lunedì 7 gennaio 2013

Lista Monti, un rinnovamento "tecnico".


Forte del successo ottenuto durante il suo anno di governo, Mario Monti si presenta alle prossime elezioni politiche con una propria lista.
Beninteso, il "successo" montiano consiste nell'aver evitato all'Italia di fare la fine della Grecia, il che non è poco, ma non è nemmeno molto poichè agli aggravi fiscali ed al conseguente innalzamento di canoni e tariffe non è corrisposta un'adeguata  politica di sviluppo produttivo, per cui la situazione interna è peggiorata di molto ed oggi ci troviamo di fronte ad una vera e propria crisi sociale. Il Professore si giustifica dicendo che il tempo a sua disposizione è stato poco ed è convinto che sia necessario continuare in quella linea di rigore da lui tracciata nel corso del 2012. Eccolo allora formulare "una nuova offerta politica".
La sua sarà una lista civica, cioè non formata da parlamentari, ma da esponenti della società civile. Insomma dopo il governo tecnico ci sarà la novità della "lista tecnica" e sempra proprio che la politica, pur essendo fondamentale per il vivere civile e il fabbisogno dei cittadini, sia l'unico campo in cui non c'è bisogno di "formazione" per potervi avere accesso, (mi chiedo cosa accadrebbe se un'azienda, nell'intento di rinnovare il personale, selezionasse persone che non hanno nessuna esperienza nel campo d'interesse...) Ma tant'è questa è la nuova proposta politica Montiana e devo dire che pur non condivendone i contenuti,  penso sia comunque un fatto positivo, poichè consente a chi è lontano dalle idee del centrosinistra, di non dover obbligatoriamente tornare a votare la politica Bunga-Bunga di Berlusconi.
La cosa che invece mi lascia abbastanza perplesso è la costituzione di due diverse liste per Senato e Camera dei Deputati. Lo ha annunciato lo stesso Monti, nella conferenza stampa del 4 gennaio: "Ci sarà una lista unica al Senato, ('Con Monti per l'Italia' ) mentre alla Camera in coalizione ci saranno tre distinte liste: una della società civile che non includerà parlamentari (Scelta civica - Con Monti per l'Italia), una dell'Udc immagino con il nome di Casini e una di Fli con il nome di Fini".
Un quadro abbastanza complesso, per non dire astruso, che fa tornare alla mente la vecchia  politica delle correnti della DC, dove ogni elemento di spicco del partito aveva il proprio "partitino" con tanto di simboli, tessere etc., che gli permetteva di avere il corrispondente spazio nella direzione centrale e, soprattutto, nelle liste elettorali.
Insomma volente o nolente,  il Professore è dovuto sottostare alle esigenze "logistiche" di Fini e Casini e pur presentando liste prive di parlamentari, finirà poi per dover patteggiare con Udc e Fli i seggi che eventualmente otterrà.
Così il rinnovamento annunciato,  non appare per niente convincente e l'attuale azione politica di Monti, sembra  più che altro un'abile manovra volta a riempire, gradualmente, lo spazio formatosi a seguito della quasi irreversibile decadenza del partito del Cavaliere.
 
 

martedì 1 gennaio 2013

Buon anno e...niente paura.

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Il 2012 è finito. Finalmente si dirà, perchè effettivamente non è stato un anno molto positivo, specie sotto il profilo socio-economico. Molti hanno visto il loro reddito calare vertiginosamente di fronte ai continui rincari ed il lavoro, specie per i giovani, è diventato ancor più una chimera. Molte aziende hanno chiuso ed altre  hanno diminuito drasticamente il numero dei loro dipendenti creando così una vera proprio crisi sociale, che oggi diventa il vero problema e ben ha fatto il Presidente della Repubblica, nel suo discorso di fine anno, a invitare i partiti a mettere la "questione sociale" al primo posto della loro agenda politica.
Un quadro niente affatto allegro e per trovare qualcosa di positivo, in quest'anno appena trascorso, ci si può rifugiare negli affetti personali, comunque molto importanti nella vita di ciascuno o tornare con la mente ai successi sportivi piuttosto che artistici o scientifici dei singoli, che in qualche modo hanno rallegrato alcuni nostri momenti.
Tuttavia proprio la considerazione che il 2012 sia stato un anno davvero brutto, fa pensare che il 2013 difficilmente possa essere peggiore, ma che anzi possa segnare una discreta rinascita sociale ed economica, magari sotto la spinta di un governo stabile e laborioso scaturito dalle imminenti elezioni di febbraio. Una nuova speranza quindi che potrà aiutarci ad affrontare con rinnovato coraggio l'anno a venire.
A questo proposito, vi lascio con la musica e le parole di Luciano Ligabue in una canzone in cui, pur guardando con  consapevolezza al presente, riesce comunque a trasmettere fiducia nella vita e nel futuro.
Buon Anno a tutti e...niente paura!


 

martedì 25 dicembre 2012

Buon Natale dopo la fine del mondo.

