sabato 28 febbraio 2015
lunedì 23 febbraio 2015
EPITAFFIO
A LEQUILE
di Leo Russo
La prima volta che venni a Lequile, mentre mi avvicinavo, la mia futura
moglie mi fece notare l'alto campanile che spiccava e s'alzava come le
costruzioni medioevali, per essere più vicini a Dio ed essere notate dai pellegrini...poi,
notai le case basse accucciate ai piedi del campanile prone al sacro e al
potere. Dalle case fioche luci uscivano da dentro per illuminare, con giochi di
chiaroscuro, donne e anziani seduti sull'uscio a "cantare" le lodi di
quello che fu, per loro, il paese di un tempo.
Era nostalgia o timore per il prossimo futuro che si avvicinava?
Con il senno di poi, visto e sentiti i "pallidi motivi" che
cantano oggi i suoi abitanti e amministratori, credo che più che una
canzone, sia una nenia che addormenta le menti, sperando che non diventi un
requiem.....
A Lequile
Nell'insieme meravigliosa
Eri accovacciata
A guardare il tempo che fu
Mentre amanti della tua beltà
Lasciano
Solo pallidi motivi
Di quella che fu
La tua canzone al mondo degli uomini...
Leo Russo
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martedì 10 febbraio 2015
FACCE IN PIAZZA
FACCE IN
PIAZZA
di Patrizia Sambati
di Patrizia Sambati
Lo confesso, Facebook non m’interessava e ne sono rimasta lontana per anni, fiera dei rapporti reali e diffidente di quelli virtuali. Figlia di un’epoca in cui le piazze erano colme di gente, che ancora si conosceva personalmente; i bar, le arene di filosofici scontri sui moduli del calcio o disquisizioni qualunquiste sulla politica spicciola. Lieta di partecipare a raduni e rimpatriate tra ex compagni di scuola grazie ad un “colpo di telefono”, aliena dai flash mob, ancora devota agli aggiornamenti dei Tg e ignara della risonanza globale post moderna e dell’incessante flusso di notizie dei social network. Nato dall’idea di uno studente dell'Università di Harvard di utilizzare la lista fotografica delle matricole come Database, Facebook nel tempo ha rappresentato non solo un archivio dove registrarsi per ritrovare i vecchi compagni di scuola o amici dispersi qua e là per il mondo, ma anche un nuovo modo di comunicare, intrecciare relazioni, informarsi, stare al mondo tra uomini e donne. Dati comuni: esibizionismo, narcisismo, un pizzico di spirito goliardico e voglia di sperimentare le nuove tecnologie. Il diario della propria giornata inizia con i saluti rituali e prosegue con riflessioni su avvenimenti di cronaca, politica, attualità, dalle realtà locali al pettegolezzo di quartiere. Ed è qui che la piazza virtuale fa la sua mirabolante apparizione: il mondo è qui e ora. Una copia sbiadita e casareccia dei comunicati stampa e dei Tg, di cui però conserva l’aura patinata e multimediale. Perciò bisogna aspettarsi di tutto dalle “Pagine di diario”: discussioni assurde, talvolta volgari, o senza un filo logico, con giudizi politicamente infondati, spiattellati senza falsa modestia da opinionisti della porta accanto, certi solo della propria impunità. Il limite del ridicolo e del pressapochismo è spesso superato e per fortuna, surclassato, dal flusso incessante della sezione notizie. Questo tuttavia è solo un primo approccio al mezzo, per qualcuno anche l’ultimo. Sennonché la piazza virtuale di Facebook presenta delle novità interessanti, secondo me. Nelle discussioni i cittadini sono uguali e possono contribuire in maniera democratica con le proprie opinioni ed esperienze personali, realizzando in modo più o meno consapevole la filosofia politica anarchica dell'Agorismo. Essa prende spunto dall’agorà, l'antica piazza principale della polis greca, luogo di libero mercato e libero scambio d’idee e argomenti. Intanto, se nella gestione dell’ agorà erano escluse le donne, nella piazza virtuale moderna le donne emancipate guidano il timone della comunicazione. Nell'uso di Facebook infatti le utenti femminili rappresentano la maggioranza con il 57 % , a fronte di un più ridotto 43% per gli utenti maschili. Le donne, inoltre, rappresentano una cospicua fetta di autrici di blog e di interventi diaristici, forme di “esposizione in vetrina “ delle identità personali e di politicizzazione del vivere quotidiano.
