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La frase tra virgolette è di Antonietta De Pace, una delle tante donne eroiche che si batterono durante il risorgimento, per la nascita dell'Italia unita. Nata a Gallipoli in provincia di Lecce, la De Pace si trasferì a Napoli in giovane età dove, grazie al cognato, entrò in contatto col circolo dei cospiratori mazziniani e ben presto divenne parte integrante del gruppo patriottico antiborbonico meridionale. Arrestata in seguito ad una delazione, fu soggetta a torture psicologiche di vario tipo, come essere lasciata per giorni e giorni in una stanza, seduta ad una sedia, senza possibilità di stendersi o lavarsi, nel tentativo di farle confessare la sua appartenenza mazziniana. Malgrado l'accusa di cospirazione contro lo stato borbonico, per cui il procuratore generale Nicoletti aveva chiesto la condanna a morte ella riuscì a scampare alla pena poiché la giuria si espresse a parità di voti, tre contro e tre a favore. In seguito fondò a Napoli un comitato politico mazziniano, di cui facevano parte Antonietta Poerio, Raffaella Faucitano, e Alina Perret e quando Il 7 settembre 1860 Garibaldi entrò trionfalmente a Napoli con ventotto ufficiali e due donne, una delle due era proprio lei, Antonietta De Pace, vestita con i colori della bandiera italiana.