ad un muscoloso uomo che si spoglia. Non saprei nemmeno unificare il pensiero libero delle femministe vecchie e nuove, con quello di donne che hanno gestito il potere in prima persona, relegando, più dei loro colleghi uomini, la figura femminile a mera collaboratrice domestico-sessuale. E non saprei infine mettere insieme donne autonome che, legittimamente, si sentono proprietarie del loro corpo, con altre che invece, proprio per questo, le etichettano come “puttane”. 
In conclusione, forse è meglio evitare le sagre, perlomeno su temi come quello che l’8 marzo aspira ad evocare e meglio sarebbe dedicare la giornata al dialogo tra uomo e donna ed anche tra le stesse donne. Ma soprattutto, come uomo, mi sento di dire che meglio sarebbe rispettare le donne sempre, dal 9 marzo in poi, iniziando ovviamente da quelle a noi vicine, portando poi tale rispetto sui posti di lavoro, nei luoghi di intrattenimento e svago nei luoghi associativi e in quelli istituzionali. Sicuramente scontenteremmo qualche fioraio, gioielliere e ristoratore, ma potremmo contribuire ad avere più uomini con una vera gonna e meno donne con finti pantaloni. 
Buon 10 marzo a tutti…

sabato 28 febbraio 2015

UOMINI CON LA GONNA CONTRO I FEMMINICIDI.


lunedì 23 febbraio 2015

EPITAFFIO




A LEQUILE
di Leo Russo

La prima volta che venni a Lequile, mentre mi avvicinavo, la mia futura moglie mi fece notare l'alto campanile che spiccava e s'alzava come le costruzioni medioevali, per essere più vicini a Dio ed essere notate dai pellegrini...poi, notai le case basse accucciate ai piedi del campanile prone al sacro e al potere. Dalle case fioche luci uscivano da dentro per illuminare, con giochi di chiaroscuro, donne e anziani seduti sull'uscio a "cantare" le lodi di quello che fu, per loro, il paese di un tempo.
Era nostalgia o timore per il prossimo futuro che si avvicinava?
Con il senno di poi, visto e sentiti i "pallidi motivi" che cantano oggi i suoi abitanti e amministratori, credo  che più che una canzone, sia una nenia che addormenta le menti, sperando che non diventi un requiem.....

A Lequile
Nell'insieme meravigliosa
Eri accovacciata
A guardare il tempo che fu
Mentre amanti della tua beltà
Lasciano
Solo pallidi motivi
Di quella che fu
La tua canzone al mondo degli uomini...

Leo Russo

  

martedì 10 febbraio 2015

FACCE IN PIAZZA


FACCE IN PIAZZA
di Patrizia Sambati

 

Lo confesso, Facebook non m’interessava e ne sono rimasta lontana per anni, fiera dei rapporti reali e diffidente di quelli virtuali. Figlia di un’epoca in cui le piazze erano colme di gente, che ancora si conosceva personalmente; i bar, le arene di filosofici scontri sui moduli del calcio o disquisizioni qualunquiste sulla politica spicciola. Lieta di partecipare a raduni e rimpatriate tra ex compagni di scuola grazie ad un “colpo di telefono”, aliena dai flash mob, ancora devota agli aggiornamenti dei Tg e ignara della risonanza globale post moderna  e dell’incessante flusso  di notizie dei social network. Nato dall’idea di uno studente dell'Università di Harvard di utilizzare la lista fotografica delle matricole  come Database, Facebook nel tempo ha rappresentato non solo un  archivio dove registrarsi  per ritrovare i vecchi compagni di scuola o amici dispersi qua e là per il mondo, ma anche un nuovo modo di comunicare, intrecciare relazioni, informarsi, stare al mondo tra uomini e donne. Dati comuni: esibizionismo, narcisismo, un pizzico di spirito goliardico e voglia di sperimentare le nuove tecnologie. Il diario della propria giornata inizia con i saluti rituali e prosegue con riflessioni su avvenimenti di cronaca, politica, attualità, dalle realtà locali al pettegolezzo di quartiere. Ed è qui che la piazza virtuale fa la sua mirabolante apparizione: il mondo è qui e ora. Una copia sbiadita e casareccia dei comunicati stampa e dei Tg, di cui però conserva l’aura patinata e multimediale. Perciò bisogna aspettarsi di tutto dalle “Pagine di diario”: discussioni assurde, talvolta volgari, o senza un filo logico, con giudizi politicamente infondati, spiattellati senza falsa modestia da opinionisti della porta accanto, certi solo della propria impunità. Il limite del ridicolo e del pressapochismo è spesso superato e per fortuna, surclassato, dal flusso incessante della sezione notizie. Questo tuttavia è solo un primo approccio al mezzo, per qualcuno anche l’ultimo. Sennonché la piazza virtuale di Facebook presenta delle novità interessanti, secondo me. Nelle discussioni i cittadini sono uguali e possono contribuire in maniera democratica con le proprie opinioni ed esperienze personali, realizzando in modo più o meno consapevole la filosofia politica anarchica dell'Agorismo. Essa  prende spunto dall’agorà, l'antica piazza principale della polis greca, luogo di libero mercato e libero scambio d’idee e argomenti. Intanto, se nella gestione dell’ agorà erano escluse le donne, nella  piazza virtuale moderna le donne emancipate guidano il timone della comunicazione. Nell'uso di Facebook infatti le utenti femminili rappresentano  la maggioranza con il 57 % , a fronte di un più ridotto 43% per gli utenti maschili. Le donne, inoltre, rappresentano una cospicua fetta  di autrici di blog e di interventi diaristici, forme di “esposizione in vetrina “ delle identità  personali e di politicizzazione del vivere quotidiano.

