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sabato 9 novembre 2013

Figli di una vecchia canzone.

 
Rca-group
E' tanto che non scrivo.  All'indomani della soluzione dei problemi di salute  che mi hanno tenuto per molto tempo lontano dal blog, ecco insorgere ua sorta di apatia verso lo scrivere.
All'inizio non ho dato tanto peso, pensando che mi fossi, per così dire, arrugginito e che mi servisse solo riacquistare un po' d'allenamento, ma poi man mano che i giorni passavano, mi sono accorto che non era un'apatia verso lo scrivere in generale, ma che essa riguardava, più che altro, i fatti di cui avrei dovuto scrivere.
Chiunque abbia letto qualcuno dei miei post, saprà che scrivo prevalentemente di politica, poichè ho sempre pensato che essa sia il motore degli accadimenti che influenzano la nostra vita e che esistano, per tutti noi, solo due opzioni di fronte ad essa: parteciparvi oppure subirla.
Eppure malgrado mi sforzi, guardando la situazione politica nazionale, non riesco davvero a trovare spunti degni di nota; davvero non ricordo una situazione così statica negli ultimi 30 anni:
Cè 'è un governo che per voce del suo capo Letta, è più impegnato a spegnere le polemiche create dai partiti che lo sostengono, che a formulare proposte politiche innovatrici. C'è il solito Berlusconi che  disfa e ricompone il suo schieramento a seconda dei suoi guai personali, c'è un centro sinistra quanto mai silente e infine c'è il solito Grillo sempre occupato a rompere gli schemi e non solo quelli...
Insomma di cosa dovrei scrivere? Preferisco  dedicarmi ad altro, magari pensare agli anni in cui la politica era una passione vera, pur accorgendomi di entrare a far parte della schiera di personaggi descritti dalla stupenda " Nata sotto il segno dei pesci" di Antonello Venditti e di rischiare di rimanere soltanto figlio di una vecchia canzone.
 

lunedì 9 settembre 2013

Ritorno alla realtà.

 
Eccomi finalmente tornare a scrivere dopo qualche mese un po' difficile, a causa di un problema di salute. Il primo istinto sarebbe quello di raccontare tutto quello che mi è successo in questo periodo in cui, per forza di cose, mi sono dovuto confrontare con il sistema sanitario nazionale, pubblico e privato, ma vi risparmio l'immaginabile odissea vissuta e dico soltanto che si è rafforzata in me l'idea che in medicina , uno più uno  non fa mai due.
Questi mesi in cui sono stato costretto a pensare, più che altro, alle problematiche personali che via via mi si presentavano davanti, mi hanno fatto capire che puo essere anche un vantaggio non essere aggiornati sull'attualità. Niente telegiornali, niente carta stampata, giusto qualche notizia sulla prima pagina di google, quelle poche volte che avevo tempo e voglia di stare al pc, mi hanno dato l'illusione di vivere in un mondo diverso in cui hanno valore soltanto gli affetti  famigliari, la premura degli amici, la voglia di stare bene.
Purtroppo sappiamo bene che non è così e che gli eventi esterni spesso influenzano la nostra vita, così il rituffarsi nella "normalità" è una sorta di ritorno alla realtà, dove poi non c'è da stare tanto allegri.
In politica, ad esempio, il solito  Berlusconi è sempre alle prese coi suoi problemi giudiziari che fa scontare ad un governo che arranca faticosamente. Il solito Grillo anzichè contribuire a migliorare il paese, preferisce gesti di protesta eclatanti e la sinistra rappresentata dal Pd, è alla perenne ricerca di una propria identità.
Anche il quadro politico internazionale è quanto mai critico con la crisi siriana in prima pagina  dove gli Stati Uniti sembrano ormai schiavi dell'effimera immagine di guardiani della giustizia mondiale. Obama, confrontandosi con l'ex alleato Assad,  ha questa volta dimostrato, soprattutto per esigenze elettorali interne, scarso senso di moderazione lanciandosi in dichiarazioni molto pericolose per la stabilità politica internazionale.
Unica nota positiva sono state le parole e l'impegno di Papa Francesco,culminato con l'invito  per una giornata di meditazione mondiale che mi auguro abbia fatto meditare soprattutto i diretti interessati.
Concludo così questo mio primo post dopo i mesi d'assenza, esprimendo la mia gratitudine a tutti gli amici che in questi mesi, hanno continuato a lasciare commenti sul blog, A tutti loro un grazie di cuore e la promessa di ricambiare l'affetto dimostratomi.
 

mercoledì 17 aprile 2013

Senza le ali giuste non si vola.