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Nei giorni scorsi ha tenuto banco la notizia della probabile fine del mondo che, a detta dei suoi assertori, sarebbe dovuta avvenire il 21 dicembre.
Come sempre, utilizzando una sorta di razzismo intellettuale, che non saprei se definire pregio o difetto, ho cercato di "chiudere gli occhi e tappare le orecchie" e praticamente non ho pensato, parlato, nè tantomeno scritto dell'avvenimento. Così è arrivata la fatidica data senza che nemmeno me ne accorgessi, ma ecco che vado a prendere il nipotino di nemmeno 5 anni dall'asilo e una volta in macchina, con l'ingenuità disarmante tipica dei bambini,  mi chiede: "Nonno, a che ora è la fine del mondo?" Avrei potuto bloccare subito la discussione dicendogli che in realtà non c'è nessuna fine del mondo, ma ho sempre pensato che alle domande dei bambini è sempre meglio rispondere che non negarne il contenuto, perciò ho risposto semplicemente che non lo sapevo e che poteva essere a qualsiasi ora, in qualsiasi giorno o tra tanto tempo e che insomma, non era una cosa di cui preoccuparsi. E' sembrato soddisfatto, giacchè appena arrivato a casa ha chiesto alla mamma una robusta merenda ed ha iniziato a tirar fuori la solita montagna di giocattoli.
Ls sua curiosità però mi aveva contagiato ed allora ho pensato bene di cercare su Google, informazioni circa l'orario della fine del mondo.  Scrivendo "fine del mondo",  la pagina si riempiva di link che portavano ai Maya, popolo di grande cultura, senz'altro ben più importante di quella di coloro che dal loro calendario hanno ricavato un'interpretazione abbastanza strampalata. Poi proseguendo e scrivendo "orario della fine del mondo" tutti i vari links correlati, non davano mai un'ora precisa ed anzi si dividevano anche sulla data. Altri ancora rimandavano ad alcuni versetti della bibbia che però si dimostrava ancor più reticente: "Quanto a quel giorno e a quell'ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli dei cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre” (Marco 13,32; Matteo 24,36; CEI).
La mia ricerca rischiava così di avvilupparsi su se stessa senza ottenere una risposta precisa, quando ecco che mi appare il titolo di una canzone di Luciano Ligabue di qualche anno fa , che ricalca proprio la domanda oggetto della ricerca. Vado subito al testo della canzone e la sua lettura dirime tutti i miei dubbi: "Che or'è, scusa ma che or'è, che non lo voglio perdere l'ultimo spettacolo. Fine del mondo in Mondovisione, diretta da S. Pietro per l'occasione. (...)A che ora è la fine del mondo? Che rete è?". Ora è tutto chiaro,  anche la fine del mondo sarà un business mediatico e  per aumentarne l'Audience, l'orario esatto sarà tenuto segreto fino all'ultimo momento. Niente di misterioso quindi, possiamo tornare tranquillamente alle nostre attività e non se ne dispiacciano i Maya ed i loro interpreti d'occasione.
Coraggio, dopo  aver superato con successo la fine del mondo,  speriamo, adesso, di uscire indenni dalle prossime feste, buon Natale!
 
 
 
 Luciano Ligabue -  A che ora è la fine del mondo?

 

giovedì 20 dicembre 2012

Il probabile destino della mummia.


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Non più tardi di un paio di mesi fa, Berlusconi aveva chiesto scusa agli italiani dichiarando che nell'ultimo suo mandato politico.  non era stato capace di risolvere, nemmeno in parte, i problemi del paese.
Negli ultimi giorni invece continuando in quella sorta di sindrome dissociativa politica (se non psicologica), di cui si già scrivevo nel post "Il re è nudo", dichiara di volersi candidare per la sesta volta a candidato premier del centro destra.
Una dissociazione ora valida in tutti i sensi del termine,  specie nel Pdl dove il povero Alfano, come giustamente dice Benigni: "è passato dalle Primarie al Primario..." e dove anche alcuni suoi fedelissimi come Gasparri e La Russa prendono le distanze ed escono del partito, con la scusa di "rafforzare il Centro-destra. Anche tra i vecchi alleati come la Lega, la decisione del cavaliere di continuare ad essere il numero uno del centrodestra crea, a detta di Maroni: "disorientamento". 
Ma lui che, non solo per l'età, è ormai definito come "la mummia", continua imperterrito a dire tutto e il contrario di tutto. Inizia una vera e propria televendita di se stesso (ecclatante quella effettuata in Domenica Live, di Barbara D'urso, con tanto di "istruzioni" alla conduttrice, sulle domande da fargli) riproponendo tutti i vecchi slogan , tra cui non poteva mancare la classica eliminazione dell'IMU.  Sulla politica estera fa proclami arroganti riguardo la Merkel e la "egoista" economia tedesca, mentre sulla crisi economica di casa nostra, giunge alla farsesca conclusione che lo spread ,in realtà, è un imbroglio inventato da Monti il cui governo “ha portato una situazione di crisi, molto peggiore di quando c'eravamo noi al governo.” Chi a questo punto si fosse convinto che la linea politica berlusconiana si fondi sullo scontro con l'attuale capo del governo, (peraltro sostenuto per circa un anno), viene subito sconfessato, poichè il leader di Arcore propone lo stesso Mario Monti come possibile candidato del centrodestra, incredibile ma vero!
Eppure in tutta questa comica, ma anche tragica situazione, visto che poi si parla del futuro di tutti noi, c'è un aspetto in cui l'azione politica di Berlusconi continua a dimostrare una certa coerenza ed è sicuramente quello della difesa dei suoi interessi personali. Infatti, tra un processo e l'altro, fa in modo che il Pdl tolga improvvisamente l'appoggio al Governo Monti, scelta irresponsabile e davvero singolare se si considera che mancavano nemmeno 90 giorni alla fine naturale della legislatura e tuttavia spiegabile con la necessità di avere più tempo per la citata televendita elettorale e soprattutto utile per evitare che l'attuale governo vari davvero il decreto sulla non eleggibilità dei condannati in primo grado, cosa che escluderebbe il cavaliere dalla corsa elettorale.
Tutto quello che sta accadendo sulla scena politica è comunque sotto gli occhi di tutti ed è da credere che, al netto di eventuali autogol del centro sinistra, il destino di Berlusconi  sia ormai segnato e che, con la probabile sconfitta elettorale, egli passi dalla padella politica in cui attualmente si trova, ad una futura brace dove si spera che lui ed i suoi accoliti ardano, politicamente, per sempre.

martedì 11 dicembre 2012

Risolvere la disambiguità del Pd per un futuro governo stabile.