Un altro aspetto interessante è il ripensamento delle normali categorie spazio/tempo. Sono quindi d’accordo con quanto sostenuto da Umberto Galimberti quando parla di “quella realtà de materializzata che è la Rete, dove lo spazio viene abolito, il tempo reso istantaneo e le persone fanno la loro comparsa con la vicaria complicità di quel loro sosia che è l’alter ego digitale. Certo c’è una bella discontinuità tra l’agorà antica, dove le parole erano accompagnate dai gesti, i gesti dagli sguardi, e gli sguardi, tradendo le intenzioni, potevano smascherare il mai risolto gioco tra menzogna e verità. “La piazza web. Il modello dell’agorà”- Tratto da la Repubblica, 10 dicembre 2009.

Ritengo che le forme di comunicazione sul libro delle facce  corrano su due assi, talvolta paralleli, talvolta intrecciati: sincronico e diacronico. Nel primo la valutazione dei fatti avviene è nel divenire, secondo un’ ottica dinamica ed evolutiva, nel secondo il fatto viene astratto dal processo evoluzionistico. Questi due aspetti emergono nella formazione dei cosiddetti gruppi, vere e proprie comunità che sorgono su un progetto, un’iniziativa o un orientamento politico e portano avanti un’attività cui i membri possono contribuire sia sul piano teorico sia con il proprio lavoro. Il bello dei gruppi è la capacità di rappresentare una forma di aggregazione eterogenea al di fuori dei partiti, in cui il singolo utente  è protagonista e con le stesse possibilità di  intervento di tutti gli altri. Spesso con la volontà ingenua di  partecipazione e condivisione, in buona fede, di temi idealmente validi, ma con il rischio di manipolazione, di adesione a falsi contenuti senza alcun filtro o possibilità di difesa. Il massimo della democrazia combinata alla tecnologia più avanzata.

Le comunità rappresentano oggigiorno una forma molto avanzata di libero scambio delle idee e di partecipazione alla vita sociale cui forse molti cittadini sono divenuti estranei, vuoi per le vicende della politica italiana vuoi per un’atavica tendenza al disimpegno  e a demandare il governo della res pubblica alle istituzioni, votate spesso con scarsa convinzione politica.

Patrizia Sambati

mercoledì 7 gennaio 2015

UCCISI PER LE VIGNETTE...


giovedì 20 novembre 2014

Ma quale guerra tra poveri?