http://www.lettera43.it/upload/images/02_2013/l43-bersani-renzi-130201191649_medium.jpg
Che all'interno del PD vi fossero varie anime non era certo un mistero. All'indomani delle primarie avevo infatti scritto che solo il tempo e l'eventuale cambio generazionale avrebbe potuto colmare il gap esistente tra ex democristiani, ex comunisti, ex socialisti etc. etc.
Tuttavia non ci si aspettava che proprio in un'occasione politica come quella generatasi dopo il voto di febbraio, difficile e delicata come poche altre, si scatenasse un conflitto interno così duro ed intransigente.
Non è mia intenzione schierarmi da una parte o dall'altra, chi ha seguito questo blog prima e dopo le primarie del partito, saprà che il mio sogno era quello di avere una donna, Laura Puppato, come segretario. Ciò nonostante le stesse regole della democrazia finalmente applicate attraverso l'introduzione delle primarie, avrebbero  poi dovuto far rispettare l'esito del voto determinando l'appoggio, da parte di tutti,  al candidato  prescelto.
Purtroppo ciò non è mai avvenuto ed ognuno è rimasto sulle proprie posizioni, cercando soltanto di trovare falle nell'operato dell'altro, onde far capire che la linea "vincente" era comunque la propria. Insomma si continua in questo individualismo esasperato, in questo "personalismo" che ormai la fa da padrone proprio in un campo, come la politica, dove invece il bene comune dovrebbe essere scopo primario per tutti. Così il sogno veltroniano chiamato Pd. dopo aver buttato al vento l'occasione elettorale coincidente con la crisi Berlusconi-Pdl, dando modo a questi ultimi di effettuare un recupero insperato, dà ora l'ennesima dimostrazione di inadeguatezza di fronte alla possibilità di governare il paese, che seppur per pochi voti, l'elettorato gli ha comunque conferito.
A questo punto  credo sia inutile continuare in assurdi voli pindarici parlando a nome di un partito che allo stato attuale esiste soltanto nelle aspettative dei suoi sostenitori e dove i vertici finalizzano l'azione politica, più che alle effettive esigenze del paese, al rafforzamento della propria posizione nel partito, . Meglio fermarsi un attimo a riflettere poichè se le divisioni appaiono così evidenti su un tema importante come quello delle possibili allenze di governo, non si può far finta di niente.
Quello che occorre è una serena disamina della situazione, che non può che portare all'ovvia constatazione che in questo modo il Pd rischia di avere i giorni contati. Se effettivamente si hanno a cuore le sorti di un partito che malgrado tutto raccoglie il consenso di un terzo degli elettori è opportuno un cambio di rotta soprattutto nei rapporti interni, un bagno di umiltà in cui ognuno riconosca i propri errori, cercando nel contempo di ripartire mettendo da parte ogni rancore personale. Il partito ha una grossa responsabilità nei confronti del Paese e se non si hanno le ali giuste per volare, perlomeno si continui a camminare tenendo i piedi ben piantati in terra.
Concludo affidandomi alle sagge parole di Trilussa, che ben sintetizza quest'ultimo assunto.

L'uguaglianza
(Trilussa)
 
Fissato ne l'idea de l'uguajanza
un Gallo scrisse all'Aquila: - Compagna,
siccome te ne stai su la montagna
bisogna che abbolimo 'sta distanza:
perché nun è né giusto né civile
ch'io stia fra la monnezza d'un cortile,
ma sarebbe più commodo e più bello
de vive ner medesimo livello.-

L'Aquila je rispose: - Caro mio,
accetto volentieri la proposta:
volemo fa' amicizzia? So' disposta:
ma nun pretenne che m'abbassi io.
Se te senti la forza necessaria
spalanca l'ale e viettene per aria:
se nun t'abbasta l'anima de fallo
io seguito a fa' l'Aquila e tu er Gallo.

sabato 23 febbraio 2013

La memoria dei martiri etiopici, come riflessione pre-elettorale.

http://haileselassie.files.wordpress.com/2011/03/abissina-1.jpg
 Un bel post di Cavaliere oscuro del web ci fa sapere che in Etiopia  il 19 febbraio è ricordato come Giorno della memoria dei martiri etiopici. Lo stesso giorno del 1937 infatti, durante il periodo dell'occupazione dell'Italia fascista, per ordine del vicerè Rodolfo Graziani, venne perpetuato uno dei più efferati massacri che non risparmiò nemmeno donne e bambini. Potrete leggere di seguito l'articolo completo pubblicato da Marginalia e credo possa essere oggetto di riflessione per tutti, ma specialmente per coloro che ancora credono che il voto non serva a niente.
Non è una notizia infatti che in Italia ci siano ambienti "nostalgici" di quel periodo, ben rappresentati da forze politiche che non hanno mai rinnegato il fascismo.  La Destra, Fiamma Tricolore, Forza Nuova, per citarne alcune, insieme alle "new entry" Fratelli 'Italia e Casa Pound  si presentano fiduciose al voto di domenica. Inoltre il leader del più grande partito di centrodestra, ovvero Silvio Berlusconi, che si arroga il diritto di dare a tutti  lezioni di democrazia, non più di un mese fa dichiarava: "Mussolini, a parte le Leggi Razziali ha fatto bene.", significando che una legge contro la dignità dell'essere umano sia una cosa di poco conto, ma anche dimostrando di avere scarsa memoria riguardo l'aggressione fascista in Libia, quella etiopica di cui si leggerà, l'entrata in guerra del nostro paese al fianco di un assassino di massa come Hitler e tutte le atrocità commesse dal regime contro chiunque avesse idee politiche diverse (delitto Matteotti, reclusione di Gramsci etc.).
Vi lascio alla lettura dell'articolo citato, nella speranza che essa, domani, faccia venire la voglia anche ai più refrattari, di togliersi le pantofole e raggiungere il seggio più vicino, per esprimere una testimonianza di libertà.

Tratto da Marginalia:

"In Etiopia il 19 febbraio è ricordato come Sema’etat Qen (Giorno dei martiri o Giorno della memoria), ovvero l'anniversario di uno dei più efferati massacri perpetrati dagli italiani durante l'impresa coloniale fascista in Etiopia: il 19 febbraio 1937, come rappresaglia per il fallito attentato contro il vicerè Rodolfo Graziani (che già si era distinto per la brutalità nell'occupazione della Libia, tanto da meritare l'appellativo di "macellaio del Fezzan"), si scatenò per le strade di Addis Abeba una vera e propria "caccia all'indigeno" , che non risparmiò nessuno - uomini, donne,bambini/e - e fu condotta "coi sistemi del più autentico squadrismo fascista", come ricorda uno dei testimoni di quella vicenda, il giornalista Ciro Poggiali. Dopo la guerra, su richiesta dell'Etiopia Graziani venne inserito dall'Onu nella lista dei criminali di guerra (per l'uso di gas tossici e bombardamenti degli ospedali della Croce Rossa), ma non venne mai processato per questi crimini. Da anni la comunità etiopica si adopera affinché anche in Italia - dove ancora è forte la resistenza a fare i conti con il proprio passato coloniale - il 19 febbraio diventi una data-simbolo. Pubblichiamo dunque l'appello diffuso in questi giorni per il Sema’etat Qen, invitando tutte/i a diffonderlo: "La data del 19 febbraio, rappresenta per il popolo etiopico il “Giorno della Memoria” in cui sono state commesse atrocità terribili durante il periodo dell’aggressione e dell’occupazione da parte dell’Italia fascista (1935-1941). Questa giornata è stata assunta a simbolo di tutti quegli anni in cui gli etiopi hanno dovuto subire sofferenze, sacrifici e lutti indimenticabili. Gli accadimenti di quel giorno e di quelli immediatamente successivi riguardano in particolare la spietata e diabolica rappresaglia scatenata dai fascisti per vendetta, in seguito ad un attentato, compiuto dai patrioti etiopi, contro il viceré Rodolfo Graziani ed altri gerarchi del suo seguito ed avvenuto nella capitale Addis Abeba occupata e martoriata. Il 19–20 e 21 febbraio 1937 sono stati massacrati senza pietà alcuna più di 30.000 cittadini etiopi, quasi tutti civili, anziani, donne, bambini e mendicanti. Alcuni di loro furono addirittura bruciati vivi nelle proprie case, i tradizionali “tucul” di fango, legno e paglia, dove cercavano rifugio nascondendosi dai scatenati criminali militari e civili italiani che risiedevano nella capitale. Oltre ad essere ricordata nel nostro Paese, l’Etiopia, la ricorrenza è celebrata nelle maggiori città del mondo dove sono presenti e vivono numerosi cittadini della diaspora etiopica. Quest’anno la ricorrenza è particolarmente sentita, in particolare a dimostrazione della più assoluta condanna da parte delle comunità etiopiche, a causa dell’edificazione ad Affile, un paesino situato sull’altipiano di Arcinazzo, a 60 km circa da Roma, di un monumento in onore di colui che è definito il “macellaio d’Etiopia” e cioè proprio il generale Graziani, riconosciuto anche dalle Nazioni Unite come criminale di guerra e responsabile, al pari di Mussolini e ad altri gerarchi ed ufficiali fascisti. Fra gli altri atroci e numerosi crimini ordinati dal Graziani, ricordiamo l’assassinio di più di 1.200 monaci e chierici cristiani, alcuni di questi giovani orfanelli, della più importante città conventuale dell’Etiopia, Debre Libanos, distante circa 100km da Addis Abeba. Vi invitiamo a partecipare ed a promuovere questa iniziativa, per dimostrare come gli onesti e democratici cittadini italiani non tollereranno mai che vengano onorati i criminali ed offese più di un milione di vittime, come i martiri e resistenti patrioti Etiopi".

PS: mi scuso per l'immagine cruenta, ma ho ritenuto fosse necessario dare una prova concreta di quell'atroce carneficina.

domenica 3 febbraio 2013

Politiche 2013, avanza il partito dei disillusi.

 
La satira politica in genere prende spunto dalla realtà e porta all'eccesso determinati comportamenti, cercando in questo modo di evidenziarne gli aspetti più ridicoli. Anche il titolo de "il Vernacoliere", foglio satirico livornese, rispetta questa regola riferendosi all'attuale campagna elettorale, che vede una scena politica quanto mai confusa e frammentaria.
La frammentarietà è dovuta al proliferare di liste e listarelle che malgrado la "sforbiciata" della Cassazione sono ben 158. Alcune di queste appoggiano i candidati premier dei maggiori partiti, altre ne presentano uno proprio. Tanto per fare degli esempi, c'è la lista del Magistrato Antonio Ingroia (Rivoluzione Civile), quella del giornalista Oscar Giannino (Fare per Fermare il Declino), quella del deputato europeo Mogdi Allam (Io Amo l'Italia), quella dell'ex pornodiva Ilona Staller (Democrazia, Natura, Amore).
Beninteso, non si vuole qui criticare un diritto sancito dalla costituzione, nè discutere delle buone intenzioni delle persone, ma in un momento in cui, per uscire da una situazione  di crisi economica  e di disagio sociale, occorrerebbe unità d'intenti programmatici, mi chiedo a cosa serva questa tendenza individualista a ricercare ognuno la propria soluzione. E' indubbio che tutto ciò ingeneri nell'elettorato, confusione  e disamore per la politica da cui deriva un diffuso qualunquismo e una massimizzazione dei soggetti politici. 
Non si sottraggono a tale tendenza nemmeno i leader degli schieramenti politici tradizionali,. molto più occupati nell'additare all'altrui ambiguità che ad esporre i propri programmi di governo. Per cui, sul piano prettamente politico, non si nota una volontà  ben definita di progettare qualcosa di nuovo. Come già scritto, in un post precedente, malgrado il successo delle Primarie del Pd, l'elezione di Bersani a candidato premier non ha portato una maggiore aggregazione delle forze a sinistra. Dall'altra parte, Berlusconi, riuscito in extremis a raggiungere un accordo peraltro ambiguo, con quel che resta della Lega,  continua nei suoi soliti e populistici proclami.  Anche l'ingresso di Mario Monti, nella politica attiva  salutata da molti osservatori come una piacevole novità, non ha prodotto granchè di positivo, dato che l'ex presidente del consiglio, invece di mettere la sua competenza al servizio dello stato, cercando magari delle intese, insegue una solitaria e improbabile "occupazione" dello spazio politico di centro-destra. Infine la "novità" del M5S di Beppe Grillo, movimento d'opinione che ha senz'altro portato una ventata d'aria fresca in politica, lascia un po' perplessi poichè, sul piano della democrazia interna, date le note recenti vicissitudini, finisce per rappresentare soltanto l'opinione del fondatore.
Insomma è evidente che, ancora una volta,  la classe politica italiana ha  perso una buona occasione per fare un salto di qualità, anteponendo i soliti interessi "di bottega" ad una proposta politica seria e, soprattutto, al servizio dei cittadini.
Andrò a votare il 24 febbraio, (il mio senso civico è talmente radicato da poter essere considerato addirittura fobico), ma potenzialmente potrei far parte della folta schiera del partito dei disillusi, quello che accetterebbe di buon grado il provocatorio invito della vignetta del "Vernacoliere" o che, più concretamente, al seggio elettorale preferirà la classica gita fuori porta.

 

lunedì 7 gennaio 2013

Lista Monti, un rinnovamento "tecnico".