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Con la netta vittoria di Bersani al ballottaggio (61% contro il 39 di Renzi), è finalmente finita la bagarre tra i due contendenti principali ed il centro sinistra ha ora il suo candidato premier, per le prossime elezioni. A questo punto ci si potrebbe aspettare un periodo calmo e disteso attorno a Bersani, ma non credo ciò avverrà. Non avverrà perchè, a parte Vendola che pur correndo nelle primarie, non fa parte del Pd, Renzi pur essendo parte integrante e importante del partito, incarna posizioni differenti e in taluni settori addirittura opposte a quelle del segretario del Pd. Tuttavia non c'è da gridare allo scandalo per questo, poichè è bene ricordare che l'attuale partito democratico, nasce dalla fusione tra il vecchio Pci e buona parte della Vecchia Dc, per cui è normale che esistano anime politiche diverse al suo interno e credo che dovranno passare molti anni prima che il ricambio generazionale colmi il gap esistente tra di esse. Nel frattempo il vero problema è la ricerca della disambiguità del partito,  che possa fornire un preciso significato politico ovvero una comune identità che permetta di arrivare uniti alla prossima scadenza elettorale. Ciò può essere realizzato solo attraverso la condivisione di una valida linea politica, la cui esternazione è, senza ombra di dubbio, il programma da portare all'attenzione degli elettori.
Dovrebbe essere questo il primo compito di Bersani, Renzi e di tutte le altre componenti del partito, anche prendendo spunto da quanto fatto da Laura Puppato che, nella corsa verso le primarie,  ha stilato un programma politico chiaro ed esauriente, trovando anche il modo di rispondere(unica tra i candidati) al test-provocazione elaborato da GreenPeace.
Al momento, invece, si parla solo di alleanze e non credo sia la cosa più opportuna da fare, poichè ciò può dar luogo ai soliti veti pregiudizievoli e ideologici.
E' incredibile come si continui a non voler capire che le necessarie e possibili alleanze debbano trovarsi solo davanti ad un programma chiaro e condiviso e soprattutto rispettoso delle giuste aspettative dei cittadini. Viceversa, nell'ipotesi di una vittoria elettorale, ci si ritroverà, come in passato, in fragili coalizioni di governo che rischiano di dissolversi davanti al primo ostacolo.

venerdì 30 novembre 2012

La tecnologia Keshe, una piacevole novità dall'Iran.

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Un bel post dell'amico Erborista1 ci mette al corrente di una nuova e rivoluzionaria tecnologia che prende il nome dal suo ideatore, Mehran Keshe, nato in Iran e laureato in ingegneria nucleare alla University of London. A lui si deve la nascita della Keshe Foundation le cui ricerche, da circa 40 anni, si sono concentrate sulle dinamiche del plasma caricato elettricamente e utilizzato come fonte di energia e di campi gravitazionali.
Questa scoperta ha centinaia di potenziali applicazioni che potrebbero contribuire a risolvere la maggior parte dei problemi fondamentali del mondo, come carenza di energia, acqua, cibo e la contaminazione ambientale.
La tecnologia Keshe è già stata sperimentata numerose volte grazie alla partecipazione di volontari che avevano rinunciato ad ogni altra forma di terapia medica. Sul sito web  della fondazione si possono visionare testimonianze e video delle sperimentazioni su SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), cancro, sclerosi multipla, morbo di Parkinson e cancrene. (E' anche disponibile un modulo di richiesta per fissare un appuntamento presso le strutture sanitarie della fondazione in Belgio).
Ma questa straordinaria tecnologia  può essere usata per risolvere i problemi mondiali più urgenti, dall'energia, ai trasporti, all'ambiente, ai nuovi materiali.
La notizia è doppiamente positiva poichè, a prescindere dall'incredibile valore scentifico, proviene da un paese come l'Iran che troppo spesso viene associato a fenomeni negativi, quali l'integralismo religioso e il terrorismo internazionale. Una prova evidente di questo interessante cambio di prospettiva nelle relazioni internazionali, è fornita dall'appoggio che gli Stati Uniti d'America hanno dato all'Iran, proprio attraverso il progetto Keshe quando l'ufficiale superiore dell'ambasciata USA in Iran, ha incontrato il direttore della Keshe foundation.
Chi volesse approfondire può leggere il post sul blog Erboristatutticonsigli o visitare il sito della fondazione dove è anche disponibile un video divulgativo.
In questo periodo storico così critico, notizie come questa dovrebbero essere maggiormente evidenziate dai media che, aldilà del doveroso riferire di eventi importanti, sembrano  invece privilegiare ciò che si contraddistingue per la propria negatività.