Ma quale guerra tra poveri?
"Come se il livello di potere, la posi­zione sociale, la respon­sa­bi­lità morale fos­sero i mede­simi, tra il bullo di quar­tiere che uccide, isti­gato e spal­leg­giato dal geni­tore fasci­sta (poi arre­stato anch’egli), e la sua vit­tima inerme: già annien­tata dalla soli­tu­dine, dalla per­dita del lavoro e dell’alloggio, dal ter­rore di per­dere pure il per­messo di sog­giorno, dalla lon­ta­nanza dalla moglie e da un figlio di tre mesi che mai... aveva potuto vedere". In realtà "a socia­liz­zare, mani­po­lare, deviare il ran­core col­let­tivo c’è sem­pre qual­che attore poli­tico: di destra e di estrema destra, soli­ta­mente e in par­ti­co­lare Casa Pound e la Lega di Sal­vini e Bor­ghe­zio. Che la giunta Marino, come altre giunte «demo­cra­ti­che», ne prenda atto e prov­veda, prima che sia troppo tardi. Che la sini­stra poli­tica e sociale nelle peri­fe­rie ritorni, come un tempo, a fare lavoro politico" (stralcio dal Il Manifesto)
 

mercoledì 8 ottobre 2014

Ti licenzio senza licenza.

Molti gioiscono della perdita di credibilità del Sindacato. E' comprensibile se costoro sono i padroni, i nobili, i ricchi, ma tutti gli altri di cosa si rallegrano? Possibile che non si comprenda che se scompare il sindacato, i prossimi della lista saranno i lavoratori?
 
 
 
 

sabato 9 novembre 2013

Figli di una vecchia canzone.

 
Rca-group
E' tanto che non scrivo.  All'indomani della soluzione dei problemi di salute  che mi hanno tenuto per molto tempo lontano dal blog, ecco insorgere ua sorta di apatia verso lo scrivere.
All'inizio non ho dato tanto peso, pensando che mi fossi, per così dire, arrugginito e che mi servisse solo riacquistare un po' d'allenamento, ma poi man mano che i giorni passavano, mi sono accorto che non era un'apatia verso lo scrivere in generale, ma che essa riguardava, più che altro, i fatti di cui avrei dovuto scrivere.
Chiunque abbia letto qualcuno dei miei post, saprà che scrivo prevalentemente di politica, poichè ho sempre pensato che essa sia il motore degli accadimenti che influenzano la nostra vita e che esistano, per tutti noi, solo due opzioni di fronte ad essa: parteciparvi oppure subirla.
Eppure malgrado mi sforzi, guardando la situazione politica nazionale, non riesco davvero a trovare spunti degni di nota; davvero non ricordo una situazione così statica negli ultimi 30 anni:
Cè 'è un governo che per voce del suo capo Letta, è più impegnato a spegnere le polemiche create dai partiti che lo sostengono, che a formulare proposte politiche innovatrici. C'è il solito Berlusconi che  disfa e ricompone il suo schieramento a seconda dei suoi guai personali, c'è un centro sinistra quanto mai silente e infine c'è il solito Grillo sempre occupato a rompere gli schemi e non solo quelli...
Insomma di cosa dovrei scrivere? Preferisco  dedicarmi ad altro, magari pensare agli anni in cui la politica era una passione vera, pur accorgendomi di entrare a far parte della schiera di personaggi descritti dalla stupenda " Nata sotto il segno dei pesci" di Antonello Venditti e di rischiare di rimanere soltanto figlio di una vecchia canzone.
 

lunedì 9 settembre 2013

Ritorno alla realtà.

 
Eccomi finalmente tornare a scrivere dopo qualche mese un po' difficile, a causa di un problema di salute. Il primo istinto sarebbe quello di raccontare tutto quello che mi è successo in questo periodo in cui, per forza di cose, mi sono dovuto confrontare con il sistema sanitario nazionale, pubblico e privato, ma vi risparmio l'immaginabile odissea vissuta e dico soltanto che si è rafforzata in me l'idea che in medicina , uno più uno  non fa mai due.
Questi mesi in cui sono stato costretto a pensare, più che altro, alle problematiche personali che via via mi si presentavano davanti, mi hanno fatto capire che puo essere anche un vantaggio non essere aggiornati sull'attualità. Niente telegiornali, niente carta stampata, giusto qualche notizia sulla prima pagina di google, quelle poche volte che avevo tempo e voglia di stare al pc, mi hanno dato l'illusione di vivere in un mondo diverso in cui hanno valore soltanto gli affetti  famigliari, la premura degli amici, la voglia di stare bene.
Purtroppo sappiamo bene che non è così e che gli eventi esterni spesso influenzano la nostra vita, così il rituffarsi nella "normalità" è una sorta di ritorno alla realtà, dove poi non c'è da stare tanto allegri.
In politica, ad esempio, il solito  Berlusconi è sempre alle prese coi suoi problemi giudiziari che fa scontare ad un governo che arranca faticosamente. Il solito Grillo anzichè contribuire a migliorare il paese, preferisce gesti di protesta eclatanti e la sinistra rappresentata dal Pd, è alla perenne ricerca di una propria identità.
Anche il quadro politico internazionale è quanto mai critico con la crisi siriana in prima pagina  dove gli Stati Uniti sembrano ormai schiavi dell'effimera immagine di guardiani della giustizia mondiale. Obama, confrontandosi con l'ex alleato Assad,  ha questa volta dimostrato, soprattutto per esigenze elettorali interne, scarso senso di moderazione lanciandosi in dichiarazioni molto pericolose per la stabilità politica internazionale.
Unica nota positiva sono state le parole e l'impegno di Papa Francesco,culminato con l'invito  per una giornata di meditazione mondiale che mi auguro abbia fatto meditare soprattutto i diretti interessati.
Concludo così questo mio primo post dopo i mesi d'assenza, esprimendo la mia gratitudine a tutti gli amici che in questi mesi, hanno continuato a lasciare commenti sul blog, A tutti loro un grazie di cuore e la promessa di ricambiare l'affetto dimostratomi.
 

