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lunedì 23 febbraio 2015

EPITAFFIO




A LEQUILE
di Leo Russo

La prima volta che venni a Lequile, mentre mi avvicinavo, la mia futura moglie mi fece notare l'alto campanile che spiccava e s'alzava come le costruzioni medioevali, per essere più vicini a Dio ed essere notate dai pellegrini...poi, notai le case basse accucciate ai piedi del campanile prone al sacro e al potere. Dalle case fioche luci uscivano da dentro per illuminare, con giochi di chiaroscuro, donne e anziani seduti sull'uscio a "cantare" le lodi di quello che fu, per loro, il paese di un tempo.
Era nostalgia o timore per il prossimo futuro che si avvicinava?
Con il senno di poi, visto e sentiti i "pallidi motivi" che cantano oggi i suoi abitanti e amministratori, credo  che più che una canzone, sia una nenia che addormenta le menti, sperando che non diventi un requiem.....

A Lequile
Nell'insieme meravigliosa
Eri accovacciata
A guardare il tempo che fu
Mentre amanti della tua beltà
Lasciano
Solo pallidi motivi
Di quella che fu
La tua canzone al mondo degli uomini...

Leo Russo

  

mercoledì 12 ottobre 2011

Ritorno al passato per guardare al futuro.

http://www.lettera43.it/
Una recente dichiarazione di Casini intervenuto a Bologna all'inaugurazione di una mostra sull'ex Pci, ha destato sorpresa e interesse. Riferendosi al Pci ed ovviamente non condividendo i valori del comunismo, egli ha comunque riconosciuto "che c’è stata una generazione di persone che si è sacrificata, che ha creduto e combattuto", al contrario di oggi in cui "la politica diventa ormai solo un pragmatismo, senza alcun ideale, senza alcun valore, la corsa a un posto."
Chiaramente salva la buona fede del leader dell' Udc, è lampante che egli volesse implicitamente evocare l'epoca della Dc, partito di cui si sente erede e di cui auspicherebbe una nuova stagione.
Resta tuttavia un riconoscimento da parte di un avversario leale, di tutto ciò che il più grande partito della sinistra italiana ha significato per la storia della nostra giovane repubblica. Non è intenzione di questo post santificare il partito di cui peraltro lo scrivente è stato per molti anni sostenitore, sarebbe come benedire il diavolo con l'acqua santa, ma è importante sottolineare  un aspetto che proprio le parole del buon Pierferdinando hanno evocato. Sto parlando dell'identità che questo grande partito di massa

giovedì 17 marzo 2011

Auguri cara nostra Italia!!



17 aprile 2011
la festa di tutti gli italiani

L'itinerario del Presidente della Repubblica nei luoghi della memoria dell'unità d'Italia.

"L'itinerario del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nei 'Luoghi della memoria' per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia è partito da Genova il 5 maggio scorso: proprio dallo scoglio di Quarto il 5 maggio del 1860 prese avvio, con la spedizione dei Mille, la fase conclusiva del lungo percorso del movimento per l'Unità, che sarebbe culminata il 17 marzo 1861 nella proclamazione dello Stato unitario.
"L'Unità d'Italia fu perseguita e conseguita - ha detto il Capo dello Stato nell'intervento a Genova, ripreso, insieme ad altri, nella pubblicazione 'Per l'Unità d'Italia. Verso il 150° anniversario della fondazione dello Stato nazionale' - attraverso la confluenza di diverse visioni, strategie e tattiche, la combinazione di trame diplomatiche, iniziative politiche e azioni militari, l'intreccio di componenti moderate e componenti democratico rivoluzionarie. Fu davvero una combinazione prodigiosa, che risultò vincente perché più forte delle tensioni anche aspre che l'attraversarono".
Per il Presidente Napolitano tutte le iniziative in programma per il 150° - come quelle già svoltesi a Rionero in Vulture, a Marsala e a Santena, oltre che a Genova - "fanno tutt'uno con l'impegno a lavorare per la soluzione dei problemi oggi aperti dinanzi a noi: perché quest'impegno si nutre di un più forte senso dell'Italia e dell'essere italiani, di un rinnovato senso della missione per il futuro della nazione. Ieri volemmo farla una e indivisibile, come recita la nostra Costituzione, oggi vogliamo far rivivere nella memoria e nella coscienza del paese le ragioni di quell'unità e indivisibilità come fonte di coesione sociale, come base essenziale di ogni avanzamento tanto del Nord quanto del Sud in un sempre più arduo contesto mondiale. Così, anche nel celebrare il 150°, guardiamo avanti, traendo dalle nostre radici fresca linfa per rinnovare tutto quel che c'è da rinnovare nella società e nello Stato".

Note a margine dell'evento:
Che paese strano l'Italia, riusciamo a dividerci anche sull'unità nazionale e sulla nostra identità storica. Non voglio fare paragoni con nazioni, tipo la Francia, l'Inghilterra o la Germania, che hanno sicuramente radici storiche molto più importanti delle nostre, ma se guardiamo agli Stati Uniti, nati più o meno nello stesso nostro periodo, nessuno oltre oceano, da qualunque degli "states" egli  provenga, si sognerebbe di dire: "sono orgoglioso di essere texano, californiano o georgiano", senza aggiungere: "ma sono altresì orgoglioso di essere Americano!"
Pazienza, consoliamoci con la gioia di di coloro che sono scesi in piazza per festeggiare il 150°, con le tante strade e piazze tappezzate coi tricolori e con tanti bei esempi di attaccamento alla nostra cara Italia.
Uno di questi ci viene dalle tuffatrici azzurre che agli ultimi campionati europei  hanno dedicato le loro medaglie al presidente Napolitano, come rappresentante dell'unità nazionale e dei suoi 150 anni..
E' una dedica per tutti noi, per tutti gli italiani, anche per quelli che hanno scelto di non festeggiare.


Le tuffatrici medagliate agli europei di Torino
Foto: Giorgio Perottino, Giorgio Scala, Giuseppe Sabatelli
http://www.dotswim.it/blog/1775/