Un altro aspetto interessante è il ripensamento delle normali categorie spazio/tempo. Sono quindi d’accordo con quanto sostenuto da Umberto Galimberti quando parla di “quella realtà de materializzata che è la Rete, dove lo spazio viene abolito, il tempo reso istantaneo e le persone fanno la loro comparsa con la vicaria complicità di quel loro sosia che è l’alter ego digitale. Certo c’è una bella discontinuità tra l’agorà antica, dove le parole erano accompagnate dai gesti, i gesti dagli sguardi, e gli sguardi, tradendo le intenzioni, potevano smascherare il mai risolto gioco tra menzogna e verità. “La piazza web. Il modello dell’agorà”- Tratto da la Repubblica, 10 dicembre 2009.
Ritengo che le forme di comunicazione sul libro delle facce corrano su due assi, talvolta paralleli, talvolta intrecciati: sincronico e diacronico. Nel primo la valutazione dei fatti avviene è nel divenire, secondo un’ ottica dinamica ed evolutiva, nel secondo il fatto viene astratto dal processo evoluzionistico. Questi due aspetti emergono nella formazione dei cosiddetti gruppi, vere e proprie comunità che sorgono su un progetto, un’iniziativa o un orientamento politico e portano avanti un’attività cui i membri possono contribuire sia sul piano teorico sia con il proprio lavoro. Il bello dei gruppi è la capacità di rappresentare una forma di aggregazione eterogenea al di fuori dei partiti, in cui il singolo utente è protagonista e con le stesse possibilità di intervento di tutti gli altri. Spesso con la volontà ingenua di partecipazione e condivisione, in buona fede, di temi idealmente validi, ma con il rischio di manipolazione, di adesione a falsi contenuti senza alcun filtro o possibilità di difesa. Il massimo della democrazia combinata alla tecnologia più avanzata.
Le comunità rappresentano
oggigiorno una forma molto avanzata di libero scambio delle idee e di partecipazione
alla vita sociale cui forse molti cittadini sono divenuti estranei, vuoi per le
vicende della politica italiana vuoi per un’atavica tendenza al disimpegno e a demandare il governo della res pubblica alle
istituzioni, votate spesso con scarsa convinzione politica.
Patrizia Sambati
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mercoledì 7 gennaio 2015
giovedì 20 novembre 2014
Ma quale guerra tra poveri?
Ma quale guerra tra poveri?
"Come se il livello di potere, la posizione sociale, la responsabilità morale fossero i medesimi, tra il bullo di quartiere che uccide, istigato e spalleggiato dal genitore fascista (poi arrestato anch’egli), e la sua vittima inerme: già annientata dalla solitudine, dalla perdita del lavoro e dell’alloggio, dal terrore di perdere pure il permesso di soggiorno, dalla lontananza dalla moglie e da un figlio di tre mesi che mai... aveva potuto vedere". In realtà "a socializzare, manipolare, deviare il rancore collettivo c’è sempre qualche attore politico: di destra e di estrema destra, solitamente e in particolare Casa Pound e la Lega di Salvini e Borghezio. Che la giunta Marino, come altre giunte «democratiche», ne prenda atto e provveda, prima che sia troppo tardi. Che la sinistra politica e sociale nelle periferie ritorni, come un tempo, a fare lavoro politico" (stralcio dal Il Manifesto)
mercoledì 8 ottobre 2014
sabato 9 novembre 2013
Figli di una vecchia canzone.
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| Rca-group |
E' tanto che non scrivo. All'indomani della soluzione dei problemi di salute che mi hanno tenuto per molto tempo lontano dal blog, ecco insorgere ua sorta di apatia verso lo scrivere.
All'inizio non ho dato tanto peso, pensando che mi fossi, per così dire, arrugginito e che mi servisse solo riacquistare un po' d'allenamento, ma poi man mano che i giorni passavano, mi sono accorto che non era un'apatia verso lo scrivere in generale, ma che essa riguardava, più che altro, i fatti di cui avrei dovuto scrivere.