sabato 8 giugno 2013

Un blog... disabitato.

http://digilander.libero.it/grfoto/images/Dcp_2100.jpg
Un blog non aggiornato, assomiglia un po' ad una casa al mare disabitata durante l'inverno. Finestre e porte chiuse e nessun segno di vita. Così questo mio blog in cui l'unico segno dello scorrere del tempo è dato dal simpatico orologino creato a suo tempo dalla cara amica Ele.
Purtroppo per la prima volta nella mia vita, un problema di salute m'impedisce di fare tutto quello che dovrei, compreso avere un po' di concentrazione per scrivere e me ne dispiace molto, ma non mi lamento più tanto poichè ciò succede all'alba dei miei 60 anni e credo che comunque posso ritenermi fortunato.
Rivolgo un saluto a tutti gli amici, sperando di poter tornare presto alla normalità.
Vi lascio con la bellissima "I venti del cuore" di Fiorella Mannoia, un abbraccio a tutti.


 

martedì 21 maggio 2013

1522 un numero da tenere ben a mente!

http://m2.paperblog.com/

Grazie alla neoministra delle Pari Opportunità Josefa Idem , è partita una nuova campagna informativa per rilanciare il numero 1522 nato per il contrasto e l'emersione del fenomeno della violenza sulle donne. Promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità, dal 2009 il numero di pubblica utilità si rivolge anche alle vittime di stalking.
Attivo 24 su 24 per tutti i giorni dell'anno, sia da rete fissa che da mobile, il numero è collegato ai servizi socio sanitari pubblici e privati e nei casi di emergenza reindirizza la chiamata, a seconda del luogo da cui proviene, alla stazione di polizia o alla caserma dei carabinieri più vicina. Il servizio garantisce l’anonimato ed è disponibile in sei lingue: italiano, francese, inglese, arabo, spagnolo e russo.Il servizio di risposta si pone al centro della Rete Nazionale Antiviolenza, pensata per per diffondere a livello nazionale le azioni realizzate dalle reti antiviolenza a livello locale.
Un numero quindi da tenere a portata di mano ed a cui le donne possono ricorrere nel caso siano oggetto di violenza di qualsiasi entità e genere, soprattutto tra le mure domestiche, dove purtroppo avvengono la maggior parte dei delitti contro le donne.
La cronaca nera ne è piena e trasmissioni televisive del settore, Chi l'ha visto su RAI3, Quarto grado su RETE4 etc, ogni settimana  aggiornano la situazione dando l'idea che questo fenomeno è in continuo aumento, tanto che ormai si parla di un vero e proprio Femminicidio.
Diffondiamo la notizia in ogni modo ed allo stesso tempo facciamo azione morale verso tutte le donne, affinchè ci si convinca dell'estrema utilità di questo servizio.
Vorrei aggiungere che si può chiamare il 1522 anche se non si è direttamente interessati, ma solo perchè si assiste a fatti di violenza contro le donne, anche di lieve entità. Troppo spesso infatti avvengono delle tragedie annunciate, che giungono al loro apice anche grazie all'omertà e all'indifferenza di amici, vicini o parenti.