Mehran Keshe
 


 
 

domenica 18 novembre 2012

E tu chi sei? "Laura Puppato candidata alle primarie del Pd." Non lo sapevo!

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Non credo che molti sappiano che tra i candidati alle primarie del Pd c'è anche una donna.
Non è una colpa individuale, bensì il frutto del silenzio mediatico che ha circondato questo avvenimento che invece avrebbe dovuto avere grande risonanza, trattandosi della prima volta che una donna si candida alla segreteria di un grande partito italiano.
La candidata in questione è Laura Puppato, 55 anni, sposata e madre di due figli. Esponente del Pd sin dalla sua costituzione, la Puppato è attualmente consigliere regionale in Veneto, nonchè capogruppo del partito in regione.
L'ostracismo avverso la sua candidatura, iniziato nello stesso Pd dove è stata costretta a raccogliere 20 mila firme, per poter essere ammessa alle primarie, continua sui mezzi d'informazione dove le sue apparizioni sono davvero sporadiche.  Una di queste è stata il confronto su Sky, tra i candidati alle primarie del centrosinistra dove necessariamente doveva esserci.
Nelle poche volte in cui viene nominata il suo fare politica viene comunque minimizzato, se non addirittura storpiato, come accaduto in relazione alla polemica sulla legge 194.
Ad esempio il tg La7 commentando il citato confronto, definisce le principali caratterische dei candidati: "Bersani rappresenta la saggezza del partito legata alle tradizioni, Renzi rappresenta il nuovo che avanza, Vendola l'alternativa vera a sinistra, Tabacci l'area dei moderati, la Puppato la novità di essere donna!"
Vi rendete conto? Non una parola sul suo modo di fare politica, sulla sua eventuale collocazione nel partito, ma soltanto che è una donna, come se si dicesse che la caratteristica di Bersani è quella di essere un uomo anziano con problemi di calvizie.
Di fronte a questo stupido maschilismo, purtroppo molto presente nel nostro paese e soprattutto in politica, l'esponente del Pd veneto è ovviamente svantaggiata rispetto agli avversari in lizza per le primarie, che al contrario sono sempre presenti su giornali e Tv.
Ecco quindi uno stralcio delle idee e del programma di Laura Puppato che sarà presente il 19 novembre nella puntata de "L'infedele" su LA7:

"Vi chiedo il voto perché la mia storia parla per me, fatta di azioni determinate, perché come dice Gandhi, le perle sono false se non si trasformano in azione. Non  chiedo il voto per portare una donna alla massima carica dello Stato ma per quello che sto facendo per far conoscere un'altra idea di Paese e di mondo: un mondo in cui i giovani non siano costretti a immigrare per trovare lavoro, in cui una donna non debba scegliere tra maternità e lavoro, dove ci sia un adeguato welfare a sostegno degli anziani".

Riferendosi all'ipotesi di un governo ristretto esposta da Renzi, afferma:
"Non si può governare un Paese come il nostro con dieci ministri. Bisogna essere chiari negli intenti ma anche nelle azioni".

Sull'eventuale alleanza con Casini :
 "Io direi che Casini è ago della bilancia, ma per ora non ha ancora scelto con chi stare".

Sui finanziamenti ai partiti e sui tagli ai costi della politica:
"Tutti i bilanci dei partiti certificati e finanziamento delle sole spese funzionali alla comunicazione; tutto il resto, dall' acquisto di fabbricati alle cene va assolutamente escluso. Dovremmo eliminare le scorte a chi non è minacciato di vita e le auto blu ai manager e ai dirigenti pubblici. Infine trasformiamo questo parlamento in Camera dei deputati e Camera delle regioni".

Per quanto riguarda le manifestazioni giovanili:
''Certo, ci sono anche i teppisti, ma quello che e' successo oggi a Roma e in altre citta' dimostra che c'e' una insofferenza sociale. I giovani sono stanchi di essere sommersi da una marea nera. Abbiamo un paese ingiusto, nei diritti sul lavoro, nei diritti sulle donne (lavora solo il 46% di loro). Abbiamo anche il piu' basso tasso di natalita' del mondo: 1,2%. E siamo in ritardo sui diritti civili. Si tratta di invertire questa situazione a partire dal favorire la green e la blu economy''.
 
Sul lavoro, Puppato non è contraria alla riforma Fornero, anche se «stiamo navigando a luce spenta». Più chiara la critica in materia di pensioni: «Serve più equità ed elasticità in uscita per i lavori usuranti. Non possiamo creare ingiustizie ulteriori». Come mettere mano al meccanismo? Tagliando in maniera oculata, mettendo dei tetti alle pensioni dei dipendenti pubblici, eliminando i privilegi della casta. «Finora abbiamo solo impoverito lo Stato, garantendo di più a chi ha avuto di più».
Su federalismo e ruolo dello Stato (che deve «intervenire pesantemente dove il governo regionale sia responsabile di frodi nei confronti dei cittadini, di mancato controllo, di costi fuori controllo»).

Chi volesse saperne di più può visitare il blog di Laura, tuttavia lo scopo di questo post non è l'invito a votare per Laura Puppato, poichè non è scontato che io o altri siano d'accordo con il suo pensiero politico. Ciò che ritengo invece importante è che la Puppato abbia le stesse opportunità degli altri candidati, la stessa attenzione da parte dei media, la stessa visibilità.
In linea di principio sono contrario alle quote di genere perchè credo fermamente nel merito, ma come questa vicenda dimostra, a volte sono una necessità.
Se non si parte alla pari, le donne rischiano di aver perso, prima ancora che la competizione abbia inizio.

sabato 10 novembre 2012

Grillo il fenomeno!