Chiunque abbia letto qualcuno dei miei post, saprà che scrivo prevalentemente di politica, poichè ho sempre pensato che essa sia il motore degli accadimenti che influenzano la nostra vita e che esistano, per tutti noi, solo due opzioni di fronte ad essa: parteciparvi oppure subirla.
Eppure malgrado mi sforzi, guardando la situazione politica nazionale, non riesco davvero a trovare spunti degni di nota; davvero non ricordo una situazione così statica negli ultimi 30 anni:
Cè 'è un governo che per voce del suo capo Letta, è più impegnato a spegnere le polemiche create dai partiti che lo sostengono, che a formulare proposte politiche innovatrici. C'è il solito Berlusconi che disfa e ricompone il suo schieramento a seconda dei suoi guai personali, c'è un centro sinistra quanto mai silente e infine c'è il solito Grillo sempre occupato a rompere gli schemi e non solo quelli...
Insomma di cosa dovrei scrivere? Preferisco dedicarmi ad altro, magari pensare agli anni in cui la politica era una passione vera, pur accorgendomi di entrare a far parte della schiera di personaggi descritti dalla stupenda " Nata sotto il segno dei pesci" di Antonello Venditti e di rischiare di rimanere soltanto figlio di una vecchia canzone.
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lunedì 9 settembre 2013
Ritorno alla realtà.
Eccomi finalmente tornare a scrivere dopo qualche mese un po' difficile, a causa di un problema di salute. Il primo istinto sarebbe quello di raccontare tutto quello che mi è successo in questo periodo in cui, per forza di cose, mi sono dovuto confrontare con il sistema sanitario nazionale, pubblico e privato, ma vi risparmio l'immaginabile odissea vissuta e dico soltanto che si è rafforzata in me l'idea che in medicina , uno più uno non fa mai due.
Questi mesi in cui sono stato costretto a pensare, più che altro, alle problematiche personali che via via mi si presentavano davanti, mi hanno fatto capire che puo essere anche un vantaggio non essere aggiornati sull'attualità. Niente telegiornali, niente carta stampata, giusto qualche notizia sulla prima pagina di google, quelle poche volte che avevo tempo e voglia di stare al pc, mi hanno dato l'illusione di vivere in un mondo diverso in cui hanno valore soltanto gli affetti famigliari, la premura degli amici, la voglia di stare bene.
Purtroppo sappiamo bene che non è così e che gli eventi esterni spesso influenzano la nostra vita, così il rituffarsi nella "normalità" è una sorta di ritorno alla realtà, dove poi non c'è da stare tanto allegri.
In politica, ad esempio, il solito Berlusconi è sempre alle prese coi suoi problemi giudiziari che fa scontare ad un governo che arranca faticosamente. Il solito Grillo anzichè contribuire a migliorare il paese, preferisce gesti di protesta eclatanti e la sinistra rappresentata dal Pd, è alla perenne ricerca di una propria identità.
Anche il quadro politico internazionale è quanto mai critico con la crisi siriana in prima pagina dove gli Stati Uniti sembrano ormai schiavi dell'effimera immagine di guardiani della giustizia mondiale. Obama, confrontandosi con l'ex alleato Assad, ha questa volta dimostrato, soprattutto per esigenze elettorali interne, scarso senso di moderazione lanciandosi in dichiarazioni molto pericolose per la stabilità politica internazionale.
Unica nota positiva sono state le parole e l'impegno di Papa Francesco,culminato con l'invito per una giornata di meditazione mondiale che mi auguro abbia fatto meditare soprattutto i diretti interessati.
Concludo così questo mio primo post dopo i mesi d'assenza, esprimendo la mia gratitudine a tutti gli amici che in questi mesi, hanno continuato a lasciare commenti sul blog, A tutti loro un grazie di cuore e la promessa di ricambiare l'affetto dimostratomi.
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sabato 8 giugno 2013
Un blog... disabitato.
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Purtroppo per la prima volta nella mia vita, un problema di salute m'impedisce di fare tutto quello che dovrei, compreso avere un po' di concentrazione per scrivere e me ne dispiace molto, ma non mi lamento più tanto poichè ciò succede all'alba dei miei 60 anni e credo che comunque posso ritenermi fortunato.