Forte del successo ottenuto durante il suo anno di governo, Mario Monti si presenta alle prossime elezioni politiche con una propria lista.
Beninteso, il "successo" montiano consiste nell'aver evitato all'Italia di fare la fine della Grecia, il che non è poco, ma non è nemmeno molto poichè agli aggravi fiscali ed al conseguente innalzamento di canoni e tariffe non è corrisposta un'adeguata  politica di sviluppo produttivo, per cui la situazione interna è peggiorata di molto ed oggi ci troviamo di fronte ad una vera e propria crisi sociale. Il Professore si giustifica dicendo che il tempo a sua disposizione è stato poco ed è convinto che sia necessario continuare in quella linea di rigore da lui tracciata nel corso del 2012. Eccolo allora formulare "una nuova offerta politica".
La sua sarà una lista civica, cioè non formata da parlamentari, ma da esponenti della società civile. Insomma dopo il governo tecnico ci sarà la novità della "lista tecnica" e sempra proprio che la politica, pur essendo fondamentale per il vivere civile e il fabbisogno dei cittadini, sia l'unico campo in cui non c'è bisogno di "formazione" per potervi avere accesso, (mi chiedo cosa accadrebbe se un'azienda, nell'intento di rinnovare il personale, selezionasse persone che non hanno nessuna esperienza nel campo d'interesse...) Ma tant'è questa è la nuova proposta politica Montiana e devo dire che pur non condivendone i contenuti,  penso sia comunque un fatto positivo, poichè consente a chi è lontano dalle idee del centrosinistra, di non dover obbligatoriamente tornare a votare la politica Bunga-Bunga di Berlusconi.
La cosa che invece mi lascia abbastanza perplesso è la costituzione di due diverse liste per Senato e Camera dei Deputati. Lo ha annunciato lo stesso Monti, nella conferenza stampa del 4 gennaio: "Ci sarà una lista unica al Senato, ('Con Monti per l'Italia' ) mentre alla Camera in coalizione ci saranno tre distinte liste: una della società civile che non includerà parlamentari (Scelta civica - Con Monti per l'Italia), una dell'Udc immagino con il nome di Casini e una di Fli con il nome di Fini".
Un quadro abbastanza complesso, per non dire astruso, che fa tornare alla mente la vecchia  politica delle correnti della DC, dove ogni elemento di spicco del partito aveva il proprio "partitino" con tanto di simboli, tessere etc., che gli permetteva di avere il corrispondente spazio nella direzione centrale e, soprattutto, nelle liste elettorali.
Insomma volente o nolente,  il Professore è dovuto sottostare alle esigenze "logistiche" di Fini e Casini e pur presentando liste prive di parlamentari, finirà poi per dover patteggiare con Udc e Fli i seggi che eventualmente otterrà.
Così il rinnovamento annunciato,  non appare per niente convincente e l'attuale azione politica di Monti, sembra  più che altro un'abile manovra volta a riempire, gradualmente, lo spazio formatosi a seguito della quasi irreversibile decadenza del partito del Cavaliere.
 
 

giovedì 20 dicembre 2012

Il probabile destino della mummia.


http://www.dagospia.com/img/foto/10-2012/silvio-berlusconi-196898_tn.jpg
Non più tardi di un paio di mesi fa, Berlusconi aveva chiesto scusa agli italiani dichiarando che nell'ultimo suo mandato politico.  non era stato capace di risolvere, nemmeno in parte, i problemi del paese.
Negli ultimi giorni invece continuando in quella sorta di sindrome dissociativa politica (se non psicologica), di cui si già scrivevo nel post "Il re è nudo", dichiara di volersi candidare per la sesta volta a candidato premier del centro destra.
Una dissociazione ora valida in tutti i sensi del termine,  specie nel Pdl dove il povero Alfano, come giustamente dice Benigni: "è passato dalle Primarie al Primario..." e dove anche alcuni suoi fedelissimi come Gasparri e La Russa prendono le distanze ed escono del partito, con la scusa di "rafforzare il Centro-destra. Anche tra i vecchi alleati come la Lega, la decisione del cavaliere di continuare ad essere il numero uno del centrodestra crea, a detta di Maroni: "disorientamento". 
Ma lui che, non solo per l'età, è ormai definito come "la mummia", continua imperterrito a dire tutto e il contrario di tutto. Inizia una vera e propria televendita di se stesso (ecclatante quella effettuata in Domenica Live, di Barbara D'urso, con tanto di "istruzioni" alla conduttrice, sulle domande da fargli) riproponendo tutti i vecchi slogan , tra cui non poteva mancare la classica eliminazione dell'IMU.  Sulla politica estera fa proclami arroganti riguardo la Merkel e la "egoista" economia tedesca, mentre sulla crisi economica di casa nostra, giunge alla farsesca conclusione che lo spread ,in realtà, è un imbroglio inventato da Monti il cui governo “ha portato una situazione di crisi, molto peggiore di quando c'eravamo noi al governo.” Chi a questo punto si fosse convinto che la linea politica berlusconiana si fondi sullo scontro con l'attuale capo del governo, (peraltro sostenuto per circa un anno), viene subito sconfessato, poichè il leader di Arcore propone lo stesso Mario Monti come possibile candidato del centrodestra, incredibile ma vero!
Eppure in tutta questa comica, ma anche tragica situazione, visto che poi si parla del futuro di tutti noi, c'è un aspetto in cui l'azione politica di Berlusconi continua a dimostrare una certa coerenza ed è sicuramente quello della difesa dei suoi interessi personali. Infatti, tra un processo e l'altro, fa in modo che il Pdl tolga improvvisamente l'appoggio al Governo Monti, scelta irresponsabile e davvero singolare se si considera che mancavano nemmeno 90 giorni alla fine naturale della legislatura e tuttavia spiegabile con la necessità di avere più tempo per la citata televendita elettorale e soprattutto utile per evitare che l'attuale governo vari davvero il decreto sulla non eleggibilità dei condannati in primo grado, cosa che escluderebbe il cavaliere dalla corsa elettorale.
Tutto quello che sta accadendo sulla scena politica è comunque sotto gli occhi di tutti ed è da credere che, al netto di eventuali autogol del centro sinistra, il destino di Berlusconi  sia ormai segnato e che, con la probabile sconfitta elettorale, egli passi dalla padella politica in cui attualmente si trova, ad una futura brace dove si spera che lui ed i suoi accoliti ardano, politicamente, per sempre.

sabato 10 novembre 2012

Grillo il fenomeno!