Un grazie a tutti e teniamo bene a mente il 1522!
 

sabato 11 maggio 2013

Una dedica per le mamme e per tutte le donne.

http://4.bp.blogspot.com/
Il mese di maggio è il mese dei fiori, ma io l'ho sempre considerato come un mese dedicato alle donne. Forse ciò deriva dalla mia infanzia e prima adolescenza vissuta secondo i canoni della tradizione cattolica, dove maggio è dedicato alla Madonna, una delle poche figure femminili presenti nel Vecchio e Nuovo Testamento. Una  figura tuttavia di particolare rilevanza, visto che assurge addirittura al ruolo di "Madre di Dio".
Vari sono i post da me dedicati alla figura femminile, specie  come simbolo della lotta contro ogni prevaricazione maschile, onde acquisire una reale parità di genere.
Ma ho anche piacere a pensare la donna come simbolo di dolcezza e femminilità ed anche come meta ambita da ogni uomo innamorato, come riferimento della riconoscenza di ogni figlio o fratello, come straordinaria condivisione di chi riesce ad avere una donna come amico.
Domani è la classica Festa della mamma e, aldilà del mio scetticismo verso questo tipo di celebrazioni artefatte, colgo l'occasione per dedicare a tutte quelle fidanzate, spose, compagne , madri, sorelle e amiche una mia poesia di gioventù (una di quelle che si scrivono dopo un amore iniziato  a marzo e finito a aprile) e la splendida "Magnolia" dei Negrita.

Buon mese di maggio a tutte.

Sera di maggio
 
Sera di maggio dolce armonia
di passeri sui rami fioriti
chiarore notturno che illumina
le falde di povere case.
 
Miriadi di stelle nel cielo rossastro
dove trasognato si perde
lo sguardo di allegre fanciulle
col cuore all'amore novello.
 
Sera di maggio, granuli gialli
trasportati dal vento nell’aria
insieme a nostalgiche eco
di lontane tristezze.
 
Ricordi inprovvisi
che stringono forte il mio cuore
ma è un attimo 
la brezza sottile e sfuggente
mi ha già riportato a sognare.
 

 
 

mercoledì 1 maggio 2013

W il 1° Maggio Rosso...

http://3.bp.blogspot.com/
Quando in gioventù si sfilava per le vie della città e si gridava quello slogan, il 1° maggio era sentito davvero come una festa. Nello stesso tempo era una giornata di lotta per i lavoratori e per tutti quelli che, ambendo ad una società in cui il parametro guida fosse l'uguaglianza, stavano dalla loro parte. Amavamo quella bandiera rossa ed eravamo convinti che un partito espressione della sinistra democratica italiana, potesse un giorno andare al governo e cambiare il corso della politica, dando corpo alle nostre aspirazioni.
Man mano il tempo ha sbiadito quella bandiera ed il suo colore è diventato prima rosa, poi ancora più chiaro fino a diventare quasi neutro, privo di connotazione. Come la bandiera, anche quel partito si è andato via via trasformando, perdendo pezzi ad ogni trasformazione e soprattutto perdendo, a poco a poco, la sua identità.
Tuttavia scopo di questo post non è certo tessere le lodi di un partito che non c'è più, nè riesumare un'ideologia, come il Comunismo, della quale sono rimaste in vita solo le sue domande senza risposta.
Quello che invece mi preme sottolineare è che il 1° maggio 2013 non c'è davvero niente da festeggiare e che purtroppo anche la giornata di lotta ha perso di significato, poichè è venuta a mancare quella grande unità d'intenti che una volta vedeva la stragrande maggioranza dei lavoratori essere un corpo unico e per questo degno di rispetto, da parte di tutte le componenti della società.
Si è persa l'unità in una sorta di "tramonto degli ideali", certamente ben visto da tutti quelli ambienti che dal lavoro traggono grandi profitti, ma di cui proprio i partiti e i sindacati della sinistra italiana del dopo-Berlinguer,  sono i maggiori responsabili.
Così molti, troppi si sono allontanati rifugiandosi in un individualismo volto soltanto alla cura dei propri interessi che, se in periodi di relativa prosperità come gli anni 80 e primi 90 poteva anche andar bene, ha perduto ogni validità quando è poi arrivata la crisi economica. Tante persone si sono ritrovate sole a fronteggiare i problemi, senza nemmeno più quel volano sociale, quell'appoggio almeno morale che i partiti, i sindacati di una volta fornivano.
In questo modo è davvero facile perdersi, ricorrere a gesti estremi che purtroppo riempiono la cronaca degli ultimi tempi.
C'è bisogno quindi di uno sforzo da parte di tutti, ma sopratttutto da parte di quella che si chiama ancora sinistra,  per provare a riottenere la fiducia dei lavoratori e, soprattutto, per dare speranza a chi il lavoro lo  ha perso o non lo ha mai avuto. Per fare questo occorre che i partiti, i sindacati, aboliscano i loro apparati, le loro gerarchie, escano una volta per tutte dai loro palazzi e tornino ad essere "gente tra la gente", facendosi carico dei problemi reali delle persone, in modo da portare la questione sociale al primo posto dell'agenda governativa.
Solo così si toglierà motivazione agli attuali "santoni" dell'antipolitica e si potrà di nuovo celebrare una vera festa del lavoro.