Rivolgo un saluto a tutti gli amici, sperando di poter tornare presto alla normalità.
Vi lascio con la bellissima "I venti del cuore" di Fiorella Mannoia, un abbraccio a tutti.
martedì 21 maggio 2013
1522 un numero da tenere ben a mente!
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Grazie alla neoministra delle Pari Opportunità Josefa Idem , è partita una nuova campagna informativa per rilanciare il numero 1522 nato per il contrasto e l'emersione del fenomeno della violenza sulle donne. Promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità, dal 2009 il numero di pubblica utilità si rivolge anche alle vittime di stalking.
Attivo 24 su 24 per tutti i giorni dell'anno, sia da rete fissa che da mobile, il numero è collegato ai servizi socio sanitari pubblici e privati e nei casi di emergenza reindirizza la chiamata, a seconda del luogo da cui proviene, alla stazione di polizia o alla caserma dei carabinieri più vicina. Il servizio garantisce l’anonimato ed è disponibile in sei lingue: italiano, francese, inglese, arabo, spagnolo e russo.Il servizio di risposta si pone al centro della Rete Nazionale Antiviolenza, pensata per per diffondere a livello nazionale le azioni realizzate dalle reti antiviolenza a livello locale.
Un numero quindi da tenere a portata di mano ed a cui le donne possono ricorrere nel caso siano oggetto di violenza di qualsiasi entità e genere, soprattutto tra le mure domestiche, dove purtroppo avvengono la maggior parte dei delitti contro le donne.
La cronaca nera ne è piena e trasmissioni televisive del settore, Chi l'ha visto su RAI3, Quarto grado su RETE4 etc, ogni settimana aggiornano la situazione dando l'idea che questo fenomeno è in continuo aumento, tanto che ormai si parla di un vero e proprio Femminicidio.
Diffondiamo la notizia in ogni modo ed allo stesso tempo facciamo azione morale verso tutte le donne, affinchè ci si convinca dell'estrema utilità di questo servizio.
Vorrei aggiungere che si può chiamare il 1522 anche se non si è direttamente interessati, ma solo perchè si assiste a fatti di violenza contro le donne, anche di lieve entità. Troppo spesso infatti avvengono delle tragedie annunciate, che giungono al loro apice anche grazie all'omertà e all'indifferenza di amici, vicini o parenti.
Un grazie a tutti e teniamo bene a mente il 1522!
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violenza sulle donne
sabato 11 maggio 2013
Una dedica per le mamme e per tutte le donne.
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Vari sono i post da me dedicati alla figura femminile, specie come simbolo della lotta contro ogni prevaricazione maschile, onde acquisire una reale parità di genere.
Ma ho anche piacere a pensare la donna come simbolo di dolcezza e femminilità ed anche come meta ambita da ogni uomo innamorato, come riferimento della riconoscenza di ogni figlio o fratello, come straordinaria condivisione di chi riesce ad avere una donna come amico.
Domani è la classica Festa della mamma e, aldilà del mio scetticismo verso questo tipo di celebrazioni artefatte, colgo l'occasione per dedicare a tutte quelle fidanzate, spose, compagne , madri, sorelle e amiche una mia poesia di gioventù (una di quelle che si scrivono dopo un amore iniziato a marzo e finito a aprile) e la splendida "Magnolia" dei Negrita.
Buon mese di maggio a tutte.
Sera di maggio
Sera di maggio dolce armonia
di passeri sui rami fioriti
chiarore notturno che
illumina
le falde di povere
case.
Miriadi di stelle nel cielo
rossastro
dove trasognato si perde
lo sguardo di allegre fanciulle
col cuore all'amore
novello.
Sera di maggio, granuli gialli
trasportati dal vento
nell’aria
insieme a nostalgiche eco
di lontane tristezze.
Ricordi inprovvisi
che stringono forte il mio cuore
ma è un attimo
la brezza sottile e sfuggente
mi ha già riportato a
sognare.
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Maggio
mercoledì 1 maggio 2013
W il 1° Maggio Rosso...
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Man mano il tempo ha sbiadito quella bandiera ed il suo colore è diventato prima rosa, poi ancora più chiaro fino a diventare quasi neutro, privo di connotazione. Come la bandiera, anche quel partito si è andato via via trasformando, perdendo pezzi ad ogni trasformazione e soprattutto perdendo, a poco a poco, la sua identità.