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L'agenda politica italiana è quanto mai piena di avvenimenti contraddittori che rendono instabile il clima politico, già di per sè in precario equilibrio. I bisticci dei candidati alle primarie del Pd si sovrappongono alle estemporanenee e controproducenti dichiarazioni di Berlusconi, come il tutti contro tutti all'interno del Pdl, fa da sponda alle vicende giudiziarie che rischiano di far dissolvere l'Italia dei Valori. Da tutto questo trambusto emerge il nome di Beppe Grillo, unico personaggio politico, forse poco convenzionale, che continua a mietere successi elettorali e mediatici.
C'è chi, come il segretario del Pd Bersani, si lamenta dell'eccessiva attenzione che i media riservano all'ex comico genovese, accusandoli di pubblicizzare oltre modo le sue esternazioni, eppure, a mio modo di vedere, il leader del movimento 5 stelle può essere definito più come un fenomeno mediatico che politico. Egli conosce bene come funzionano i media e soprattutto il mezzo televisivo ed è abilissimo a sfruttarne pregi e debolezze. Pur fondando un movimendo che opera sulla rete e dichiarando, sin dall'inizio, la sua avversione per i mezzi di comunicazione tradizionali, finisce spesso per apparire sulle prime pagine di giornali e notiziari tv. L'ex show man televisivo riesce sempre a fare notizia, sia che  giochi a fare lo sfascista e poi , improvvisamente proponga un'inverosimile candidatura di Di Pietro al Quirinale, sia che, fra battute sessiste e comunicati in rete, esterni la sua insofferenza nei confronti di esponenti del suo stesso movimento che si discostano dal suo pensiero.
Allora l'unica reale azione politica di Grillo è forse questa azione "anti mediatica" che poi diventa mediatica? Se così è non appare più tanto strano  che inviti i suoi a non partecipare ai talk shows televisivi, poichè egli sa bene che può ottenere il consenso del suo elettorato di riferimento solo sfuggendo alla omologazione dei mezzi di comunicazione di massa.
Resta misterioso invece, a mio parere, lo scopo di questa ricerca di consenso, dato che nei casi in cui il suo Movimento ha ottenuto dei successi elettorali, (comune di Bologna  e regione Sicilia) ha rifiutato ogni sorta di collaborazione con altre forze politiche, rinunciando implicitamente ad ogni ipotesi di governo. Del resto andando a leggere lo statuto del M5S si nota come il non allearsi con i partiti tradizionali sia condizione inprescindibile per l'esistenza del movimento stesso, che si definisce "Allenza di cittadini" non soggetti alla mediazione di alcuno.
Allora ritenendo  improbabile un risultato elettorale che conferisca al movimento grillino la maggioranza assoluta, credo che il ruolo di "Grillo il Fenomeno" finisca per essere quello di mero rappresentante degli scontenti e che, come  "Jimmi il Fenomeno" (comico-caratterista fino a qualche anno fa) egli non possa andare oltre il ruolo di semplice comparsa, nel panorama politico italiano.

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lunedì 29 ottobre 2012

Il re è nudo!

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Faccio sempre fatica a leggere o ad ascoltare i messaggi mediatici di Berlusconi e non perchè mi faccia trasportare da una sorta di razzismo politico che in realtà non mi appartiene, piuttosto perchè mi trovo davvero a disagio di fronte alle sue esibizioni. Infatti, sebbene esse abbiano lo scopo di apparire come una prova di forza verso un ormai fantomatico nemico, a mio modo di vedere, finiscono per evidenziarne tutte le debolezze.
Anche nell'ultima performance mediatica del Cavaliere ciò avviene in modo eclatante.
In primis appare deleteria la sua  affermazione di voler comunque rimanere sulla scena politica, pur non candidandosi nuovamente come premier. Una siffatta decisone, delegittimando implicitamente l'attuale segretario Alfano, ha creato una situazione di caos all'interno del Pdl ed ha infastidito non poco anche  gli eventuali futuri alleati.
Incredibile poi la sua arrogante e pretestuosa minaccia di togliere l'appoggio al governo, che oltre a provocare malumore all'interno della compagine governativa e delle istituzioni, ha messo in imbarazzo i vertici del partito, dando altresì l'ennesima prova di una concezione egemonica, nella gestione dello stesso Pdl.
Tuttavia tralasciando la motivazione  politica che, come evidenziato, sembra essere più nociva che utile per la parte politica che egli rappresenta, non resta  che riportare la decisione di Berlusconi di non lasciare la politica attiva, a motivi di carattere personale.
Ed è qui che, secondo me, si raggiunge davvero un livello grottesco. L'ex Premier infatti, riferendosi alla recente condanna per frode fiscale, dichiara: "mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia ed evitare che ad altri cittadini possano capitare queste cose...".  
In verità osservare  la sua faccia inceronata di uomo tra i più potenti del mondo, mentre pretende di far parte della schiera degli oppressi, non può che rappresentare una scena veramente ridicola.
Non vorrei mai dubitare della buona fede delle persone e non lo farò nemmeno con il Cavaliere, ma la sensazione è che  sia ancora peggio.  Vorrebbe dire che per anni siamo stati governati da un pazzo visionario, da una sorta di "Re nudo" circondato da cortigiani che si premuravano di compiacerlo e che si  guardavano bene dal metterlo di fronte alla realtà, un sovrano  acclamato e festeggiato anche dal popolo, incapace di riconoscerne la pur evidente nudità.
Se nella favola da cui trae origine il titolo di questo post,  l'incantesimo è spezzato da un bimbo che, sgranando gli occhi, grida: "Ma il re non ha niente addosso!", nella realtà  la speranza è che anche il popolo italiano trovi il coraggio di sgranare, definitivamente, i propri occhi.
 

venerdì 26 ottobre 2012

Malala, il coraggio di una bambina!

