A LEQUILE
di Leo Russo
La prima volta che venni a Lequile, mentre mi avvicinavo, la mia futura
moglie mi fece notare l'alto campanile che spiccava e s'alzava come le
costruzioni medioevali, per essere più vicini a Dio ed essere notate dai pellegrini...poi,
notai le case basse accucciate ai piedi del campanile prone al sacro e al
potere. Dalle case fioche luci uscivano da dentro per illuminare, con giochi di
chiaroscuro, donne e anziani seduti sull'uscio a "cantare" le lodi di
quello che fu, per loro, il paese di un tempo.
Era nostalgia o timore per il prossimo futuro che si avvicinava?
Con il senno di poi, visto e sentiti i "pallidi motivi" che
cantano oggi i suoi abitanti e amministratori, credo che più che una
canzone, sia una nenia che addormenta le menti, sperando che non diventi un
requiem.....
A Lequile
Nell'insieme meravigliosa
Eri accovacciata
A guardare il tempo che fu
Mentre amanti della tua beltà
Lasciano
Solo pallidi motivi
Di quella che fu
La tua canzone al mondo degli uomini...
Leo Russo