Tuttavia scopo di questo post non è certo tessere le lodi di un partito che non c'è più, nè riesumare un'ideologia, come il Comunismo, della quale sono rimaste in vita solo le sue domande senza risposta.
Quello che invece mi preme sottolineare è che il 1° maggio 2013 non c'è davvero niente da festeggiare e che purtroppo anche la giornata di lotta ha perso di significato, poichè è venuta a mancare quella grande unità d'intenti che una volta vedeva la stragrande maggioranza dei lavoratori essere un corpo unico e per questo degno di rispetto, da parte di tutte le componenti della società.
Si è persa l'unità in una sorta di "tramonto degli ideali", certamente ben visto da tutti quelli ambienti che dal lavoro traggono grandi profitti, ma di cui proprio i partiti e i sindacati della sinistra italiana del dopo-Berlinguer, sono i maggiori responsabili.
Così molti, troppi si sono allontanati rifugiandosi in un individualismo volto soltanto alla cura dei propri interessi che, se in periodi di relativa prosperità come gli anni 80 e primi 90 poteva anche andar bene, ha perduto ogni validità quando è poi arrivata la crisi economica. Tante persone si sono ritrovate sole a fronteggiare i problemi, senza nemmeno più quel volano sociale, quell'appoggio almeno morale che i partiti, i sindacati di una volta fornivano.
In questo modo è davvero facile perdersi, ricorrere a gesti estremi che purtroppo riempiono la cronaca degli ultimi tempi.
C'è bisogno quindi di uno sforzo da parte di tutti, ma sopratttutto da parte di quella che si chiama ancora sinistra, per provare a riottenere la fiducia dei lavoratori e, soprattutto, per dare speranza a chi il lavoro lo ha perso o non lo ha mai avuto. Per fare questo occorre che i partiti, i sindacati, aboliscano i loro apparati, le loro gerarchie, escano una volta per tutte dai loro palazzi e tornino ad essere "gente tra la gente", facendosi carico dei problemi reali delle persone, in modo da portare la questione sociale al primo posto dell'agenda governativa.
Solo così si toglierà motivazione agli attuali "santoni" dell'antipolitica e si potrà di nuovo celebrare una vera festa del lavoro.
Buon 1° maggio a tutti.
| http://www.ilcittadinoonline.it/ |
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giovedì 25 aprile 2013
Buon 25 aprile con le parole del presidente Napolitano.
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| http://www.ilmessaggero.it/MsgrNews/MED/20130423_napolitano_giorgio_1.jpg |
Tuttavia le parole del presidente nel discorso d'insediamento di fronte al parlamento sono state dure nei confronti della politica in generale:
"Bisognava dunque offrire, al paese e al mondo, una testimonianza di consapevolezza e di coesione nazionale, di vitalità istituzionale, di volontà di dare risposte ai nostri problemi : passando di qui una ritrovata fiducia in noi stessi e una rinnovata apertura di fiducia internazionale verso l’Italia.
E’ a questa prova che non mi sono sottratto. Ma sapendo che quanto è accaduto qui nei giorni scorsi ha rappresentato il punto di arrivo di una lunga serie di omissioni e di guasti, di chiusure e di irresponsabilità. Ne propongo una rapida sintesi, una sommaria rassegna. Negli ultimi anni, a esigenze fondate e domande pressanti di riforma delle istituzioni e di rinnovamento della politica e dei partiti - che si sono intrecciate con un’acuta crisi finanziaria, con una pesante recessione, con un crescente malessere sociale - non si sono date soluzioni soddisfacenti : hanno finito per prevalere contrapposizioni, lentezze, esitazioni circa le scelte da compiere, calcoli di convenienza, tatticismi e strumentalismi. Ecco che cosa ha condannato alla sterilità o ad esiti minimalistici i confronti tra le forze politiche e i dibattiti in Parlamento.