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L'agenda politica italiana è quanto mai piena di avvenimenti contraddittori che rendono instabile il clima politico, già di per sè in precario equilibrio. I bisticci dei candidati alle primarie del Pd si sovrappongono alle estemporanenee e controproducenti dichiarazioni di Berlusconi, come il tutti contro tutti all'interno del Pdl, fa da sponda alle vicende giudiziarie che rischiano di far dissolvere l'Italia dei Valori. Da tutto questo trambusto emerge il nome di Beppe Grillo, unico personaggio politico, forse poco convenzionale, che continua a mietere successi elettorali e mediatici.
C'è chi, come il segretario del Pd Bersani, si lamenta dell'eccessiva attenzione che i media riservano all'ex comico genovese, accusandoli di pubblicizzare oltre modo le sue esternazioni, eppure, a mio modo di vedere, il leader del movimento 5 stelle può essere definito più come un fenomeno mediatico che politico. Egli conosce bene come funzionano i media e soprattutto il mezzo televisivo ed è abilissimo a sfruttarne pregi e debolezze. Pur fondando un movimendo che opera sulla rete e dichiarando, sin dall'inizio, la sua avversione per i mezzi di comunicazione tradizionali, finisce spesso per apparire sulle prime pagine di giornali e notiziari tv. L'ex show man televisivo riesce sempre a fare notizia, sia che  giochi a fare lo sfascista e poi , improvvisamente proponga un'inverosimile candidatura di Di Pietro al Quirinale, sia che, fra battute sessiste e comunicati in rete, esterni la sua insofferenza nei confronti di esponenti del suo stesso movimento che si discostano dal suo pensiero.
Allora l'unica reale azione politica di Grillo è forse questa azione "anti mediatica" che poi diventa mediatica? Se così è non appare più tanto strano  che inviti i suoi a non partecipare ai talk shows televisivi, poichè egli sa bene che può ottenere il consenso del suo elettorato di riferimento solo sfuggendo alla omologazione dei mezzi di comunicazione di massa.
Resta misterioso invece, a mio parere, lo scopo di questa ricerca di consenso, dato che nei casi in cui il suo Movimento ha ottenuto dei successi elettorali, (comune di Bologna  e regione Sicilia) ha rifiutato ogni sorta di collaborazione con altre forze politiche, rinunciando implicitamente ad ogni ipotesi di governo. Del resto andando a leggere lo statuto del M5S si nota come il non allearsi con i partiti tradizionali sia condizione inprescindibile per l'esistenza del movimento stesso, che si definisce "Allenza di cittadini" non soggetti alla mediazione di alcuno.
Allora ritenendo  improbabile un risultato elettorale che conferisca al movimento grillino la maggioranza assoluta, credo che il ruolo di "Grillo il Fenomeno" finisca per essere quello di mero rappresentante degli scontenti e che, come  "Jimmi il Fenomeno" (comico-caratterista fino a qualche anno fa) egli non possa andare oltre il ruolo di semplice comparsa, nel panorama politico italiano.

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lunedì 29 ottobre 2012

Il re è nudo!

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Faccio sempre fatica a leggere o ad ascoltare i messaggi mediatici di Berlusconi e non perchè mi faccia trasportare da una sorta di razzismo politico che in realtà non mi appartiene, piuttosto perchè mi trovo davvero a disagio di fronte alle sue esibizioni. Infatti, sebbene esse abbiano lo scopo di apparire come una prova di forza verso un ormai fantomatico nemico, a mio modo di vedere, finiscono per evidenziarne tutte le debolezze.
Anche nell'ultima performance mediatica del Cavaliere ciò avviene in modo eclatante.
In primis appare deleteria la sua  affermazione di voler comunque rimanere sulla scena politica, pur non candidandosi nuovamente come premier. Una siffatta decisone, delegittimando implicitamente l'attuale segretario Alfano, ha creato una situazione di caos all'interno del Pdl ed ha infastidito non poco anche  gli eventuali futuri alleati.
Incredibile poi la sua arrogante e pretestuosa minaccia di togliere l'appoggio al governo, che oltre a provocare malumore all'interno della compagine governativa e delle istituzioni, ha messo in imbarazzo i vertici del partito, dando altresì l'ennesima prova di una concezione egemonica, nella gestione dello stesso Pdl.
Tuttavia tralasciando la motivazione  politica che, come evidenziato, sembra essere più nociva che utile per la parte politica che egli rappresenta, non resta  che riportare la decisione di Berlusconi di non lasciare la politica attiva, a motivi di carattere personale.
Ed è qui che, secondo me, si raggiunge davvero un livello grottesco. L'ex Premier infatti, riferendosi alla recente condanna per frode fiscale, dichiara: "mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia ed evitare che ad altri cittadini possano capitare queste cose...".  
In verità osservare  la sua faccia inceronata di uomo tra i più potenti del mondo, mentre pretende di far parte della schiera degli oppressi, non può che rappresentare una scena veramente ridicola.
Non vorrei mai dubitare della buona fede delle persone e non lo farò nemmeno con il Cavaliere, ma la sensazione è che  sia ancora peggio.  Vorrebbe dire che per anni siamo stati governati da un pazzo visionario, da una sorta di "Re nudo" circondato da cortigiani che si premuravano di compiacerlo e che si  guardavano bene dal metterlo di fronte alla realtà, un sovrano  acclamato e festeggiato anche dal popolo, incapace di riconoscerne la pur evidente nudità.
Se nella favola da cui trae origine il titolo di questo post,  l'incantesimo è spezzato da un bimbo che, sgranando gli occhi, grida: "Ma il re non ha niente addosso!", nella realtà  la speranza è che anche il popolo italiano trovi il coraggio di sgranare, definitivamente, i propri occhi.
 