Buon 1° maggio a tutti.

http://www.ilcittadinoonline.it/
 

giovedì 25 aprile 2013

Buon 25 aprile con le parole del presidente Napolitano.

http://www.ilmessaggero.it/MsgrNews/MED/20130423_napolitano_giorgio_1.jpg
Sono sempre stato convinto che la vera fortuna consiste nell'incontrare, nel corso della vita, le persone giuste nel momento giusto. Così anche per il popolo italiano è stata una vera fortuna avere in questo momento così difficile, un presidente della repubblica come Giorgio Napolitano. Come già negli anni '80 un altro "Laerte" di nome Sandro Pertini si era caricato sulle spalle il peso di una nazione dilaniata e impaurita di fronte al fenomeno del terrorismo, ridando fiducia ed autostima agli italiani, così oggi Napolitano, accettando, prima volta nella storia della repubblica, di continuare il suo mandato per altri sette anni,  si carica la responsabilità di far uscire la politica  dallo stallo istituzionale in cui si trova, provando a ridare al popolo italiano fiducia nelle istituzioni e soprattutto speranza di poter superare la crisi economica e sociale in cui attualmente si trova.
Tuttavia le parole del presidente nel discorso d'insediamento di fronte al parlamento sono state dure nei confronti della politica in generale:

"Bisognava dunque offrire, al paese e al mondo, una testimonianza di consapevolezza e di coesione nazionale, di vitalità istituzionale, di volontà di dare risposte ai nostri problemi : passando di qui una ritrovata fiducia in noi stessi e una rinnovata apertura di fiducia internazionale verso l’Italia.
E’ a questa prova che non mi sono sottratto. Ma sapendo che quanto è accaduto qui nei giorni scorsi ha rappresentato il punto di arrivo di una lunga serie di omissioni e di guasti, di chiusure e di irresponsabilità. Ne propongo una rapida sintesi, una sommaria rassegna. Negli ultimi anni, a esigenze fondate e domande pressanti di riforma delle istituzioni e di rinnovamento della politica e dei partiti - che si sono intrecciate con un’acuta crisi finanziaria, con una pesante recessione, con un crescente malessere sociale - non si sono date soluzioni soddisfacenti : hanno finito per prevalere contrapposizioni, lentezze, esitazioni circa le scelte da compiere, calcoli di convenienza, tatticismi e strumentalismi. Ecco che cosa ha condannato alla sterilità o ad esiti minimalistici i confronti tra le forze politiche e i dibattiti in Parlamento.
Quel tanto di correttivo e innovativo che si riusciva a fare nel senso della riduzione dei costi della politica, della trasparenza e della moralità nella vita pubblica è stato dunque facilmente ignorato o svalutato : e l’insoddisfazione e la protesta verso la politica, i partiti, il Parlamento, sono state con facilità (ma anche con molta leggerezza) alimentate e ingigantite da campagne di opinione demolitorie, da rappresentazioni unilaterali e indiscriminate in senso distruttivo del mondo dei politici, delle organizzazioni e delle istituzioni in cui essi si muovono. Attenzione : quest’ultimo richiamo che ho sentito di dover esprimere non induca ad alcuna autoindulgenza, non dico solo i corresponsabili del diffondersi della corruzione nelle diverse sfere della politica e dell’amministrazione, ma nemmeno i responsabili di tanti nulla di fatto nel campo delle riforme."