Quel tanto di correttivo e innovativo che si riusciva a fare nel senso della riduzione dei costi della politica, della trasparenza e della moralità nella vita pubblica è stato dunque facilmente ignorato o svalutato : e l’insoddisfazione e la protesta verso la politica, i partiti, il Parlamento, sono state con facilità (ma anche con molta leggerezza) alimentate e ingigantite da campagne di opinione demolitorie, da rappresentazioni unilaterali e indiscriminate in senso distruttivo del mondo dei politici, delle organizzazioni e delle istituzioni in cui essi si muovono. Attenzione : quest’ultimo richiamo che ho sentito di dover esprimere non induca ad alcuna autoindulgenza, non dico solo i corresponsabili del diffondersi della corruzione nelle diverse sfere della politica e dell’amministrazione, ma nemmeno i responsabili di tanti nulla di fatto nel campo delle riforme."
Napolitano ha anche puntato l'indice sulla mancata riforma della legge elettorale e della seconda parte della Costituzione:
"Imperdonabile resta la mancata riforma della legge elettorale del 2005. Ancora pochi giorni fa, il Presidente Gallo ha dovuto ricordare come sia rimasta ignorata la raccomandazione della Corte Costituzionale a rivedere in particolare la norma relativa all’attribuzione di un premio di maggioranza senza che sia raggiunta una soglia minima di voti o di seggi.
La mancata revisione di quella legge ha prodotto una gara accanita per la conquista, sul filo del rasoio, di quell’abnorme premio, il cui vincitore ha finito per non riuscire a governare una simile sovra-rappresentanza in Parlamento. Ed è un fatto, non certo imprevedibile, che quella legge ha provocato un risultato elettorale di difficile governabilità, e suscitato nuovamente frustrazione tra i cittadini per non aver potuto scegliere gli eletti.
Non meno imperdonabile resta il nulla di fatto in materia di sia pur limitate e mirate riforme della seconda parte della Costituzione, faticosamente concordate e poi affossate, e peraltro mai giunte a infrangere il tabù del bicameralismo paritario."
Quindi il severo monito, quasi una minaccia, nei confronti soprattutto dei due maggiori partiti presenti in parlamento:
"Molto si potrebbe aggiungere, ma mi fermo qui, perché su quei temi specifici ho speso tutti i possibili sforzi di persuasione, vanificati dalla sordità di forze politiche che pure mi hanno ora chiamato ad assumere un ulteriore carico di responsabilità per far uscire le istituzioni da uno stallo fatale. Ma ho il dovere di essere franco : se mi troverò di nuovo dinanzi a sordità come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esiterò a trarne le conseguenze dinanzi al paese.
Non si può più, in nessun campo, sottrarsi al dovere della proposta, alla ricerca della soluzione praticabile, alla decisione netta e tempestiva per le riforme di cui hanno bisogno improrogabile per sopravvivere e progredire la democrazia e la società italiana."
Nello stesso tempo ha ricordato a tutti, i problemi reali esistenti nel Paese:
"E sono anche i nodi - innanzitutto, di fronte a un angoscioso crescere della disoccupazione, quelli della creazione di lavoro e della qualità delle occasioni di lavoro - attorno a cui ruota la grande questione sociale che ormai si impone all’ordine del giorno in Italia e in Europa. E’ la questione della prospettiva di futuro per un’intera generazione, è la questione di un’effettiva e piena valorizzazione delle risorse e delle energie femminili. Non possiamo restare indifferenti dinanzi a costruttori di impresa e lavoratori che giungono a gesti disperati, a giovani che si perdono, a donne che vivono come inaccettabile la loro emarginazione o subalternità."
Napolitano ha poi plauso all'ingresso del M5S in parlamento ed al dibattito politico sempre presente in rete, ammonendo altresì su determinati e incauti comportamenti:
"Apprezzo l’impegno con cui il movimento largamente premiato dal corpo elettorale come nuovo attore politico-parlamentare ha mostrato di volersi impegnare alla Camera e al Senato, guadagnandovi il peso e l’influenza che gli spetta : quella è la strada di una feconda, anche se aspra, dialettica democratica e non quella, avventurosa e deviante, della contrapposizione tra piazza e Parlamento. Non può, d’altronde, reggere e dare frutti neppure una contrapposizione tra Rete e forme di organizzazione politica quali storicamente sono da ben più di un secolo e ovunque i partiti.
La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all’aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c’è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all’imperativo costituzionale del "metodo democratico"."