venerdì 21 settembre 2012

Il ritorno del Cavaliere.

http://www.terranews.it/sites/default/files/images/user/8193-silvio_berlusconi.jpg
Ebbene si, è tornato! Dopo mesi di silenzio in cui la sua unica azione politica è stata la vendita dei due calciatori del Milan, Thiago Silva e Ibrahimovic, per la modica cifra di 75 milioni di euro, Berlusconi è tornato a far sentire la sua voce. Lo ha fatto all'indomani dello scandalo Regione Lazio, dove la presidente Polverini, dopo aver ammesso il grande sperpero di denaro pubblico, è sull'orlo delle dimissioni. Tuttavia chi si aspettava che l'ex presidente del consiglio spendesse qualche parola sull'operato dell'amministrazione regionale espressione della sua passata coalizione, si sbagliava di grosso. Come già nella vicenda "Formigoni" il Cavaliere si comporta come se nulla fosse accaduto ed anzi rilancia le vecchie formule del Berlusconismo. Così eccolo arringare il popolo con l'ennesimo proclama: "Basta rigore, toglieremo l'IMU!". 
Insomma dopo aver portato il paese sull'orlo del "default"ed aver lasciato in tutta fretta, nello scorso ottobre, la poltrona di Capo del Governo, consegnando ad altri l'onere di salvare l'Italia, ora torna a farsi sentire e non trova altro da fare che riproporre quella stessa idea politica che aveva prodotto il recente disastro.  Si dimostra "politicamente scorretto" nei confronti di Monti e della compagine governativa che la sua forza politica sostiene in parlamento, ma soprattuto propone, ancora una volta, il suo arrogante populismo.
Che dire? Nemmeno la consapevolezza di aver contributo in modo determinante all'avvento della grave crisi che ha colpito l'Italia e che tuttora pone gravissimi problemi di occupazione e disagio sociale, fa si che Berlusconi e i suoi fedelissimi, cambino atteggiamento e lascino la ribalta politica ad altri.
Allora non resta che aspettarci, alle prossime elezioni politiche, l'ennesimo Berlusconi candidato premier del Pdl.  L'ideale sarebbe una sonora sconfitta del Cavaliere che lo convincesse che la maggior parte degli italiani non si lascia più abbindolare dalle sue "farneticazioni".
Ovviamente dovrebbe anche accadere che la coalizione di centro sinistra che conseguentemente andrebbe a governare il paese, fosse poi all'altezza della situazione ricreando un clima politico sobrio e soprattutto capace di risolvere i tanti problemi che affliggono gli italiani.
Spero tutto ciò non sia soltanto fantapolitica e che non ci si trovi nuovamente di fronte al solito deleterio papocchio.

martedì 24 gennaio 2012

Forconi e liberalizzazioni.

Prendo spunto da un commento dell'amico Erborista1, per esprimere il mio parere circa l'ultimo decreto governativo sulle liberalizzazioni e sull'ondata di proteste che proprio in queste ore percorre tutto il paese.
Dico subito che se dietro la parola liberalizzazione si nascondesse la volontà di privatizzare quel poco di pubblico che ancora rimane, sarei nettamente contrario, innanzitutto perchè visti i risultati di alcune passate privatizzazioni eccellenti quali le Poste o le Ferrovie, non credo proprio che ciò abbia portato dei reali benefici. Inoltre non dimentico, come cittadino del sud, che fino a poco più di mezzo secolo fa (non nel medioevo) nelle nostre case non c'era l'acqua corrente o l'energia elettrica e solo enti statali hanno potuto fornire questi servizi essenziali, a prezzi accessibili a tutti.
Fatta questa premessa aggiungo che qualcosa occorre pur fare per creare qualche nuovo posto di lavoro e quindi sviluppo, crescita. Allora non ci vedo niente di male nel liberalizzare l'apertura degli esercizi commerciali, in questo modo le Coop o altre grandi distribuzioni, dovendo allungare l'orario di lavoro magari assumeranno nuovo personale. Come pure aumentando il numero delle farmacie,

domenica 13 novembre 2011

Game over?

http://www.ansa.it/
Dopo aver rassegnato le dimissioni, Berlusconi esce da una porta secondaria e non è più costretto a passare in mezzo alla folla in festa, a risentire quei cori in cui spicca la parola "buffone" o a rivedere quel cartello "Game over" sulla facciata del Quirinale.
Non scrivo questo post per partecipare alla festa, non mi interessa, anche perchè  più che brindare ad una sconfitta della squadra avversaria, preferirei di gran lunga brindare al successo della mia. Scopo del post è invece capire come mai l'uomo delle tante sicurezze, l'uomo dal sorriso beffardo e dalla battuta adatta ad ogni circostanza, improvvisamente cede il passo, espone la sua debolezza e non solo ammette le sconfitta, ma si dichiara anche disposto a sostenere un governo di cui non farà parte, un governo aperto addirittura agli odiati nemici "comunisti". Non è cosa da poco per uno che ha sempre dichiarato che dopo di lui ci poteva solo essere un ritorno alle urne. Cos'è allora questa improvvisa riscoperta del senso dello stato?

mercoledì 9 novembre 2011

Lo strano destino della democrazia italiana.

