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sabato 4 agosto 2012

L'indiscutibile fascino delle Olimpiadi

http://l1.yimg.com/
Sin da bambino ero entusiasta dell'incredibile spettacolo delle Olimpiadi, quel vedere tanti paesi e sport,  a volte anche  sconosciuti, che si ritrovavano insieme per confrontarsi nelle competizioni sportive, mi riempiva di curiosità e interesse.
Certo il tutto è sempre abbellito e ingigantito se in qualche disciplina , una squadra o un atleta italiano raggiungono risultati di prestigio, ma devo dire che non è mai stato essenziale per apprezzare la bellezza dei giochi e così è anche oggi in cui mi trovo a seguire l'edizione del 2012.
Le immagini televisive che giungono nelle nostre case sono davvero splendide e permettono di osservare i visi , le espressioni degli atleti, apprezzarne lo sforzo, la loro concentrazione e poi magari l'amarezza per una sconfitta o l'irrefrenabile gioia per una vittoria. Certo nell'epoca della globalizzazione anche le olimpiadi devono sottostare alla legge del business e allora vediamo a confronto sport dilettantistici a tutti agli effetti e sport professionistici che con sapienti escamotage vengono truccati e adattati alla competizione olimpica. Pazienza, occorre convivere con tutto ciò, anche se si puo arrivare al paradosso di vedere dei modesti dilettanti nord africani, essere strapazzati dal leggendario "green team" di basket americano o vedere calciatori e tennisti che guadagnano  milioni di euro sfilare insieme  ad altrettanto validi atleti dei cosiddetti sport minori, a cui però, andrà solamente un modesto rimborso spese.
Poi come accennato, c'è l'emozione per i colori italiani e devo dire che la spedizione azzura è partita alla grande, conquistando medaglie anche  dove nessuno si aspettava. Poi, come spesso succede, va a finire che deludono proprio coloro che in partenza erano accreditati per una medaglia. Allora ecco i flop nel nuoto e nella scherma maschile, ma ciò non è certo motivo per essere amareggiati, anzi abitua a capire come nello sport convivano con pari dignità successi e insuccessi, vittorie e
sconfitte.
Suscita invece  tanta commozione  la medaglia d'oro di Daniele Molmenti in una specialità come la canoa slalom, che forse molti non sapevano neppure esistere. Capita anche di scoprire che non ci sono impianti specifici sul territorio nazionale, per cui i nostri canoisti per allenarsi, se non vogliono andare all'estero, si devono adattare a ciò che offre madre natura, cioè dei semplici torrenti di montagna.
Così i giochi vanno avanti pieni di volti, sorrisi, colori e danno sempre emozioni nuove, come quando le immagini si soffermano sull'espressioni bambine del viso delle grandi piccole ginnaste e ci sentiamo permeati da un'indicibile tenerezza.
Fa tutto parte dell'indiscutibile fascino dell'immensa avventura chiamata Olimpiadi.

lunedì 21 febbraio 2011

Altro che Libia, da noi le rivolte sono ben altre...i calciatori, la curva e il presidente.


 Spesso un avvenimento sportivo rimane nell'ambito del mero evento agonistico prestandosi solo al giudizio  di esperti del settore, altre volte invece come nel caso della partita di champion league, Roma-Shakhtar Donetsk, affiorano elementi che esulano sicuramente dal fatto sportivo.

martedì 23 novembre 2010

Chevanton ed Eto'o ovvero due facce della giustizia sportiva

Premetto che i due episodi avvenuti domenica scorsa sono ambedue deprecabili e dovrebbero essere oggetto di un serio esame di coscenza da parte dei due protagonisti e delle loro rispettive società.
C'è anche da sottolineare che la giustizia sportiva del calcio è stata spesso al centro di polemiche in casi ben più gravi di quello che qui vorrei analizzare, casi d'incapacità, assenteismo o, peggio ancora, corruzione.
In questo caso, a mio modo di vedere, si insinua l'eterno sospetto che anche nel calcio ci sia un nord e un sud, un forte e un debole, trovandoci davanti ad un singolare metro di giudizio riguardo ciò che avviene sui campi di gioco, ma veniamo ai fatti :
1. Partita Chievo Inter: il calciatore Samuel Eto'o attaccante di questa'ultima formazione, dopo un'azione in cui egli sarebbe stato provocato da un calciatore del Chievo,  si avvicina al medesimo, che era a circa una decina di metri e gli sferra una testata in pieno petto, facendolo cadere. La quaterna arbitrale non si accorge di nulla per cui l'attaccante camerunense non viene sanzionato ed anzi, nel proseguio della partita, segnerà anche una rete che, per fortuna del Chievo, sarà ininfluente per il risultato finale.
2. Partita Lecce Sampdoria: l'attaccante del Lecce Ernesto Chevanton, dopo una protesta per un rigore non accordato, insegue un calciatore della Samp e commette un netto fallo da tergo, l'arbitro se ne avvede e lo espelle. Il calciatore del Lecce allora si sfila la maglia e la lancia in direzione dell'arbitro (senza peraltro colpirlo), quindi va nei pressi dell'arbitro e additandolo proferisce delle parole irriguardose (almeno così si deduce).

Le decisioni del giudice sportivo sono state: 3 giornate di squalifica a Eto'o (con prova televisiva), 5 giornate di squalifica a Chevanton (da referto arbitrale), se a ciò si aggiunge che il giocatore dell'inter doveva essere espulso e invece ha giocato l'intera partita, segnando, come già detto, anche una rete, mentre il calciatore del Lecce è stato espulso e la sua squadra ha giocato quasi l'intera partita in dieci uomini, le effettive giornate di squalifica diventano 2 per Eto'o e 6 per Chevanton.
Mi sembra fuor di dubbio che il metodo di giudizio svantaggia pesantamente il giocatore leccese e sono ipotizzabili due tipi di ragionamento a giustificazione di ciò. Il primo è che si dia più importanza ad un comportamento irriguardoso nei confronti dell'arbitro che a fenomeni di condotta violenta sul terreno di gioco, il secondo, antico ma sempre inquietante, è  che i calciatori che militano nelle potenti società del nord, abbiano un trattamento privilegiato rispetto ai loro colleghi che militano nelle modeste società del sud. 

wiska...chi lotta vive!