Le parole del Presidente della Repubblica sono state parole dure, coraggiose e soprattutto sincere e spero siano stimolo per coloro che nei prossimi giorni dovranno mettere in pratica i suoi auspici.
Giorgio Napolitano, come lui stesso ricorda, è entrato nelle aule del parlamento all'età di 28 anni, percorrendo poi tutte le tappe di una carriera politica seria e onesta, prima nel suo partito e poi al livello istituzionale, fino alla carica di Presidente della Repubblica.
Sette anni fa fu eletto con i soli voti del centro sinistra, ma pian piano si è guadagnato la stima e la fiducia anche di quelli che in passato lo avevano osteggiato.
Un esempio allora, davvero per tutti. Per i politici in primis,ma anche per la società civile, per il mondo del lavoro, per tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell'Italia.
Buon 25 aprile!
Fonti: www.linkiesta.it/
mercoledì 17 aprile 2013
Senza le ali giuste non si vola.
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| http://www.lettera43.it/upload/images/02_2013/l43-bersani-renzi-130201191649_medium.jpg |
Che all'interno del PD vi fossero varie anime non era certo un mistero. All'indomani delle primarie avevo infatti scritto che solo il tempo e l'eventuale cambio generazionale avrebbe potuto colmare il gap esistente tra ex democristiani, ex comunisti, ex socialisti etc. etc.
Tuttavia non ci si aspettava che proprio in un'occasione politica come quella generatasi dopo il voto di febbraio, difficile e delicata come poche altre, si scatenasse un conflitto interno così duro ed intransigente.
Non è mia intenzione schierarmi da una parte o dall'altra, chi ha seguito questo blog prima e dopo le primarie del partito, saprà che il mio sogno era quello di avere una donna, Laura Puppato, come segretario. Ciò nonostante le stesse regole della democrazia finalmente applicate attraverso l'introduzione delle primarie, avrebbero poi dovuto far rispettare l'esito del voto determinando l'appoggio, da parte di tutti, al candidato prescelto.
Purtroppo ciò non è mai avvenuto ed ognuno è rimasto sulle proprie posizioni, cercando soltanto di trovare falle nell'operato dell'altro, onde far capire che la linea "vincente" era comunque la propria. Insomma si continua in questo individualismo esasperato, in questo "personalismo" che ormai la fa da padrone proprio in un campo, come la politica, dove invece il bene comune dovrebbe essere scopo primario per tutti. Così il sogno veltroniano chiamato Pd. dopo aver buttato al vento l'occasione elettorale coincidente con la crisi Berlusconi-Pdl, dando modo a questi ultimi di effettuare un recupero insperato, dà ora l'ennesima dimostrazione di inadeguatezza di fronte alla possibilità di governare il paese, che seppur per pochi voti, l'elettorato gli ha comunque conferito.
A questo punto credo sia inutile continuare in assurdi voli pindarici parlando a nome di un partito che allo stato attuale esiste soltanto nelle aspettative dei suoi sostenitori e dove i vertici finalizzano l'azione politica, più che alle effettive esigenze del paese, al rafforzamento della propria posizione nel partito, . Meglio fermarsi un attimo a riflettere poichè se le divisioni appaiono così evidenti su un tema importante come quello delle possibili allenze di governo, non si può far finta di niente.
Quello che occorre è una serena disamina della situazione, che non può che portare all'ovvia constatazione che in questo modo il Pd rischia di avere i giorni contati. Se effettivamente si hanno a cuore le sorti di un partito che malgrado tutto raccoglie il consenso di un terzo degli elettori è opportuno un cambio di rotta soprattutto nei rapporti interni, un bagno di umiltà in cui ognuno riconosca i propri errori, cercando nel contempo di ripartire mettendo da parte ogni rancore personale. Il partito ha una grossa responsabilità nei confronti del Paese e se non si hanno le ali giuste per volare, perlomeno si continui a camminare tenendo i piedi ben piantati in terra.
Concludo affidandomi alle sagge parole di Trilussa, che ben sintetizza quest'ultimo assunto.