http://www.tgcom.mediaset.it/
Il voto espresso alla Camera ha dato il via libera al Rendiconto dello stato con 308 voti a favore. Il dato certifica che il rendiconto presentato dal governo viene approvato, ma dal punto di vista politico rivela che all'appello mancano 8 voti,ovviamente non conferiti da esponenti della stessa maggioranza che sostiene la compagine governativa. Un fatto grave che ha molto amareggiato Berlusconi che sembra aver commentato l'accaduto, scrivendo una nota del tipo "308 voti -8 traditori" dichiarando successivamente: ''E' chiaro ed evidente che c'è un problema di numeri, ora serve subito una riflessione per decidere sul da farsi", Recatosi poi dal Presidente Napolitano per riferire sull'esito del voto, ha infine comunicato la sua intenzione di farsi da parte dopo l'approvazione della Legge di Stabilità.
E' chiaro ormai a tutti che questo voto rappresenta l'apice della crisi profonda

venerdì 9 settembre 2011

La manovra infinita


http://247.libero.it/img_news
 Il maxi emendamento approvato dal senato con l'ennesimo voto di fiducia, ha permesso al decreto legge contenente la nuova manovra del governo di passare all'esame delle camere dove, la settimana prossima, sarà prevedibilmente approvato ricorrendo peraltro di nuovo alla fiducia.(ieri 15/9)
Questo bis della manovra che già era una correzione della manovra precedente, dimostra ancora una volta lo stato confusionale in cui si trova l'attuale governo. Tuttavia non è intenzione di questo post rimarcare la contrarietà di chi scrive verso l'indirizzo politico post liberista della compagine governativa, quanto mettere in evidenza che attualmente non c'è nessun indirizzo politico, nessun piano strategico di costruzione di una nuova società, nessun reale bisogno di risamento dell'economia nazionale, alla base delle decisioni che man man mano vengono prese. In realtà gli scopi, gli interessi  di Berlusconi e del suo entourage derivano soprattutto da problemi interni, alla stessa coalizione. Tremonti continua a fare e rifare conti che non tornano mai,

venerdì 27 maggio 2011

Gli idioti senza cervello.

http://www.movieplayer.it/homevideo/
Non è facile commentare quanto sta accadendo in questi ultimi giorni che precedono il secondo turno delle elezioni amministrative. Il "senza cervello" attribuito da Berlusconi a coloro che votano la sinistra è talmente fuori da ogni regola etica e di buon senso da poter essere considerato, a primo acchitto, solo come un delirio dialettico, dettato dal nervosismo che pervade tutta la compagine del Pdl di fronte ad un'eventuale sconfitta elettorale a Milano e a Napoli. Invece un'analisi più attenta, può far scoprire che ciò è parte di una manovra ben precisa che affonda le sue radici in quella nuova esemplificazione del "pensiero unico" che prende il nome di Berlusconismo. Non a caso anche la campagna della Lega sposa questo tipo di strategia,

mercoledì 18 maggio 2011

Amministrative 2011, qualcosa si muove...


 Da una prima analisi del risultato del primo turno delle elezioni amministrative si evidenzia la buona tenuta del dato di affluenza alle urne. Secondo i dati del Viminale infatti, la percentuale dei votanti per le provinciali è del 59,62% contro il 60,88% della precedente elezione, mentre per le comunali la percentuale è stata del 71,4% contro il precedente 72,85%. Questo leggero calo, può essere considerato, se non un'inversione di tendenza, perlomeno il mantenimento di un livello accettabile di affluenza, tale da poter essere visto in una prospettiva positiva.
Venendo ai risultati dei candidati e degli schieramenti in campo, non mi appassiona più di tanto indicare chi abbia vinto e chi abbia perso(materia sempre facilmente plasmabile a uso e consumo dei contendenti), anche perchè sarebbe un'analisi alquanto prematura in vista dei ballottaggi del 29 e 30 maggio, vorrei invece sottolineare alcuni aspetti scaturiti dai risultati di questa tornata elettorale, che a mio modo di vedere, rappresentano delle piccole novità e, nella staticità del sistema politico italiano, vedere qualcosa che "si muove" costituisce sempre motivo di interesse.

mercoledì 20 aprile 2011

Una democrazia bloccata

informarexresistere.fr
Non passa giorno che Berlusconi non trovi il modo per lanciare un attacco alla magistratura. Sembra proprio che il suo primo pensiero, la sua prima preoccupazione, siano quelle di liberarsi dal pesante fardello costituito dai tanti procedimenti penali e civili in cui è implicato. Beninteso si può condividere l'impressione che ci siano un paio di magistrati che hanno un po' la fissa verso i casi riguardanti il premier e continuino ad aprire fascicoli a suo riguardo (fascicoli che tuttavia hanno sempre un riscontro oggettivo), ciò nonostante non si comprende perchè l'agenda politica della seconda carica dello stato, senz'altro quella più decisiva in fatto di governo del paese, sia piena di fatti e fatterelli riguardanti i suoi rapporti con i magistrati.
Detta tendenza è talmente forte che anche gran parte dell'entourage governativo

domenica 6 febbraio 2011

Vira a tribordo la nave governativa.


E' di qualche giorno la notizia che Berlusconi voglia fare un rimpasto del suo governo,  allo scopo di rinforzarlo e poter così andare avanti nella legislatura, incalzato com'è dalla Lega, dopo gli ultimi accadimenti in bicamerale in materia di federalismo.
Il rimpasto riguarda niente meno che Francesco Storace, leader di "La destra" formazione politica che aveva sempre ostentato la sua indipendenza da Berlusconi, fino ad arrivare ad una scissione da cui era nata "La destra-fiamma tricolore" capeggiata da Daniela Santanchè, che invece definiva il proprio partito «la destra leale a Berlusconi» e da cui è stata poi chiamata al governo (sottosegretario alla presidenza del consiglio) pur non essendo stata eletta nel 2008.
Insomma ancora trasformismo politico, che ormai va avanti da quando i "futuristi" hanno abbandonato il Pdl, ma si può dire che Berlusconi ormai gratti il fondo del barile perchè l'apertura a "La destra" seppure in gestazione già dall'intervento di Berlusconi, al congresso di quel partito dello scorso settembre, concluso dal "salutino" romano di berlusconi e dal bacio tra i due leader, sembra comunque un escamotage tanto discutibile quanto inutile.
Non si capisce infatti cosa possa offrire di positivo il partito di Storace che di destra ha solo il nome e poco più. Vero che cavalca alcune idee care ai liberali come la sicurezza, ma fondamentalmente si richiama ai valori del vecchio Msi post-fascista e filorepubblichino che ha sempre guardato con sospetto al sistema capitalista e mantiene una vecchia serie di pregiudizi sull’atlantismo, il ruolo dell’America, la questione israelo-palestinese eccetera. Senza dimenticare le parole di Storace contro il Lodo Alfano  o quelle con cui denunciò,quando Fini nel 2007 si presentò insieme a Berlusconi nell'allora federazione del PDL, "lo scandalo per cui avremmo dovuto accontentarci del rancio che ci veniva offerto, buttando a mare la nostra storia e la nostra gente. Ma noi siamo usciti da An perche' non volevamo entrare nel Ppe, non vedo perche' dovremmo entrarci con Berlusconi". O ancora nel 2008, a proposito della vicenda dei sondaggi falsi al Tg1, quando dichiarò:: "Berlusconi è un fuorilegge. L'unica risposta è in sede penale e soprattutto civile. L'ultima sconcertante esibizione sui sondaggi falsi, al Tg1, denota uno straordinario sprezzo delle regole."
Anche la base de "La destra", almeno dai primi commenti che si leggono su internet, sembra non gradire troppo questo coinvolgimento nel governo e rivolge a Storace la stessa accusa che lui ha rivolto a Fini, quando si alleò con Berlusconi e cioè di essere un traditore.
Già, il nome di Gianfranco Fini torna sempre e l'avversione verso l'ex leader di alleanza nazionale  sembra essere l'unico aspetto che accomuna questa nuova alleanza, l'ultimo  carburante del cabotaggio della nave governativa.