Ricevo e pubblico volentieri l'appello di Emma Ruby-Sachs
di Avaaz.org




I talebani hanno sparato alla quattordicenne Malala per fermare la sua lotta per l'educazione delle donne. Possiamo fare in modo che il suo sogno diventi realtà chiedendo al suo governo di stanziare fondi che incoraggino le famiglie di tutto il Pakistan a mandare le loro figlie a scuola. Clicca qui sotto per dare forza a questa possibilità di lottare per l'educazione femminile:

Firma la petizione
Malala ha dedicato la sua infanzia a combattere per l'educazione delle ragazze come lei in Pakistan. Mentre giace in un letto di ospedale, tragica vittima di un sicario dei talebani, aiutiamola a far diventare il suo sogno realtà.

Una parte del Pakistan ha già avviato con successo un programma che assegna del denaro alle famiglie che mandano le figlie a scuola con regolarità. Ma nella provincia di Malala il governo locale sta ostacolando simili iniziative. Politici di alto livello hanno promesso di aiutare Malala e se agiamo ora possiamo fare in modo che si impegnino ad avviare finalmente un programma in tutto il paese.

Prima che i media si scordino dell'accaduto, alziamo le nostre voci per chiedere che il governo annunci fondi per tutte le ragazze del Pakistan che vanno a scuola. Tra pochi giorni il delegato ONU per l'educazione incontrerà il presidente del Pakistan Zardari e ci ha detto che la consegna a mano di un milione di firme rafforzerebbe la sua posizione. Firma e fai il passaparola girando questa email, e aiuta a rendere realtà il sogno di Malala:
http://www.avaaz.org/it/malalahopenew/?bSzABbb&v=18802

Il nord-ovest del Pakistan è sotto il controllo dei talebani dal 2007, quando cominciarono a bruciare e distruggere le scuole femminili. I talebani hanno raso al suolo 401 scuole nella regione dello Swat tra il 2001 e il 2009: 70% di queste erano scuole per ragazze. Malala ha attirato l'attenzione del mondo intero sul regno del terrore dei talebani nel momento in cui ha cominciato a scrivere su un blog in lingua urdu per la BBC. Quello che scrive è un diario importantissimo per conoscere le conseguenze devastanti dell'estremismo sulle vite dei normali cittadini del Pakistan.

La costituzione del Pakistan dice che le donne hanno lo stesso diritto all'educazione degli uomini e il governo ha le risorse per fare in modo che tale diritto sia effettivo. Ma i politici hanno ignorato per anni il problema, influenzati da gruppi di estremisti religiosi e ora solo il 29% delle ragazze frequenta le scuole superiori. Numerosi studi hanno mostrato l'impatto positivo in termini di reddito personale e crescita nazionale quando le donne vengono ricevono l'educazione.

Trasformiamo lo shock e l'orrore seguito all'attentato dei talebani a questa giovane ragazza in una forte pressione internazionale che obblighi il Pakistan a occuparsi dell'educazione delle donne. Clicca sotto per stare dalla parte di Malala e sostenere un'enorme campagna per l'educazione femminile in Pakistan, sostenuta da risorse, sicurezza ma soprattutto dalla volontà di lottare contro gli estremisti che stanno distruggendo il Pakistan:
http://www.avaaz.org/it/malalahopenew/?bSzABbb&v=18802

Uniamoci per manifestare in solidarietà con la coraggiosa e giovane attivista, che sta mostrando al mondo come una giovane studentessa può fronteggiare estremisti armati e pericolosi

 E' emblematico il coraggio di questa giovane donna. Esso trasmette forza e speranza.
Grazie a tutti gli amici che vorranno aderire firmando la petizione e diffondendo la notizia.

lunedì 15 ottobre 2012

Il ponte del Diavolo

 
Una bella gita in Garfagnana mi ha fatto scoprire una piccola meraviglia architettonica. Si tratta del Ponte della Maddalena, comunemente chiamato Ponte del Diavolo,  che unisce le due sponde del fiume Sirchio all'altezza di Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca. E' un'opera di origine medievale, la sua costruzione viene infatti fatta risalire addirittura all'XI° secolo, laddove forse esistevano i resti di un ponte in legno di epoca romana.  L'appellativo "del Diavolo" trae origine da una leggenda dell'epoca dove, come in altri casi simili, il capomastro responsabile della costruzione, pur di completare l'ardita opera, strinse un patto col demonio.
Tuttavia, leggenda a parte, la vista del ponte colpisce il viaggiatore che si trovi a percorrere una delle due sponde del fiume, per il suo caratteristico aspetto a 'schiena d'asino', tipico dell'epoca medievale e  notevolmente diverso dall'idea di ponte che l'ingegneria contemporanea ci ha abituato ad avere.