(Trilussa)
Fissato ne l'idea de l'uguajanza
un Gallo scrisse all'Aquila: - Compagna,
siccome te ne stai su la montagna
bisogna che abbolimo 'sta distanza:
perché nun è né giusto né civile
ch'io stia fra la monnezza d'un cortile,
ma sarebbe più commodo e più bello
de vive ner medesimo livello.-
L'Aquila je rispose: - Caro mio,
accetto volentieri la proposta:
volemo fa' amicizzia? So' disposta:
ma nun pretenne che m'abbassi io.
Se te senti la forza necessaria
spalanca l'ale e viettene per aria:
se nun t'abbasta l'anima de fallo
io seguito a fa' l'Aquila e tu er Gallo.
un Gallo scrisse all'Aquila: - Compagna,
siccome te ne stai su la montagna
bisogna che abbolimo 'sta distanza:
perché nun è né giusto né civile
ch'io stia fra la monnezza d'un cortile,
ma sarebbe più commodo e più bello
de vive ner medesimo livello.-
L'Aquila je rispose: - Caro mio,
accetto volentieri la proposta:
volemo fa' amicizzia? So' disposta:
ma nun pretenne che m'abbassi io.
Se te senti la forza necessaria
spalanca l'ale e viettene per aria:
se nun t'abbasta l'anima de fallo
io seguito a fa' l'Aquila e tu er Gallo.
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lunedì 8 aprile 2013
Molto più facile demolire, che costruire.
La situazione politica creatasi all'indomani delle elezioni dello scorso febbraio, ha generato una vera e propria crisi istituzionale. A nulla è servita la buona volontà del presidente Napolitano ed i suoi pur validi tentativi di formare un nuovo governo, sono man mano naufragati a causa dell'incapacità dei vecchi e nuovi partiti di trovare un accordo. Si pensava che l'entrata in politica del M5S ed il suo clamoroso successo elettorale potessero portare una ventata d'aria fresca, contribuendo ad un rinnovamento del quadro politico nazionale, ma la posizione dì Grillo, (visto che più che l'opinione del movimento, sembra essere determinante la sua opinione), è più che mai settaria ed estrema dato che si rifiuta di partecipare a qualsiasi tipo di governo che non sia quello formato unicamente dallo stesso M5S. Ovviamente nessuno può ragionevolmente pensare ad un governo che sia espressione soltanto di una minoranza dell'elettorato e allora ciò rappresenta un buon alibi per continuare in quell'opera di demolizione del quadro politico-istituzionale portata fin qui avanti dall'ex comico genovese. Non nascondo che tale atteggiamento politico avesse una sua validità, quando il M5S rappresentava una larga fetta di popolazione non propriamente rappresentata in parlamento, ma è chiaramente inutile e deleteria ora che i "grillini" occupano un quarto dei seggi del parlamento italiano.
Parafrasando, va bene il partito dei demolitori, ma essendo nella stessa casa sottoposta a demolizione, si rischia di rimanere ben presto sotto le macerie e forse sarebbe più opportuno pensare ad un inizio di ricostruzione.
Tuttavia Grillo non è il solo artefice della demolizione, ad essa partecipano anche tutti coloro che non sono disposti a fare nemmeno un piccolo passo indietro rispetto a vecchie rendite di posizione ideologiche, tutti coloro che non riescono a superare il recinto dei veti incrociati, delle contrapposizioni personalistiche.
Ben venga allora una revisione dei vertici dei due principali partiti Pd e Pdl che possa essere viatico per una serena discussione su precisi e oculati punti programmatici onde arrivare, in tempi brevi, alla formazione di un governo che possa portare il paese oltre il pericoloso stallo istituzionale in cui attualmente si trova.
Beninteso non sono un fautore di governissimi e papocchi vari, ma come nel 1976, quando la tragica fine di Aldo Moro, pur impedendo la realizzazione di quel progetto politico denominato "compromesso storico", riuscì comunque ad unire le forse politiche di allora, nella battaglia contro il terrorismo delle brigate rosse, anche oggi è necessaria un'onesta aggregazione di forze politiche che abbia come obiettivo il bene del paese.
In ballo c'è il destino di tante persone appartenenti soprattutto ai ceti più deboli ed è necessario assumersi la responsabilità della ricostruzione, più che continuare in quell'opera di demolizione che, allo stato attuale, appare davvero priva di senso.
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