martedì 25 gennaio 2011

Il caso Cuffaro e il perfettismo Berlusconiano.

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 7 anni di Carcere per Salvatore Cuffaro, ex Governatore della Sicilia e, fino a ieri, senatore dei Popolari di Italia Domani, il movimento scissosi dalla UDC, lo scorso ottobre e passato repentinamente dall'opposizione, al pieno appoggio alla maggioranza di governo.
La corte quindi conferma la sua collusione con Cosa Nostra, consistente nell'aver fornito informazioni circa la presenza di microspie piazzate dai Ros nell'abitazione del boss di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro.
C'è un senso di sollievo quando qualcosa in Italia, specie in politica, può dirsi definitivo e c'è un senso di sollievo soprattutto perchè non si parla di complotto o di trama delle solite toghe rosse, anzi proprio l'ex Governatore ha affermato che rispetta l'opera che la magistratura ha portato a termine. Ci mancherebbe altro, si dirà, ma in realtà basta guardare le pagine dei giornali degli ultimi giorni o rifarsi ai casi Dell'Utri o Previti per accorgersi che non è quasi mai così.
Il ministro Alfano a tal proposito, nel corso di un'intervista a Sky Tg24, parlando di Cuffaro, ne ha evidenziato "la dignità del contegno in tutti questi anni e da ultimo proprio ieri.." poi riferendosi alla vicenda Berlusconi, ha biasimato ogni parallelismo adducendo che Il premier è solo indagato e non condannato in modo definitivo.
Pur tralasciando la patetica solidarietà che, attraverso la dignità del comportamento, cerca di compensare ciò per cui Cuffaro è stato riconosciuto colpevole, è curioso constatare, nelle parole del Guardasigilli, questa ennesima logica dei "due forni"  dove il rispetto verso le autorità inquirenti e la magistratura in genere, non è dovuto in quanto espressioni di una istituzione dello stato,  ma solo perchè le circostanze costringono a farlo.
Quindi Berlusconi può dire ogni nefandezza nei confronti dei  magistrati  impegnati nelle indagini sul "Rubygate", perchè è solo indagato, mentre Cuffaro, che è stato condannato, è da  ammirare perchè...accetta con dignità la condanna!!
Sembra una barzelletta, eppure è proprio così che, da anni, una parte della politica si difende da indagini e processi nei confronti di propri appartenenti.
E' uno dei tanti capisaldi del Berlusconismo: parallelamente alla "delegittimazione dell'avversario" in campo prettamente politico-elettororale, ecco la "non condivisione delle regole" nei campi in cui il potere del capo può venir messo in discussione dalle "regole" preesistenti, come la Costituzione, le prerogative del Capo dello Stato e degli organi di garanzia e soprattutto la Magistratura.
In questo modo non si va mai a discutere della sostanza di un'indagine giudiziaria, di un processo penale, di una critica politica, ma ci si ferma al "come" o, addirittura al "perchè" discuterne, si insinua  il sospetto che gli "altri" non siano in buona fede e si pone il presupposto di essere sempre dalla parte della ragione,  insomma un mondo di "perfetti" in perenne lotta contro "l'imperfezione del resto".
Purtroppo anche nel perfettismo berlusconiano, ogni tanto può verificarsi qualche piccolo incidente ed ecco i casi Cuffaro, Previti e, forse domani, Dell'Utri, ma tali imperfezioni vengono espulse  e sacrificate velocemente sull'altare del bene futuro.  In breve tempo il silenzio s'impadronisce di esse e  le trasforma in faccende di poco conto, che sono niente di fronte alla "grande perfezione".

giovedì 13 gennaio 2011

Quello che Bersani dovrebbe fare.

Trenta anni fa Berlinguer andò a Mirafiori a manifestare l'appoggio dell'allora Partito Comunista ai lavoratori Fiat che, sotto la minaccia di ben 14.000 licenziamenti, da 35 giorni bloccavano i cancelli della fabbrica, ma malgrado la sua ricerca di una soluzione dignitosa per i lavoratori, la famosa manifestazione dei 40.000 colletti bianchi, sottovalutata dal sindacato di allora, portò lo stesso sindacato ad una clamorosa sconfitta nei confronti del padronato, rappresentato all'epoca, da Cesare Romiti.
Per evitare che la storia si ripeta, Bersani, più che a Mirafiori, dovrebbe andare da Berlusconi, magari  per manifestargli personalmente il suo dissenso circa le ultime dichiarazioni sul referendum, ma  soprattutto per cercare, insieme al capo del governo, una soluzione che possa essere accettata da Fiom e azienda, una soluzione appoggiata da entrambi.
La bagarre politica, le questioni personali, le leadership di partito possono aspettare, i lavoratori e il popolo italiano no!
E' interesse di tutti, che la "politica" non perda questo treno.