 
Il ponte poggia su 4 arcate, più una costruita in epoca recente per permettere il passaggio della ferrovia, ma la caratteristica che lo rende unico nel suo genere è che le arcate non sono simmetriche, quasi come se l'architetto dell'epoca, man mano che i lavori andavano avanti, tendesse a raggiungere quanto più velocemente possibile l'altra sponda. Ecco allora l'arcata centrale, sproporzionata rispetto alle altre e con un'ampiezza tale da rappresentare una sfida alla legge di gravità.


Insomma un ponte "strambo" questo Ponte del Diavolo, ma talmente solido da resistere nel corso dei secoli alle potenti piene del Sirchio e che si erge maestoso in Val di Turrite, nella bassa Garfagnana.

 

sabato 6 ottobre 2012

Io sto con Pisapia.

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L'approdo in consiglio comunale, a Milano, della delibera che istituisce il Registro delle unioni civili, ha scatenato, nel corso dell'estate, la reazione della Curia milanese che ha bocciato la scelta dell'Amministrazione Pisapia, definenendo il registro come "strumento inefficace e solo d'immagine, che favorirebbe la poligamia". La reazione della Curia ha trovato eco in Vaticano visto che anche l'Osservatore Romano, normalmente prudente circa i fatti propriamente politici, ha trattato la questione in un articolo dal titolo "E' necessario sostenere la famiglia.".
Le opinioni sono sempre legittime, da qualsiasi parte esse giungano, ma certo il momento non è apparso opportuno, essendo solo l'inizio del dibattito in sede consiliare e l'esternazione della curia non poteva che aumentarne il clima polemico. Bene ha fatto allora Pisapia a ribattere "Ognuno ha il proprio ruolo, ma così come rispetto le decisioni della Curia in campo religioso, credo che la Curia debba rispettare le decisioni del consiglio comunale, che è una istituzione della città che parla a tutti i cittadini, come del resto la Curia".
E' proprio questo il punto, ognuno ha il proprio ruolo, la Chiesa cattolica pone le sue basi sulla morale cristiana, ma lo stato e le sue istituzioni devono porre le loro basi sul diritto ed il diritto fondamentale di tutti gli esseri umani è quello di avere pari opportunità, senza distinzioni di razza, sesso e religione.  Se lo stato mette la morale davanti al diritto, allora diventa anch'esso Chiesa ed a mio modo di vedere le conseguenze sono quasi sempre nefaste. Basti guardare infatti a quello che accade in gran parte del mondo islamico dove il fondamentalismo religioso assume i connotati di legge dello stato.
Tralasciando tuttavia il sempre critico rapporto Stato-Chiesa vorrei brevemente analizzare il contenuto della delibera in questione. Essa non si pone certamente come volontà di surrogare l'istituto del matrimonio, rivolgendosi alle coppie che, pur non essendo sposate, vogliano mettersi nella condizione di ottenere gli stessi diritti  civili delle coppie sposate. Concretamente quindi è solo uno strumento che permette alle amministrazioni comunali di distribuire contributi e agevolazioni  a tutti gli aventi diritto, giacchè non si capisce il perchè una coppia di fatto debba essere, ad esempio, discriminata nell'assegnazione di un alloggio popolare, rispetto ad una coppia sposata.
C'è infine la possibilità peraltro ancora ipotetica che l'unione di fatto di due persone, anche dello stesso sesso possa permettere loro di chiedere l'affidamento o l'adozione di un bambino e forse risiede proprio in questo la velata  paura degli ambienti cattolici che li spinge a contestare l'istituzione del citato registro. Anche qui occorrerebbe guardare alla realtà più che al credo religioso, giacchè non credo che coppie di fatto anche formate da due donne o due uomini, filtrate e vagliate dalla fiscale e burocratica procedura delle adozioni, siano poi peggiori di tante coppie etero, regolarmente sposate.  Proprio su questo argomento, esponenti di spicco della Chiesa tendono a minimizzare il fenomeno, non tenendo conto dell'enorme mole di bambini che specie al di fuori dei confini nazionali, rischiano di passare la loro infanzia e adolescenza in qualche squallido istituto.
Di fronte a questa triste prospettiva non credo si possa sprecare  nessuna reale proposta d'amore.



 

sabato 29 settembre 2012

Amor che guardi verso oriente...

Otranto by thepuglia.com
I Nomadi, un gruppo che nasce qualche anno fa, più o meno negli anni in cui vivevo la mia gioventù, magari un po' ribelle. Ma chi pensa che essi piacciano solo a quelli di una certa età si sbaglia e basta andare ai loro concerti per accorgersi di quanti giovani e giovanissimi ci siano. E' un segno che il gruppo ha saputo rinnovarsi nel corso degli anni, non rischiando di diventare il clone di se stesso.
Una dimostrazione di ciò è "Oriente", una canzone che nella musica e nell'arrangiamento propone un sound per niente scontato e, soprattutto, evidenzia un testo profondo che analizza certi stili di vita contemporanei:
 
"Sento come un sapore amaro
 Tra i fasti di questa civiltà
Tenui segnali che non decifriamo mai
Insonnoliti come siamo nei tram
(...)
Preferisco l'analfabetismo,
alle false astrazioni
a questo modo così un po' socratico
Al riparo dalle passioni"

Questo modo di affrontare i temi della vita non può che ridurre le potenzialità del pensiero:

"L'esilio del pensiero poi
Si consuma dentro ai bar
E dentro vuote autobiografie
Intendo prive di protagonista"

E solo il ripartire dalla  dolcezza dell'amore, può aiutarci a ritrovare la strada maestra:

"Amor che guardi verso oriente
Verso il mare
Qual è il nome che pronunci piano
Prima di dormire"

 Dedicato a chi non si stanca mai di pensare... buon ascolto.



