![]() |
IL risultato delle ultime consultazioni elettorali è stato, sotto il piano della governabilità, il peggiore che ci si potesse aspettare, segnando il fallimento del bipolarismo e consegnando l'immagine di un paese dal futuro politico sempre più incerto.
Mai come in questo caso si può affermare che in realtà non ha vinto nessuno.
Non hanno sicuramente vinto personaggi illustri come Fini e Di Pietro addirittura non rieletti come deputati o i nuovi movimenti di Ingroia e Giannino che non hanno raggiunto il quorum necessario. Non ha vinto Casini, giunto con l'Udc al suo minimo storico(1,9%) che di per sè avrebbe escluso il partito dal parlamento e salvato soltanto perchè "miglior perdente" all'interno della coalizione di centro, dove anche Monti, pur avendo ottenuto un discreto consenso, è ben lontano da percentuali tali da garantirgli di essere determinante per la formazione di un'ipotetica maggioranza di governo.
Non ha vinto la Lega, tornata ad essere un partito dalla consistenza e valenza prettamente regionale e trainata in parlamento soltanto perchè in coalizione con il Pdl.
E nemmeno Berlusconi e il Pdl possono ritenersi vincitori poichè malgrado affermino di aver recuperato rispetto ai sondaggi (dato davvero empirico), hanno invece perso più di 15 punti percentuali rispetto alle politiche del 2008 e non ha vinto il centrosinistra, come ha onestamente riconosciuto Bersani, in quanto pur avendo ottenuto il maggior numero di voti, non raggiunge comunque il quorum per avere la maggioranza nei due rami parlamentari.
Ho lasciato per ultimo il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che da più parti viene indicato come l'unico vincitore di queste elezioni politiche. Effettivamente il 25,5% ottenuto dal suo movimento è un risultato unico nella storia, per una forza che praticamente partiva da zero, ma come già accennavo alla vigilia elettorale, questo grandissimo consenso popolare rischia di non servire a nulla se non lo si mette al servizio del paese. Intendo che il M5S, non dovrebbe lasciarsi scappare l'occasione di realizzare almeno alcuni dei suoi punti programmatici, quali ad esempio la riforma della legge elettorale, la riduzione dei costi della politica, la lotta alla corruzione. E' implicito che per fare queste riforme, non avendo una maggioranza parlamentare, il movimento debba ricercare un'allenza che alla luce dei fatti dovrà essere con chi avrà l'incarico, da parte del Presidente della Repubblica, di formare il nuovo governo. Questi potrà non essere necessariamente Bersani, ma sicuramente sarà espressione del Partito Democratico.
Purtroppo Beppe Grillo va ancora avanti a forza di battute e soprattutto dichiara che non voterà la fiducia all'eventuale governo del centrosinistra, a prescindere dalla proposta politica. Spero sia solo una tattica per mettere un po' di pressione e che l'ex comico genovese non contraddica le decisioni che il suo stesso movimento ha attuato in Sicilia , dove tuttora appoggia il candidato del centrosinistra Crocetti e dove ha ottenuto anche importanti incarichi istituzionali.
In ballo ci sono le sorti del popolo italiano di cui fanno parte tutti coloro che hanno gremito piazza San Giovanni nell'ultimo comizio di Grillo, tutti coloro che hanno conferito al M5S un eccezionale consenso e che, passata la giusta euforia per la vittoria elettorale, attendono ora provvedimenti concreti che contribuiscano alla risoluzione dei tanti problemi esistenti.
Sarebbe davvero un peccato se essi rimanessero ancora una volta delusi.