Napolitano ha anche puntato l'indice sulla mancata riforma della legge elettorale e della seconda parte della Costituzione:

"Imperdonabile resta la mancata riforma della legge elettorale del 2005. Ancora pochi giorni fa, il Presidente Gallo ha dovuto ricordare come sia rimasta ignorata la raccomandazione della Corte Costituzionale a rivedere in particolare la norma relativa all’attribuzione di un premio di maggioranza senza che sia raggiunta una soglia minima di voti o di seggi.
La mancata revisione di quella legge ha prodotto una gara accanita per la conquista, sul filo del rasoio, di quell’abnorme premio, il cui vincitore ha finito per non riuscire a governare una simile sovra-rappresentanza in Parlamento. Ed è un fatto, non certo imprevedibile, che quella legge ha provocato un risultato elettorale di difficile governabilità, e suscitato nuovamente frustrazione tra i cittadini per non aver potuto scegliere gli eletti.
Non meno imperdonabile resta il nulla di fatto in materia di sia pur limitate e mirate riforme della seconda parte della Costituzione, faticosamente concordate e poi affossate, e peraltro mai giunte a infrangere il tabù del bicameralismo paritario."

Quindi il severo monito, quasi una minaccia, nei confronti soprattutto dei due maggiori partiti presenti in parlamento:

"Molto si potrebbe aggiungere, ma mi fermo qui, perché su quei temi specifici ho speso tutti i possibili sforzi di persuasione, vanificati dalla sordità di forze politiche che pure mi hanno ora chiamato ad assumere un ulteriore carico di responsabilità per far uscire le istituzioni da uno stallo fatale. Ma ho il dovere di essere franco : se mi troverò di nuovo dinanzi a sordità come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esiterò a trarne le conseguenze dinanzi al paese.
Non si può più, in nessun campo, sottrarsi al dovere della proposta, alla ricerca della soluzione praticabile, alla decisione netta e tempestiva per le riforme di cui hanno bisogno improrogabile per sopravvivere e progredire la democrazia e la società italiana."

Nello stesso tempo  ha ricordato a tutti, i problemi reali esistenti nel Paese:

"E sono anche i nodi - innanzitutto, di fronte a un angoscioso crescere della disoccupazione, quelli della creazione di lavoro e della qualità delle occasioni di lavoro - attorno a cui ruota la grande questione sociale che ormai si impone all’ordine del giorno in Italia e in Europa. E’ la questione della prospettiva di futuro per un’intera generazione, è la questione di un’effettiva e piena valorizzazione delle risorse e delle energie femminili. Non possiamo restare indifferenti dinanzi a costruttori di impresa e lavoratori che giungono a gesti disperati, a giovani che si perdono, a donne che vivono come inaccettabile la loro emarginazione o subalternità."

Napolitano ha poi plauso all'ingresso del M5S in parlamento ed al dibattito politico sempre presente in rete, ammonendo altresì su determinati e incauti comportamenti:

"Apprezzo l’impegno con cui il movimento largamente premiato dal corpo elettorale come nuovo attore politico-parlamentare ha mostrato di volersi impegnare alla Camera e al Senato, guadagnandovi il peso e l’influenza che gli spetta : quella è la strada di una feconda, anche se aspra, dialettica democratica e non quella, avventurosa e deviante, della contrapposizione tra piazza e Parlamento. Non può, d’altronde, reggere e dare frutti neppure una contrapposizione tra Rete e forme di organizzazione politica quali storicamente sono da ben più di un secolo e ovunque i partiti.
La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all’aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c’è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all’imperativo costituzionale del "metodo democratico"."

Le parole del Presidente della Repubblica sono state parole dure, coraggiose e soprattutto sincere e spero siano stimolo per coloro che nei prossimi giorni dovranno mettere in pratica i suoi auspici.
Giorgio Napolitano, come lui stesso ricorda, è entrato nelle aule del parlamento all'età di 28 anni, percorrendo poi tutte le tappe di una carriera politica seria e onesta, prima nel suo partito e poi al livello istituzionale, fino alla carica di Presidente della Repubblica.
Sette anni fa fu eletto con i soli voti del centro sinistra, ma pian piano si è guadagnato la stima e la fiducia anche di quelli che in passato lo avevano osteggiato.
Un esempio allora, davvero per tutti. Per i politici in primis,ma anche per la società civile, per il mondo del lavoro, per tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell'Italia.

Buon 25 aprile!


Fonti:  www.linkiesta.it/