            

venerdì 21 settembre 2012

Il ritorno del Cavaliere.

http://www.terranews.it/sites/default/files/images/user/8193-silvio_berlusconi.jpg
Ebbene si, è tornato! Dopo mesi di silenzio in cui la sua unica azione politica è stata la vendita dei due calciatori del Milan, Thiago Silva e Ibrahimovic, per la modica cifra di 75 milioni di euro, Berlusconi è tornato a far sentire la sua voce. Lo ha fatto all'indomani dello scandalo Regione Lazio, dove la presidente Polverini, dopo aver ammesso il grande sperpero di denaro pubblico, è sull'orlo delle dimissioni. Tuttavia chi si aspettava che l'ex presidente del consiglio spendesse qualche parola sull'operato dell'amministrazione regionale espressione della sua passata coalizione, si sbagliava di grosso. Come già nella vicenda "Formigoni" il Cavaliere si comporta come se nulla fosse accaduto ed anzi rilancia le vecchie formule del Berlusconismo. Così eccolo arringare il popolo con l'ennesimo proclama: "Basta rigore, toglieremo l'IMU!". 
Insomma dopo aver portato il paese sull'orlo del "default"ed aver lasciato in tutta fretta, nello scorso ottobre, la poltrona di Capo del Governo, consegnando ad altri l'onere di salvare l'Italia, ora torna a farsi sentire e non trova altro da fare che riproporre quella stessa idea politica che aveva prodotto il recente disastro.  Si dimostra "politicamente scorretto" nei confronti di Monti e della compagine governativa che la sua forza politica sostiene in parlamento, ma soprattuto propone, ancora una volta, il suo arrogante populismo.
Che dire? Nemmeno la consapevolezza di aver contributo in modo determinante all'avvento della grave crisi che ha colpito l'Italia e che tuttora pone gravissimi problemi di occupazione e disagio sociale, fa si che Berlusconi e i suoi fedelissimi, cambino atteggiamento e lascino la ribalta politica ad altri.
Allora non resta che aspettarci, alle prossime elezioni politiche, l'ennesimo Berlusconi candidato premier del Pdl.  L'ideale sarebbe una sonora sconfitta del Cavaliere che lo convincesse che la maggior parte degli italiani non si lascia più abbindolare dalle sue "farneticazioni".
Ovviamente dovrebbe anche accadere che la coalizione di centro sinistra che conseguentemente andrebbe a governare il paese, fosse poi all'altezza della situazione ricreando un clima politico sobrio e soprattutto capace di risolvere i tanti problemi che affliggono gli italiani.
Spero tutto ciò non sia soltanto fantapolitica e che non ci si trovi nuovamente di fronte al solito deleterio papocchio.

domenica 16 settembre 2012

La bella favola di Annalisa Minetti.




Dico la verità, quando nella lista dei partecipanti alla finale paralimpica dei 1500 metri, ho letto il nome Annalisa Minetti, credevo si trattasse di una banale omonimia. Non pensavo proprio che quella bellissima ragazza  non vedente che aveva vinto il festival di Sanremo del 1998, fosse anche diventata un' eccellente mezzofondista. Invece era proprio lei, oggi trentacinquenne, a correre insieme alla sua "guida" Andrea Giocondi,  lungo la pista dello stadio londinese gremito come nelle migliori occasioni. L'ho vista vincere pur arrivando terza alle spalle di due atlete ipovedenti (cioè che hanno almeno un decimo di visus) che un assurdo regolamento ha messo nella stessa gara, conquistando la medaglia di bronzo assoluta e stabilendo il record del mondo della sua categoria. Una gara affascinante soprattutto dal punto di vista sportivo, il che fa cadere tutti i pregiudizi di coloro che vogliono far apparire le Paralimpiadi come un fenomeno da baraccone. In realta la gara della Minetti, esemplificativa di tutto l'ambiente paralimpico, è la dimostrazione di quanta preparazione , quanto lavoro ci siano dietro i tanti brillantissimi risultati, esattamente come nello sport "normale".
Il pubblico inglese ha partecipato in gran numero; nello stadio dell'atletica come nel bellissimo "acquapark" dove si svolgevano le gare di nuoto,  nel palazzetto dello sport e nel velodromo, per le restanti discipline, ha fatto registrare un numero di presenze quasi al livello delle recenti Olimpiadi. Anche chi ha seguito le gare in tv ha vissuto momenti di commozione, di entusiasmo per le imprese degli atleti che manifestavano la propria gioia per aver magari realizzato il record del mondo o soltanto perchè avevano realizzato il sogno di far parte del fantastico mondo paralimpico.
Le parole di Annalisa, alla fine della gara, esprimono in pieno ciò che lo sport in genere dovrebbe essere e ciò che lo sport paralimpico si prefigge: " Spero che questa vittoria sia un traino morale per tutti i diversamente abili che vogliono praticare una disciplina sportiva e nello stesso tempo dia il via ad un cambio culturale dell'atteggiamento nei nostri confronti. Noi qui vogliamo essere considerati semplicemente degli atleti, come nella vita vogliamo essere considerati semplicemente delle persone."